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Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La città silente. Suoni del futuro remoto.

Inizia oggi con “LA CITTA’ SILENTE. SUONI DEL FUTURO REMOTO”  il nostro viaggio alla scoperta dei 27 progetti selezionati  nell’ambito delle attività coprodotte dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 per il programma di Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

Questo progetto è proposto dall’Associazione culturale no profit “ Onyx Jazz Club”  che dal  1985 promuove a Matera la cultura musicale jazzistica.

Onyx è una realtà molto nota sia a livello sia locale che nazionale e si muove con successo in tre aree principali.

  • Ambiente, Tradizioni e Turismoavviato nei primi anni novanta con l’organizzazione degli Itinerari Culturali ed il Venerdincontro;
  • Fotografiacon il concorso fotografico Fotogezziamoci;
  • Didattico la scuola di musica organizza da quindici anni corsi di musica e di educazione musicale classica, moderna e jazz e cura progetti con le scuole.

Per comprendere  l’altissimo livello culturale di questa associazione che sicuramente rappresenta uno dei tanti casi di eccellenza italiana leggiamo sul sito ufficiale http://www.onyxjazzclub.it che “dal 1991 al 1994 l’Onyx ha collaborato con l’Associazione Zétema di Matera per la realizzazione del progetto ZETEMA MUSICA, il primo corso italiano di formazione per Orchestra Jazz affidato alla direzione dei musicisti-direttori Bruno Tommaso e Ettore Fioravanti. L’operazione ha costituito un’esperienza di straordinario valore e di significativa originalità nel contesto dell’Italia meridionale, suscitando vasto interesse (con richieste di partecipazione provenienti anche da regioni settentrionali) e realizzando un vero e proprio circuito culturale, punto di riferimento per tutti gli operatori musicali del Mezzogiorno d’Italia e luogo di produzione e ascolto tra i più qualificati e ricercati”.

Onyx è nota per soprattutto per promuovere e organizzare “GEZZIAMOCI. Festival Internazionale di Basilicata” giunto nel 2018 alla sua 31° edizione e considerato a buon titolo una delle principali manifestazioni nazionali in questo ambito soprattutto  per il livello altissimo degli artisti ospitati (solo per citarne alcuni, Steve Lacy, Massimo Urbani, Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Tiziana Ghiglioni, Lee Konitz, Billy Cobham, Ettore Fioravanti, Nicola Arigliano, John Scofield, ecc.) che per le location straordinarie in cui si svolge l’evento.

Dal 1998 la manifestazione ha scelto di spostarsi  dagli spazi chiusi dei teatri e dei club agli spazi aperti dei Sassi e del Parco della Murgia Materana con la chiara intenzione di unire la passione per la musica con l’amore per il territorio.

I concerti vengono proposti in forma itinerante nelle chiese rupestri, nelle piazze storiche, all’interno di chiostri e per le strade di Matera e dei comuni della Basilicata interessati a ospitare l’evento.

Nel corso degli anni Onyx ha costruito attorno a sé una rete culturale in grado di coinvolgere realtà musicali locali e sostenendo allo stesso tempo un’azione di promozione turistica del territorio.

Onyx in tempi non sospetti ha attivato un sistema di alimentazione della propria etichetta discografica  attraverso un “azionariato popolare” molto simile al #crowdfunding.

L’idea di creare un “Club dei Produttori”  cioè una rete di sottoscrittori che contribuisce alla produzione del cd anticipando la propria quota di adesione ha permesso all’associazione di costruire un canale alternativo di distribuzione che permette l’abbattimento dei costi di produzione.

La città silente. Suoni del futuro remoto.

Per il programma culturale dell’evento Matera Capitale della Cultura 2019, Onyx propone “La città silente. Suoni del futuro remoto”,  un progetto crossdisciplinare rivolto alla ricerca e alla produzione musicale d’avanguardia con l’intenzione di raccontare il territorio attraverso i suoni.  In questo campo espressivo, l’attività creativa e culturale  è indirizzata a comprendere diversi linguaggi, dalla musica, all’installazione sonora, dalla performance dal vivo, ai lavori di field recording e di sound scaping.

Il percorso esplorativo verrà rimesso alla collettività come un concerto per “Partitura e Suoni Naturali”, eseguito dal Collettivo Onyx, un ensemble di musicisti lucani e pugliesi, diretto dal compositore statunitense Joe Johnson e una sezione ritmica, diretta dal musicista Rino Locantore e dal quintetto di Paolo Fresu.

Le prove di “Suoni del futuro remoto” iniziate nella primavera del 2018, sono state eseguite nel corso dell’estate per “collaudare” i luoghi e la tappa finale del progetto è fissata al 28 settembre 2019 .

