In Italia il crowdfunding fa boom. Di piattaforme.

In Italia le piattaforme di crowdfunding sono moltissime per un mercato ancora immaturo
In Italia le piattaforme di crowdfunding sono moltissime per un mercato ancora immaturo

Leggiamo con interesse che anche il Comune di Milano ha deciso di dotarsi di una piattaforma dedicata al civic crowdfunding . Notizia pessima. In Italia infatti, il crowdfunding ha fatto boom. Di piattaforme.  A settembre  2014, dal report pubblicato da Ivana Pais, in Italia si contano 54 piattaforme di crowdfunding. Le piattaforme attive al 10 maggio 2014 sono 41, mentre quelle in fase di lancio sono 13.  sino ad oggi poi  o le piattaforme venivano suddivise in modelli tradizionalmente riconosciuti per il settore e cioè   Reward-based, Donation-based, Lending-based e Equity-based. Non è così. Le piattaforme italiane mostrano una maggiore complessità perchè  il numero delle piattaforme ibride continua a crescere e alcuni modelli non sono facilmente riconducibili a quelli standard. Il modello più frequente i risulta essere Reward-Donation. Delle 41 piattaforme attive, 19 appartengono al modello reward-based, 7 al donation-based, 2 al lending-based e 2 all’equity-based, iscritte regolarmente nell’apposito registro Consob2 . Ci sono poi 11 piattaforme ibride. Per quanto riguarda le piattaforme in via di lancio, sono state individuate 9 equity-based, 1 reward e 3 ibride, segnalate in corsivo nella lista seguente, comprensiva delle piattaforme attive e quelle in via di lancio: o Reward (20):  Bookabook, Com-Unity, Eppela, Fidalo, Finanziami il tuo futuro, ForItaly, Gigfarm, Giffoni Idea, Innamorati della Cultura, Kendoo, Micro Crédit Artistique, Musicraiser, Rezz, RisorgiMenti.lab, School Raising, Vizibol, WeRealize, wowcracy. o Donation (7): Commoon, IoDono, Leevia, Letsdonation, PensiamociNoi, Retedeldono, Shinynote o Social lending (2): Prestiamoci, Smartika o Equity (11): AssitecaCrowd*, CrowdfundMe, Fundera, MUUM LAB, Opsidea, Smarthub*, StarsUp*, Startify, Startzai, Unicaseed*, WeAreStarting *   il modello equity sta guadagnando sempre più popolarità. Al momento il 23% delle piattaforme italiane di crowdfunding attive o in via di lancio sono di tipo equity . Negli ultimi mesi, si segnala la crescita delle piattaforme verticali: ● Settoriali: 9 piattaforme per il non profit, 2 per la cultura, 2 per l’arte, 2 per l’energia, una per la scuola, una per la fotografia e una per design e hightech. ● Territoriali, anche se la crescita è più limitata di quanto previsto sei mesi fa: oltre a Ginger (Emilia Romagna), Kendoo (Bergamo) e Finanziami il tuo futuro (che dalla Valle d’Itra, in Puglia, sta ora promuovendo il crowdfunding locale in altri territori), è nata Rezz, che opera in Puglia.  L’elenco è già molto lungo. perchè se è vero che ci sono molte piattaforme è anche vero che la raccolta media in Italia si attesta su cifre intorno ai 5000 euro. E’ vero  anche che le persone non sanno di che cosa si tratta e che il nostro paese, straziato da un digital divide che rende le cose veramente difficili per chi opera con il digitale,  deve ancora fare un bel pezzo di strada accompagnato da due parole fondamentali : informazione e formazione. Aggiungo la terza: competenza. Molti, troppi parlano di crowdfunding senza avere la benchè minima idea di che cosa si tratta, di quali meccanismi muove e , banalmente, come funziona.

Emanuela Negro-Ferrero – Ceo – www.innamoratidellacultura.it