Alla mostra di Pablo Picasso

“Per me un dipinto è l’esito di una distruzione. Faccio un dipinto e poi lo distruggo.”

Pablo Picasso.

Adoro il suo genio, trovo straordinaria la sua arte, ed è per questo che non avrei mai potuto perdermi la mostra al Palazzo Reale di Milano. Vedere dal vivo le sue Demoiselles d’Avignon, le bagnanti, è stata una vertigine.

“L’arte astratta non esiste – disse – bisogna sempre partire da qualcosa… Ogni cosa ci appare sotto forma di figura, persino nella metafisica le idee si esprimono attraverso figure.”

E le sue di ‘figure’ mi hanno letteralmente estasiato; ripenso alle sue donne, ai loro volti, allo spigoloso e vivace ritratto della fotografa Dora Maar, alla posa di porcellana della moglie Olga, alla vigile Celestina del periodo blu.

Passando da un’opera all’altra, quello che ho trovato sorprendente è la varietà, la costante evoluzione, un’arte in trasformazione continua. Pungente, sovrapposta, profonda. Impossibile non amarla. E la mostra, molto ampia e davvero ricca (ben 250 opere), strutturata secondo un ordine cronologico, mi ha dato modo di godere di questa straordinaria ricerca. Per chi ama Picasso è senza  dubbio un’occasione imperdibile.

Al tempo stesso però, ho notato che manca qualcosa: l’interattività, un aspetto per me importante che, in questo caso, è totalmente assente. Bisogna affittare le cuffie oppure non vi è modo di intervenire con un po’ di edutainment, che invece renderebbe il percorso molto più istruttivo, oltre che leggero e divertente. Ognuno di noi, infatti, ha le proprie attitudini di apprendimento: c’è chi è visivo, chi uditivo e chi cinestetico. Visitare una mostra in grado di stimolare tutti i canali sensoriali è certamente un’esperienza più ricca e istruttiva.

Alcune foto dei lavori in mostra:

 

Michael Nyman è Sublime

Sublime

Lo scorso mese di dicembre, Michael Nyman, grandissimo artista della tastiera famoso a livello internazionale, ha inaugurato una mostra personale al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, nel corso della quale sono stati presentati al pubblico i suoi lavori fotografici e video.

Prima che tutto iniziasse, però, l’Associazione Culturale Volumina mi ha commissionato la ricerca di una location di prestigio per allestire la mostra. Le fotografie, scattate dall’artista con una particolare tecnica di ripetizione – come le sue famose composizioni musicali – andavano collocate in uno spazio luminoso, ampio e tale da garantire passaggio malgrado il poco tempo a disposizione per comunicare l’evento. E i pannelli, di diverse dimensioni, necessitavano di buona illuminazione e di spazio per una visione distante.

Allora, mi son data da fare e in tempo quasi record (20 giorni dalla data dell’inaugurazione) ho individuato il Museo di Scienze Naturali, spazio perfetto, che è stato curato personalmente dal direttore artistico di Volumina, Domenico de Gaetano, e dai suoi assistenti.

Ma non è finita qui, perché il mio lavoro richiedeva anche un’azione mirata di Fundraising e, con zero fondi a disposizione, ho deciso di abbattere i costi ricorrendo a due fattori chiave: la mia rete di contatti e la tecnologia. E da lì son partite innumerevoli mail, telefonate via Skype per meeting a chilometro zero, sms e tanta fiducia nel risultato che, alla fine, non è mancato. La Banca di Credito Cooperativo di Bene VagiennaBenebanca, ha sponsorizzato l’evento.

La mostra è stata un successo e – ora questo posso dirlo con un sospiro di sollievo -, anche un miracolo contro il tempo. All’esposizione è stato affiancato un incontro con l’artista al Circolo dei Lettori e una Lectio Magistralis per gli studenti nella sala conferenze del museo. Di entrambi gli eventi ho curato l’organizzazione, prestandomi anche come traduttrice.

Lavorare con l’Associazione Volumina è stata inoltre un’esperienza creativa e professionale di grandissima qualità e professionalità. E, personalmente, malgrado i numerosi no ricevuti da aziende contattate per la sponsorship, sono convinta che con maggior tempo a disposizione i risultati in termini di raccolta sarebbero stati superiori alle mie previsioni.