Come vengono mappati i suoni e chi se ne occupa?

Per realizzare il progetto l’acustica dei luoghi viene studiata dagli studenti della facoltà di Architettura dell’università di Hannover e Basilicata.

Le performance musicali sono state  “campionate” e i suoni risultanti diventeranno delle partiture d’orchestra nelle mani di Joe Johnson.

L’intento di “Suoni del futuro remoto” è sia quello di creare una mappatura dei suoni tipici di Matera e  dimostrare che la promozione del territorio non è solo visiva ma, anche e soprattutto acustica. L’interesse dello studio si focalizza su tutto ciò che la città emette e come questi suoni si adattano ai luoghi.

La prima performance ha visto la pianista giapponese Ayumi Takana   dialogare con l’acustica di Palazzo Lanfranchi e quindi con le campane, le rondini, i falchi grillai.

Tutto questo lavoro di mappatura e di catalogazione dei suoni tipici del territorio porterà Onyx a restituire una nuova consapevolezza artistica e culturale perché “il paesaggio si può ascoltare ed essere trasformato in musica”.

 

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

Colorando le note. Quando il crowdfunding è tutto un programma.

La raccolta fondi per il l’Orchestra Polledro continua la sua corsa sulla nostra piattaforma al link  https://innamoratidellacultura.it/projects/colorando-le-note/

Il 9 settembre al Circolo dei Lettori di Torino è stata presentata in grande spolvero il programma concertistico per l’anno 2018/2019.

La nuova Stagione dal titolo emblematico “NELL’ARMONIA DELLE DIFFERENZE” prevede  l’esecuzione di composizioni di J.C.Bach, Bartok, Brahms, Brusa, Elgar, Farrenc, Janáček, Mendelsshon e Mozart. Il proposito è quello di stimolare un viaggio espressivo nel settore della creatività musicale e, soprattutto di  condurre verso il  successo la  campagna di crowdfunding che terminerà a dicembre.

I fondi per sostenere l’importante  attività di un’ orchestra non bastano mai. Il programma proposto dalla Polledro prevede anche un fitto calendario di eventi e incontri in appoggio alla campagna di raccolta fondi.

Perché se è  vero che mettere il progetto su una piattaforma aiuta a espandere  le notizie più velocemente sui canali digitali, è anche vero che il denaro arriva quando  le persone si incontrano, cuore a cuore. Quale occasione migliore di un evento?

Il crowdfunding si basa su concetti come la fiducia, la condivisione e l’amore. Del progettista per la sua idea e dei donatori per il progettista e la sua idea.

Sembra semplice ma riuscire a trasmettere alle persone concetti così intangibili  non lo è affatto.

Ecco perché da quest’anno la progettualità dell’Orchestra si apre a connubi con realtà istituzionali come il Salone Internazionale del Libro, ContemporaryArt Torino Piemonte, Circuito SBAM Piemonte e Biennale PaesaggioZero per implementare lo scambio dei linguaggi tra musica colta e pittura, fotografia, design, natura, storia, letteratura, architettura e territorio.

Inoltre l’Ente progetta collaborazioni con Soggetti di primario livello come l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Tespi/Conservatorio di Torino, Politecnico di Torino, Archivio Storico Città di Torino, Archivio privato Riccardo Moncalvo e associazioni di territorio come Giglio Onlus e La Natura Torna ad Arte. L’affiliazione a FITEL è di recentissima acquisizione. La Stagione gode dei Patrocini istituzionali Città di Torino e Regione Piemonte.

 

LA PROGRAMMAZIONE

Si inizia con i Concerti a partire da mercoledì 10 ottobre, nell’ambito dell’Anno Europeo del Patrimonio con MIBACT e Città di Torino, con una serata ispirata all’accessibilità dei nostri patrimoni culturali – tangibili e intangibili – in occasione dell’inaugurazione della Stagione Concertistica “NELL’ARMONIA DELLE DIFFERENZE” dell’Orchestra da Camera “G.B. Polledro” diretta da Federico Bisio, che si terrà presso il Conservatorio di Torino.

Il tema della Stagione si ispira alle proporzioni armoniche che esistono in musica, natura e architettura. Da sempre infatti l’uomo è attratto dalla regolarità e dai rapporti simmetrici. Ma la simmetria non potrebbe esistere senza a-simmetria che, come il buio e la luce, conferiscono libertà perfetta all’armonia delle differenze. L’appuntamento tra musica e arti propone la Sinfonia in Re mag. op. 18/6 di J.C. Bach, il Concerto per corno n. 2 in Mi bemolle mag., K.417 di W.A. Mozart – con il Solista Stefano Fracchia al Corno – e la Serenata in Re mag. n. 1 op. 11 di J.Brahms. Durante l’esecuzione musicale in collaborazione con la sezione TESPI del Conservatorio e a regia di Mattia Bena, una proiezione sulla cupola dell’auditorium dedicata alle architetture armoniche, paesaggi e creature naturali selezionate in collaborazione con Archivio Storico di Torino, Archivio privato Riccardo Moncalvo, Collezione Haeckel di G.Guerreri e le fotografie di paesaggio courtesy La Natura Torna ad Arte.

