Lezioni di crowdfunding n° 33. Ingaggiare donatori usando Twitter

Quando si tratta di comunicare la propria campagna di crowdfunding i social media sono certamente uno degli strumenti favoriti. In Italia, a differenza di quanto accade in tutti gli altri paesi del mondo, permane una certa diffidenza nei confronti di Twitter. Eppure le  campagne di successo che sono passate su Indiegogo e Kickstarter hanno dimostrato quanto questo canale social sia fondamentale per ingaggiare e coinvolgere i donatori con risultati straordinari e fulminei (e per qualsiasi tipo di campagna, dal no profit all’equity).

Il recente aggiornamento che aumenta il limite di caratteri da 140 a 280 ha restituito nuovo smalto e potenzialità a Twitter che conta oltre 330 milioni di utilizzatori attivi. Una miniera  di donatori potenziali di cui  può non tenere  conto quando si comunica la propria campagna di crowdfunding.

Anche perchè Twitter è molto più semplice da utilizzare e molto più economico rispetto ad  altre piattaforme, Facebook incluso. Il trucco sta nell’utilizzare i giusti strumenti.

Su Twitter  diversi modi per connettersi con  i donatori. Si passa dal metodo “free”, gratuito ma estremanente faticoso, al marketing automatico  sino ad arrivare agli annunci a pagamento.

In questo post ho deciso di focalizzare la mia attenzione sugli annunci a pagamento perchè vedo che i progettisti li usano poco così come utilizzano poco questo canale social.

Qual’è il segreto di una campagna di annunci su Twitter?

Twitter ha – e ha sempre avuto – un problema con la targetizzazione del pubblico. La piattaforma, a differenza di Facebook, rende complessa la targetizzazione dei pubblici a cui destinare gli annunci.

E chiunque utilizza i canali social  sa quanto sia fondamentale veicolare la propria comunicazione al giusto pubblico. 

Esattamente come succede per Facebook, anche Twitter consente il caricamento di un file per customizzare l’audience e di intercettarla utilizzando strumenti messi a disposizione dalla piattaforma. A differenza di quanto accade con Facebook che offre strumenti per la targettizzazione molto precisi (ma non esatti), su Twitter se il target viene azzeccato, i risultati sono eccezionali. Ma non è facile riuscire a prendere bene la mira e colpire il bersaglio. Ci vanno pratica e conoscenza dello strumento.

social media per il crowdfunding

Twitter presenta il vantaggio non indifferente che  il traffico, cioè le persone che cliccano sul link della campagna, è notevolmente più economico. Quando si progetta una campagna, ha quindi  senso destinare una parte del proprio budget (circa il 10%) agli annunci a pagamento su Twitter lasciando il rimanente per Facebook procedendo  per tentativi (adottando quindi) una politica di marketing flessibile e misurata sui risultati ottenuti lungo il percorso).

Step 1

Potere alle liste. Per ottenere donazioni bisogna definire i donatori e per raggiungerli è meglio avere una lista. Il numero di nominativi utili per ottenere dei risultati interessanti varia da 10.000 a 15.000 nominativi. Dove si trova una lista? Si può costruire mano a mano che si procede con la crescita del proprio profilo Twitter. Si può acquisire da altri profili. Oppure si può acquistare, ma questa opzione al momento vale solo per campagne su piattaforme anglofone.

Step 2

 Una volta ottenuta la lista deve essere caricata al’interno della sezione di Twitter Ads.

Lo si fa direttamente dal pc ma Twitter impiega tempo per caricare le liste. Alla fine del caricamento il portale crea un pubblico su misura per la campagna. Niente male, eh?

Step 3

Quando Twitter ha processato il nuovo pubblico targettizzato sarò possibile costruire un annuncio su misura per la propria campagna di crowdfunding. I risultati ottenuti saranno  certamente più incoraggianti rispetto a quelli prodotti pubblicando il proprio  annuncio mirando ad un pubblico generico.

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it