Ma, il lavoro, si sa, è una sfida continua e sono davvero felice di aver contribuito alla realizzazione di questo bellissimo progetto. Anzi, v’invito a saperne di più visitando il sito di Volumina, dove troverete le foto e i video della mostra, e  l’artbook dal titolo Sublime, realizzato artigianalmente e numerato. Il volume, acquistabile online, oltre a contenere il cd della mostra, ospita anche un tasto di pianoforte numerato.

Michael Nyman, Sublime.

La “bella Italia” nel Buongiorno di Gramellini

Dopo il caso Dante-Dan Brown: perché le glorie del nostro passato ispirano solo gli stranieri?

“Perché?”, si chiede Gramellini nel suo quotidiano Buongiorno su La Stampa. “Perché, se l’Italia fa vendere, a guadagnarci devono essere sempre gli altri? Perché i miti del passato italiano affascinano gli scrittori e i registi stranieri, ma non i nostri?”.

Sembra che da più parti qualcosa si stia muovendo. Se Federalberghi lamenta carenza delle strutture e personale mal preparato, ci si accorge di ciò che è ovvio. E non posso fare altro che ribadire che in Italia abbiamo tutto. Basterebbe investire le risorse in maniera corretta, mirata.

Serve una riconversione psicologica, premessa di quella industriale. Serve un sogno antico e grande, mentre qui si continua a parlare soltanto di spread.“.

 

Primarie della Cultura

Primarie della Cultura, oltre 33 mila voti.
Più investimenti per il patrimonio storico-artistico
e tutela del suolo, le priorità di chi ha partecipato finora.

Dopo aver letto questo articolo sul Corriere della Sera, ho pensato che sicuramente la strada è ancora lunga, ma il risveglio è già cominciato. Parte dai giovani, i veri proprietari dell’Italia di oggi. FAI promuove un’iniziativa fondamentale che porta alla luce un argomento chiave. La Cultura può e deve essere motore di sviluppo per il paese. Abbiamo già tutto qui. Serve solo un serio e ponderato piano industriale, un atto di coraggio per mettere da parte il metallo pesante che tanto piace alle vecchie generazioni. La Cultura è leggera. Non inquina. È a impatto zero. In più, spesso e volentieri, è divertente.

Comunicare la Cultura


Inauguriamo  il 2013 con un nuovo blog.  Anno nuovo, vita nuova.  Ecco il titolo: “COMUNICARE LA CULTURA”.  La mission è chiara.  Sul  blog vogliamo  parlare di comunicazione per la Cultura.

Siamo nati, viviamo e lavoriamo   nel paese che ha un patrimonio artistico di inestimabile valore. Amiamo tutto dell’Italia e siamo fermamente convinti che questo sia l’unico vero settore in grado di farci uscire da un momento così critico.

Parlare di Cultura è certamente cool, ma è anche un argomento scottante. Dal secondo dopoguerra in avanti, tutti i governi hanno tagliato gli investimenti destinati alla  Cultura; eppure la Cultura dà lavoro a moltissime persone ed è una fortissima attrattiva turistica. Peccato che troppo spesso le informazioni inerenti musei, monumenti, eventi e luoghi di interesse, si limitino solo a comunicare il dove e il quando, tralasciando quali benefici possano portare alle persone e il perché determinati servizi vengano offerti.

Su questo blog parleremo  di fatti veri. Di quello che facciamo  per la Cultura con il nostro lavoro. Con il crowdfunding, la pubblicità tradizionale e la comunicazione digital; il  fundraising e lo sponsorship. Con gli   allestimenti espositivi,la  didattica i cataloghi, i rapporti con i media e  tutto quello che comprende una Comunicazione Culturale a 360°. Lo faremo con esempi pratici, illustrando i nostri progetti e quelli di altri. Spizzicando qua e là. Pubblicando foto, video e articoli, in un work in progress in costante evoluzione.

Alejandro Jodorowski ha twittato che il 2013 è un anno di “forza e amore”. Ci sembra un buon inizio.

 

Redazione www.innamoratidellacultura.it