Precede il concerto, alle ore 18, la visita gratuita alla Galleria degli Strumenti d’epoca del Conservatorio “Giuseppe Verdi”, in collaborazione con l’Ente stesso e sotto la guida della curatrice Francesca Odling. L’appuntamento tra musica e arti visive ispirate a natura, architettura e territorioviene anche proposto a conclusione del convegno promosso da Biennale PaesaggioZero 2018 – VI° edizione presso Palazzo Lascaris “PAYSAGE TVB” organizzato da Politecnico di Torino DIST, Osservatorio del Paesaggio dei Parchi del Po e della collina torinese, Ente di gestione delle aree protette del Po torinese.

Circa un mese dopo, sabato 3 novembre, nell’ambito della Notte Bianca delle Arti Contemporanee Città di Torino, l’Orchestra G.B. Polledro prosegue nella sua tematica di armonia nelle differenze con l’unione tra musica classica e arte contemporanea. Dalle ore 18 l’evento di apre con un pre-concerto davvero unico.

Grazie all’artista Francesco Preverino – un veterano dell’arte visiva noto in tutto il mondo e con opere esposte a New York e a Shanghai – il Foyer del Teatro Vittoria ospiterà in esposizione temporanea alcune opere presentate appositamente dal pittore torinese, con una esclusiva esposizione delle sue carte dipinte in occasione del live painting del 19 maggio scorso nell’ambito del concerto di chiusura della Stagione precedente. Il progetto “Colorando Le Note” si abbina alla campagna di raccolta fondi dell’Orchestra Polledro. Un’iniziativa nata per coinvolgere il pubblico e sostenere con donazioni le attività speciali dell’ente stesso. Seguirà a palco alle ore 21 l’esecuzione del Concerto con l’organico orchestrale diretto dal M° Federico Bisio, su musiche di Edvard Elgar, Introduzione e allegro per quartetto d’archi e orchestra d’archi op. 47 con il Quartetto Res e i Solisti Tommaso Belli e Vittorio Sebeglia al violino, Ruggero Mastrolorenzi alla viola e Filippo Tortia al violoncello; seguono Bela Bartok, Divertimento per archi Sz. 113 e Leoš Janáček, Suite per orchestra d’archi.

A dicembre l’Orchestra Polledro si impegna a celebrare il Natale presso varie sedi con la “Gran Partita”, la nota Serenata per fiati n. 10 in Si bemolle maggiore, K1 361 (K6 370a) di Wolfgang Amadeus Mozart. Si inizia il 13 dicembre in occasione di un evento ad inviti presso la Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino.

Si riprende poi venerdì 8 marzo 2019 in occasione della Giornata Mondiale della Donna presso il Teatro Vittoria di Torino, con una emozionante serata di Festa in omaggio al femminile, insieme ad alcuni Partner tecnici e una Testimonial speciale, per l’esecuzione diretta dal Maestro Federico Bisio, sempre a partire dalle ore 21 .

Il Direttore Stabile della Polledro propone Elisabetta Brusa – compositrice milanese vivente – nel suo Adagio per orchestra d’archi (1996) in “Prima esecuzione a Torino”, preceduto da Leopold Kozeluch, Concerto per pianoforte e orchestra in Fa maggiore, P IV F 1 “Prima esecuzione in tempi moderni”. A seguire, due opere di Wolfgang Amadeus Mozart: il Concerto per pianoforte e orchestra N. 12 in La maggiore KV 414 con Solista Antonio Valentino al pianoforte, e la famosissima Ein musikalischer Spaß KV 522.

Martedì 2 aprile 2019, arriva l’unico dei concerti dell’Orchestra condotto da un Direttore ospite sempre molto gradito al pubblico della Polledro: il Maestro Giuseppe Montesano, questa volta alle prese con un richiestissimo repertorio mozartiano. In programma, di Wolfgang Amadeus Mozart, la Sinfonia in Mi bemolle maggiore n.1 KV 16, il Concerto in Do maggiore per flauto e arpa KV 299 – con Solisti Rebecca Viora al flauto e Federica Mancini all’arpa – e la poderosa Sinfonia in Do maggiore n. 41 “Jupiter” KV 551. Durante la serata vi sarà un apposito tributo alla Giornata Mondiale sull’Autismo, consapevoli – nello spirito di tale ricorrenza – che la musica sia fondamentale per il nostro benessere interiore, la nostra crescita personale e lo sviluppo di altre forme di arte, comunicazione e creatività.

E infine, martedì 21 maggio 2019 l’Orchestra G. B. Polledro diretta da Federico Bisio conclude la Stagione “NELL’ARMONIA DELLE DIFFERENZE” con il Concerto per violino, pianoforte e orchestra d’archi in re minore MWV 04 di Felix Mendelssohn-Bartholdy – con ospiti i Solisti Alessandro Milani al violino e Roberto Issoglio al pianoforte. A questo segue l’esecuzione della Sinfonia in sol minore n. 3 op. 36 composta ancora una volta da una donna, questa volta francese, Louise Farrenc. La serata di tarda primavera prevede, come già avvenuto nella scorsa stagione, una sorpresa – questa volta di carattere letterario – in omaggio all’OFF Salone internazionale del Libro di Torino. Seguiranno dettagli in un nostro prossimo comunicato nel 2019.

Siete pronti? allora partecipate numerosi ed entusiasti alla campagna di raccolta fondi donando al link https://innamoratidellacultura.it/projects/colorando-le-note/

Buon #crowdfunding a tutti!

Redazione http://www.innamoratidellacultura.it

Esistono ancora i cantautori? Da Genova parole e musica con il cuore.

In origine erano menestrelli. Chiamati nelle corti per il divertimento dei signori. Cantavano storie di amore e avventura tramandando i fatti di generazione in generazione.

In Italia, patria di grandissimi poeti e romanzieri,  la “parola cantata” conosce il suo apice negli anni del secondo dopoguerra.

I grandi cantautori italiani degli anni 70 e 80

A Sanremo  furoreggiavano le canzoni di Gino Paoli, Sergio Endrigo Piero Ciampi , Domenico Modugno e  Bruno Lauzi. Cantavano l’amore e il melodico italiano faceva ballare e sognare i giovani illuminando i cuori di sogni e speranze.

Modugno è il primo cantautore che scrive canzoni partendo dalla cronaca: nel 1955 scrive Vecchio frac dopo aver letto su un giornale la notizia del suicidio del principe Raimondo Lanza di Trabia (che, all’età di 39 anni  si era gettato dalla finestra del suo palazzo in via Sistina a Roma,[4] ed anche Lu pisce spada nasce da una storia vera, letta in un giornale.

PierPaolo Pasolini scrive e   pubblica nel biennio 1961/1962 canzoni  cantate da Laura Betti che verranno poi riprese negli anni ’70 e negli anni ’90 da Grazia De Marchi e soprattutto dalla splendida voce di Gabriella Ferri.

Dalla seconda metà degli anni ’60 il fenomeno cantautorale diventa  uno strumento di ricerca, di emancipazione, di replica creativa all’arte dei suoni.

Il tema dell’amore lasciava spazio ad argomenti di interesse sociale, a testi capaci di raccontare l’Italia che cambiava, che alle volte arrancava, che protestava e chiedeva riscatto.

La canzone d’autore italiana continua con la sua tradizione passando una fase rock negli anni ’80 con Vasco Rossi, Ligabue, Liftiba , solo per citare i più conosciuti.

Andrea Sigona

E oggi? Chi sono i cantautori di oggi? I Millenials sono cresciuti ascoltando, cantando e ballando le parole impegnate di mostri sacri come Lucio Dalla, Fabrizio De André, Francesco Guccini e Rino Gaetano. Canzoni che ancora oggi tutti conoscono e apprezzano.

Il passaggio da questi  artisti di livello altissimo che attraverso la loro musica hanno saputo creare e diffondere cultura, intellettuali di tutto rispetto che facevano della musica un mezzo per comunicare idee, satira, poesia e soprattutto bellezza ad oggi c’è stato?

In Italia i cantautori ci sono, ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Il livello di comunicazione e di contenuti cambia negli anni ’80 e ’90 .

Artisti come Jovanotti, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Alberto Camerini, Donatella Rettore, Luca Carboni, Raf, Fabio Concato, Giuni Russo, Amedeo Minghi, Mario Castelnuovo, Marco Ferradini, Luca Barbarossa, Gianna Nannini  innovano contenuti e  melodie.

Siamo andati alla ricerca di artisti italiani contemporanei e l’attenzione è caduta su un cantautore  molto interessante:  bellissimo timbro di voce e parole che incantano.  Raffinato e  impegnato.

Si chiama Andrea Sigona. E’ un millenial, perchè  nasce a Genova il 10 maggio 1969. Cantautore, suona chitarra, elettrica ed acustica, pianoforte e armonica. Scrive parole che toccano il cuore.

Ascoltate per credere!

https://www.youtube.com/watch?v=kMZDbMNMK3A

Andrea Sigona canta la sua Genova con parole intelligenti e sensibili

 

Questo passaggio tratto dall’album Passaggi si intitola  “Indistruttibili”  e rappresenta con delicatezza l’anima di Genova, città austera e bellissima  che in un momento tragico e doloroso come è quello attuale reagisce con dignità e fierezza .

 

Cala la sera dentro di me…

Sono questioni di Genova

E a ricucirli non riesco nemmeno un po’

I nostri anni portati via

Rubati al cielo che forse non li regge più

Per ricercarli nei vicoli

Dove le strade a volte si perdono ma lasciano impronte

Da sempre indistruttibili

 

In rete abbiamo trovato il canale You Tube e ascoltato le canzoni di Andrea Sigona . Leggendo notizie in rete abbiamo letto che sta per uscire un nuovo album. A dieci anni esatti dalla pubblicazione del primo disco intitolato “Passaggi”.

Andrea Sigona è un cantautore impegnato. qui lo vediamo con Don Gallo.

 

In attesa della buona musica di Andrea Sigona, vi auguriamo buona lettura sul nostro blog e un invito a partecipare alle campagne di crowdfunding.

Redazione  – www.innamoratidellacultura

Un disco per riportare in vita l’opera barocca di Giovanni Lorenzo Lulier.

Il progetto della musicologa italiana Chiara Pelliccia è ambizioso, interessante, colto. Bellissimo. E’ uscito questa mattina sulla piattaforma e sta già raccogliendo consensi e supporto.  Come facciamo a saperlo? Basta guardare le visite alla pagina…

“Giovanni Lorenzo Lulier – musicista del barocco romano” è un progetto che porta  alla luce l’arte musicale di uno straordinario -quanto poco conosciuto-  artista italiano.  Parliamo di Giovanni Lorenzo Lulier, compositore di cantate da camera, di serenate, oratori e opere vissuto a Roma nella seconda metà del 1600.  Lulier era famoso fra i  suoi contemporanei con il nome di “Giovanni del violone” ed è proprio  con questo nome che  figura nell’intestazione della gran parte delle fonti delle sue musiche e sulla gran parte dei documenti archivistici che lo riguardino.

Musica barocca su www.innamoratidellacultura.itLa sua musica è magnifica, soave e intensa, frizzante e si merita di essere conosciuta e apprezzata da tante, tantissime persone.

Parliamo di mecenatismo!

Lulier ebbe tra i suoi principali mecenati due dei maggiori cardinali romani dell’epoca: Benedetto Pamphilj (tra il 1681 e il 1690) e Pietro Ottoboni (dal 1690 al 1700), mecenati per i quali lavorarono musicisti e compositori come Arcangelo Corelli, Alessandro Scarlatti, o, solo pochi anni più tardi, Georg Friedrich Händel. Oggi, per riportare al grande pubblico l’opera di Lulier, anche la musicologa italiana Chiara Pelliccia ha pensato di rivolgersi ai moderni mecenati attraverso una campagna di crowdfunding.

Perchè tutti possano apprezzare le meravigliose musiche di Giovanni Lorenzo Lullier è necessario incidere dei dischi.

Per farlo è richiesta  la partecipazione entusiastica di autentici appassionati di musica barocca italiana. Sei uno di loro? Unisciti al crowdfunding donando su www.innamoratidellacultura.it

aiuta Chiara Pelliccia con il crowdfunding su www.innamoratidellacultura.itCome nasce questa idea?

Il progetto è nato dal desiderio di Chiara Pelliccia di incentivare la ricerca e il recupero delle musiche di Giovanni Lorenzo Lulier e, sino ad oggi,  ha concentrato l’attenzione  sul repertorio delle cantate da camera. La ricerca di Chiara ha mosso i suoi primi passi grazie al sostegno del “Centro Studi sulla Cantata Italiana” (Università degli studi di Roma “TorVergata”) e del “Centro Studi Santa Giacinta Marescotti di Vignanello” (Premio Internazionale Francesco Maria Ruspoli), giungendo alla pubblicazione di un primo corposo studio e del catalogo tematico delle cantate da camera di Lulier (LIM, Miscellanea Ruspoli, II-2012).  La Società Editrice di Musicologia (SEdM) ha sostenuto il lavoro di Chiara  realizzando i due primi fascicoli di cantate da camera in edizione critica inseriti come secondo e terzo numero della collana «Musica vocale da Camera» . Ma non basta, per completare la serie di cd è necessario un ulteriore sforzo.

Il primo passo è un concerto, il 9  dicembre, al Roma Festival Barocca. Ore 21,00:  vieni? Qui la musica di Lulier verrà interpretata dall’ensemble Accademia Ottoboni composta dal violoncellista Marco Ceccato e dalla voce di Francesca Boncompagni.  Nella stessa giornata si terrà una mattinata di studi su Lulier e le sue musiche. Una vera full immersion nella musica barocca.

Quanto serve per realizzare il disco?

La campagna di raccolta fondi prevede un obiettivo di 4000 euro. Serviranno a Chiara Pelliccia a  coprire i costi di realizzazione del disco e anche quelli di promozione della campagna di crowdfunding.

Vuoi aiutare Chiara a realizzare il suo sogno? Quanto sei #innamoratodellacultura? Sai che ci sono ricompense per chi partecipa? Che le donazioni si possono dedurre? Che l’unione fa la forza?

 

 

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SEdM

Accademia Ottoboni

redazione www.innamoratidellacultura.it

Torino Jazz Festival 2014 – Elio e le Storie Tese. Dancing in the Rain

Sotto una pioggia battente, insieme a una moltitudine di persone munite  di ombrello, stivaletti e impermeabile, ci siamo  goduti il concerto di chiusura di questo TJF 2014 con Elio e le Storie Tese.

È stata davvero una grande emozione. Torino, la nostra   amata  Torino, quasi non la riconoscevamo  più. Il Festival dedicato al jazz è arrivato al suo terzo anno consecutivo e, come il buon vino, invecchiando migliora. Ovunque, nelle piazze cittadine, nei locali, nei circoli (Esperia, Jazz Club) abbiamo  visto persone felici di ballare e cantare.

Al Circolo dei lettori si sono svolti incontri letterari e al Cinema Massimo un’interessante rassegna di documentari sul jazz. Sono stati organizzati seminari e workshop, come quello tenuto dalla Juilliard School al Conservatorio G. Verdi. Stefano Zenni alla direzione artistica ha fatto un ottimo lavoro, chiamando sul palco artisti del calibro di Caetano Veloso, Al Di Meola, Manu Dibango. E lo ha fatto anche prestando attenzione alla scelta delle location e rendendo chiara la distinzione tra concerti di piazza e performance all’interno di auditorium e teatri.

diane schuur - torino jazz festival

Straordinarie poi le voci femminili di Diane Schuur, che si è esibita con la Torino Jazz Orchestra, e Sheila Jordan, special guest al Jazz Club per il Jimmy Cobb Italian Trio.

Come da tradizione, il tempo ha fatto i capricci e neanche il primo maggio è stato clemente. Elio, in finale di serata,  si è esibito alla grande sotto la pioggia e il vero cambiamento della città.  Da grigia e metallica ad argentea e metallara. Non ci siamo   accorti dei soliti torinesi mugugnoni, semplicemente perché non ce n’erano più!

torino jazz festivalLa Festa Jazz è andata bene, il pubblico ha partecipato con calore (quasi 50mila presenze), nonostante la grandine che a un certo punto ha colto tutti di sorpresa. Il jazz, però, ha avuto la meglio, stregando il suo pubblico. Elio è stato preceduto da grandi nomi e, in particolare, del trombettista Ibrahim Maalouf, che ci ha regalato una performance di rara bellezza.

Vi lasciamo  con qualche clip che vi riporterà direttamente sul palco di Piazza Castello.

Comunicazione virale: MICHELLE OBAMA lancia il Rap anti-obesità

Michelle Obama ha sostenuto la campagna del marito raccogliendo milioni di dollari. È madrina di numerose campagne sociali, prima fra tutte quella anti-obesità.

La notizia è interessante e trovo  la tecnica di comunicazione, che ha colpito il  mio interesse, intelligente e innovativa. La First Lady americana, Michelle Obama, sta preparando un album di musica rap assieme a tante stelle dell’hip hop. Il  disco, che si intitola “Songs for Healthier America”, (Canzoni per un’America più sana), punta a raccogliere fondi per la campagna anti-obesità Let’s Move.

Si tratta di una raccolta di 19 pezzi, in uscita il 10 settembre: tra i titoli, “U R What You Eat”(Sei quello che mangi) e “Veggie Luv” (Amore per le verdure), a cura di Partnership for a Healthier America, un’associazione indipendente che lavora con agli attivisti di Let’s Move.

Dall’album saranno prodotti dieci video clip che, insieme al disco, saranno distribuiti prima nelle scuole di New York e poi in quelle delle altre grandi città d’America. In queste clip compare Michelle assieme ai grandi nomi del rap, come Jordin Sparks, Ashanti, Run DMC, Doug E. Fresh e Monifah.

Negli Stati Uniti il problema dell’obesità infantile è molto sentito. Oggi, 1 bambino su 8 negli Usa è obeso, e i piccoli obesi prima dei 5 anni di età hanno probabilità 5 volte più alte della norma di diventare adulti grassi.

Questa iniziativa mirata al fundraising si basa sul principio che i buoni consigli non trovano mai ascolto. Una canzone, anzi, un tormentone, ha più possibilità di essere recepito e assorbito a livello di inconscio. Il rap e l’hip hop sono la musica che gli afroamericani e i latinoamericani ascoltano e ballano. Buoni consigli impartiti con allegria e leggerezza hanno una buona possibilità di essere accettati e poi messi in atto.

La First Lady americana si è sempre distinta per la sua grandissima capacità di impegno nel sociale legato alla raccolta di fondi. I paesi anglosassoni hanno una grande tradizione in merito, ma bisogna anche saperlo fare e poi comunicarlo.

L’idea di far cantare le stelle del rap è certamente geniale. Perché, oltre a veicolare il messaggio necessario a raggiungere gli obiettivi della campagna anti-obesità, si pone in maniera nemmeno troppo trasversale come punto a favore di un’eventuale futura campagna elettorale. Michelle per il marito ha fatto veramente tantissimo, agendo nel pieno rispetto del famoso detto per il quale “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”. Michelle Obama e il rap antiobesità.

Collisioni. Dal sogno alla realtà

Barolo non è soltanto il luogo dove viene prodotto un vino eccezionale. Barolo è un luogo. Un paese abbarbicato su uno sperone circondato da vigneti disposti a formare un anfiteatro. A Barolo, provincia di Cuneo, c’è anche un castello, quello dei Marchesi Falletti. Da pochi anni, in estate, migliaia di persone si recano a Barolo per il Festival Collisioni.

“Ma non doveva esserci Giuseppe Tornatore qui?”. “No signora, adesso c’è Vidia Naipaul”. “Il Premio Nobel per la Letteratura? Allora resto!”.

Sotto al sole cocente il caldo morde cattivo, ma le persone sono comunque in coda per un concerto o una conferenza, non si arrendono. Io ho scelto Saviano. L’ho mancato al Salone del Libro, ma questa volta non me lo posso proprio perdere. Ovunque attorno a me persone allegre; il vino scorre leggero e la musica live è ovunque. Leggo che ci sarà un incontro – una collisione – fra tre band: Marta sui Tubi, Perturbazione e i Tre allegri ragazzi morti. E, infine, il concerto di chiusura con il rapper Fabri Fibra.

Ma perché Collisioni? Guardando in rete, scopro che le collisioni volute dagli organizzatori sono in realtà incontri e non,  come si potrebbe pensare, scontri. Arte e politica. Musica e letteratura. Tradizione e innovazione. Alla scena musicale si mescola quella letteraria, dove Vidia Naipaul e David Grossman raccontano di schiavitù e dolore, emozionandoci tutti fino alle lacrime. Il risultato oltre la crisi sono i 70.000 visitatori. Per un Festival nato come un incontro fra amici uniti dal sogno comune di creare un polo culturale permanente in Piemonte, capace di parlare a tutti, giovani e meno giovani, facendo incontrare la letteratura, il cinema e la musica nella cornice di un piccolo paese di collina tra assaggi di Barolo, offerte gastronomiche di primo livello e tanta  festa, beh, niente male.

E anche Saviano non è stato niente male. Sul palco di Collisioni ha presentato “Zero zero zero“, il suo nuovo libro edito da Feltrinelli. Posso dire che l’attesa ha superato ogni aspettativa e vorrei condividere con voi un estratto video dell’incontro con Saviano, che qui dialoga con i ragazzi del Progetto Giovani:

Rock ‘n’ Jazz

Time is on our side

Per non farmi mancare la musica, qualche sera fa sono stata al Jazz Club a sentire un concerto organizzato da amici amanti dei Rolling Stones. Rock amatoriale e tutto sold out per una super serata tributo.

Chi dice che Torino è una città noiosa mente e il Jazz Club è una prova al di là del rock. Ad aprile, infatti, piazzale Valdo Fusi sarà il centro del Torino Jazz Festival che quest’anno ritorna con le sue molteplici anime in una seconda edizione. Per una settimana – dal 26 aprile al 1 maggio – ci saranno imperdibili concerti nelle piazze (tutti rigorosamente gratuiti), il Fringe e  mostre ed eventi in tutta la città. Chi dobbiamo aspettarci? Beh, musicisti del calibro di McCoy Tyner, Abdullah Ibrahim, Roy Haynes. Impossibile non esserci.

E per chi come me proprio non sa aspettare, ci sarà anche un’anteprima (15 – 24 aprile) che porterà il jazz nei quartieri storici di Porta Palazzo, Borgo Dora e Borgo Rossini, dedicando anche due appuntamenti alla figura femminile nel jazz.

Qui, tutte le info in musica. Intanto, io mi preparo così:

Torino come NY. Anzi, meglio…

Canto, musica, spettacolo.

Impara l’arte e diventane parte!

Un bel motto per un posto che se lo merita decisamente: l’Accademia CMS di Torino, la scuola che ha formato le stelle nascenti di X Factor Nice e Cixi.

Ha dodici anni di esperienza itinerante nella penisola e si dedica all’insegnamento e alla creazione di un modo diverso e innovativo di comunicare e costruire l’arte insieme con i giovani. È un progetto davvero interessante che vanta legami oltreoceano e grandi insegnanti, una scuola d’eccezione che non ha nulla da invidiare a scuole americane o britanniche.

Ci sono stata ultimamente, in occasione di una serata dedicata a uno spettacolo di canto degli allievi, e mi ha colpito particolarmente l’organizzazione, il clima effervescente e dinamico, la preparazione e l’entusiasmo dei protagonisti e la presenza – direttamente da New York – dell’artista Susan D., la famosa vocal coah di Alicia Keys, che è stata protagonista del concerto e di un workshop di due giorni. Insomma, è stato davvero un gran bello spettacolo e vorrei condividere con voi alcune foto della serata.

Ma per saperne di più, visitate il sito e scoprite il “Progetto Accademia“.

(Fotografe d’assalto!)

Michael Nyman è Sublime

Sublime

Lo scorso mese di dicembre, Michael Nyman, grandissimo artista della tastiera famoso a livello internazionale, ha inaugurato una mostra personale al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, nel corso della quale sono stati presentati al pubblico i suoi lavori fotografici e video.

Prima che tutto iniziasse, però, l’Associazione Culturale Volumina mi ha commissionato la ricerca di una location di prestigio per allestire la mostra. Le fotografie, scattate dall’artista con una particolare tecnica di ripetizione – come le sue famose composizioni musicali – andavano collocate in uno spazio luminoso, ampio e tale da garantire passaggio malgrado il poco tempo a disposizione per comunicare l’evento. E i pannelli, di diverse dimensioni, necessitavano di buona illuminazione e di spazio per una visione distante.

Allora, mi son data da fare e in tempo quasi record (20 giorni dalla data dell’inaugurazione) ho individuato il Museo di Scienze Naturali, spazio perfetto, che è stato curato personalmente dal direttore artistico di Volumina, Domenico de Gaetano, e dai suoi assistenti.

Ma non è finita qui, perché il mio lavoro richiedeva anche un’azione mirata di Fundraising e, con zero fondi a disposizione, ho deciso di abbattere i costi ricorrendo a due fattori chiave: la mia rete di contatti e la tecnologia. E da lì son partite innumerevoli mail, telefonate via Skype per meeting a chilometro zero, sms e tanta fiducia nel risultato che, alla fine, non è mancato. La Banca di Credito Cooperativo di Bene VagiennaBenebanca, ha sponsorizzato l’evento.

La mostra è stata un successo e – ora questo posso dirlo con un sospiro di sollievo -, anche un miracolo contro il tempo. All’esposizione è stato affiancato un incontro con l’artista al Circolo dei Lettori e una Lectio Magistralis per gli studenti nella sala conferenze del museo. Di entrambi gli eventi ho curato l’organizzazione, prestandomi anche come traduttrice.

Lavorare con l’Associazione Volumina è stata inoltre un’esperienza creativa e professionale di grandissima qualità e professionalità. E, personalmente, malgrado i numerosi no ricevuti da aziende contattate per la sponsorship, sono convinta che con maggior tempo a disposizione i risultati in termini di raccolta sarebbero stati superiori alle mie previsioni.

Ma, il lavoro, si sa, è una sfida continua e sono davvero felice di aver contribuito alla realizzazione di questo bellissimo progetto. Anzi, v’invito a saperne di più visitando il sito di Volumina, dove troverete le foto e i video della mostra, e  l’artbook dal titolo Sublime, realizzato artigianalmente e numerato. Il volume, acquistabile online, oltre a contenere il cd della mostra, ospita anche un tasto di pianoforte numerato.

Michael Nyman, Sublime.