Lezioni di crowdfunding n° 33. Ingaggiare donatori usando Twitter

Quando si tratta di comunicare la propria campagna di crowdfunding i social media sono certamente uno degli strumenti favoriti. In Italia, a differenza di quanto accade in tutti gli altri paesi del mondo, permane una certa diffidenza nei confronti di Twitter. Eppure le  campagne di successo che sono passate su Indiegogo e Kickstarter hanno dimostrato quanto questo canale social sia fondamentale per ingaggiare e coinvolgere i donatori con risultati straordinari e fulminei (e per qualsiasi tipo di campagna, dal no profit all’equity).

Il recente aggiornamento che aumenta il limite di caratteri da 140 a 280 ha restituito nuovo smalto e potenzialità a Twitter che conta oltre 330 milioni di utilizzatori attivi. Una miniera  di donatori potenziali di cui  può non tenere  conto quando si comunica la propria campagna di crowdfunding.

Anche perchè Twitter è molto più semplice da utilizzare e molto più economico rispetto ad  altre piattaforme, Facebook incluso. Il trucco sta nell’utilizzare i giusti strumenti.

Su Twitter  diversi modi per connettersi con  i donatori. Si passa dal metodo “free”, gratuito ma estremanente faticoso, al marketing automatico  sino ad arrivare agli annunci a pagamento.

In questo post ho deciso di focalizzare la mia attenzione sugli annunci a pagamento perchè vedo che i progettisti li usano poco così come utilizzano poco questo canale social.

Qual’è il segreto di una campagna di annunci su Twitter?

Twitter ha – e ha sempre avuto – un problema con la targetizzazione del pubblico. La piattaforma, a differenza di Facebook, rende complessa la targetizzazione dei pubblici a cui destinare gli annunci.

E chiunque utilizza i canali social  sa quanto sia fondamentale veicolare la propria comunicazione al giusto pubblico. 

Esattamente come succede per Facebook, anche Twitter consente il caricamento di un file per customizzare l’audience e di intercettarla utilizzando strumenti messi a disposizione dalla piattaforma. A differenza di quanto accade con Facebook che offre strumenti per la targettizzazione molto precisi (ma non esatti), su Twitter se il target viene azzeccato, i risultati sono eccezionali. Ma non è facile riuscire a prendere bene la mira e colpire il bersaglio. Ci vanno pratica e conoscenza dello strumento.

social media per il crowdfunding

Twitter presenta il vantaggio non indifferente che  il traffico, cioè le persone che cliccano sul link della campagna, è notevolmente più economico. Quando si progetta una campagna, ha quindi  senso destinare una parte del proprio budget (circa il 10%) agli annunci a pagamento su Twitter lasciando il rimanente per Facebook procedendo  per tentativi (adottando quindi) una politica di marketing flessibile e misurata sui risultati ottenuti lungo il percorso).

Step 1

Potere alle liste. Per ottenere donazioni bisogna definire i donatori e per raggiungerli è meglio avere una lista. Il numero di nominativi utili per ottenere dei risultati interessanti varia da 10.000 a 15.000 nominativi. Dove si trova una lista? Si può costruire mano a mano che si procede con la crescita del proprio profilo Twitter. Si può acquisire da altri profili. Oppure si può acquistare, ma questa opzione al momento vale solo per campagne su piattaforme anglofone.

Step 2

 Una volta ottenuta la lista deve essere caricata al’interno della sezione di Twitter Ads.

Lo si fa direttamente dal pc ma Twitter impiega tempo per caricare le liste. Alla fine del caricamento il portale crea un pubblico su misura per la campagna. Niente male, eh?

Step 3

Quando Twitter ha processato il nuovo pubblico targettizzato sarò possibile costruire un annuncio su misura per la propria campagna di crowdfunding. I risultati ottenuti saranno  certamente più incoraggianti rispetto a quelli prodotti pubblicando il proprio  annuncio mirando ad un pubblico generico.

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

 

 

Un disco per riportare in vita l’opera barocca di Giovanni Lorenzo Lulier.

Il progetto della musicologa italiana Chiara Pelliccia è ambizioso, interessante, colto. Bellissimo. E’ uscito questa mattina sulla piattaforma e sta già raccogliendo consensi e supporto.  Come facciamo a saperlo? Basta guardare le visite alla pagina…

“Giovanni Lorenzo Lulier – musicista del barocco romano” è un progetto che porta  alla luce l’arte musicale di uno straordinario -quanto poco conosciuto-  artista italiano.  Parliamo di Giovanni Lorenzo Lulier, compositore di cantate da camera, di serenate, oratori e opere vissuto a Roma nella seconda metà del 1600.  Lulier era famoso fra i  suoi contemporanei con il nome di “Giovanni del violone” ed è proprio  con questo nome che  figura nell’intestazione della gran parte delle fonti delle sue musiche e sulla gran parte dei documenti archivistici che lo riguardino.

Musica barocca su www.innamoratidellacultura.itLa sua musica è magnifica, soave e intensa, frizzante e si merita di essere conosciuta e apprezzata da tante, tantissime persone.

Parliamo di mecenatismo!

Lulier ebbe tra i suoi principali mecenati due dei maggiori cardinali romani dell’epoca: Benedetto Pamphilj (tra il 1681 e il 1690) e Pietro Ottoboni (dal 1690 al 1700), mecenati per i quali lavorarono musicisti e compositori come Arcangelo Corelli, Alessandro Scarlatti, o, solo pochi anni più tardi, Georg Friedrich Händel. Oggi, per riportare al grande pubblico l’opera di Lulier, anche la musicologa italiana Chiara Pelliccia ha pensato di rivolgersi ai moderni mecenati attraverso una campagna di crowdfunding.

Perchè tutti possano apprezzare le meravigliose musiche di Giovanni Lorenzo Lullier è necessario incidere dei dischi.

Per farlo è richiesta  la partecipazione entusiastica di autentici appassionati di musica barocca italiana. Sei uno di loro? Unisciti al crowdfunding donando su www.innamoratidellacultura.it

aiuta Chiara Pelliccia con il crowdfunding su www.innamoratidellacultura.itCome nasce questa idea?

Il progetto è nato dal desiderio di Chiara Pelliccia di incentivare la ricerca e il recupero delle musiche di Giovanni Lorenzo Lulier e, sino ad oggi,  ha concentrato l’attenzione  sul repertorio delle cantate da camera. La ricerca di Chiara ha mosso i suoi primi passi grazie al sostegno del “Centro Studi sulla Cantata Italiana” (Università degli studi di Roma “TorVergata”) e del “Centro Studi Santa Giacinta Marescotti di Vignanello” (Premio Internazionale Francesco Maria Ruspoli), giungendo alla pubblicazione di un primo corposo studio e del catalogo tematico delle cantate da camera di Lulier (LIM, Miscellanea Ruspoli, II-2012).  La Società Editrice di Musicologia (SEdM) ha sostenuto il lavoro di Chiara  realizzando i due primi fascicoli di cantate da camera in edizione critica inseriti come secondo e terzo numero della collana «Musica vocale da Camera» . Ma non basta, per completare la serie di cd è necessario un ulteriore sforzo.

Il primo passo è un concerto, il 9  dicembre, al Roma Festival Barocca. Ore 21,00:  vieni? Qui la musica di Lulier verrà interpretata dall’ensemble Accademia Ottoboni composta dal violoncellista Marco Ceccato e dalla voce di Francesca Boncompagni.  Nella stessa giornata si terrà una mattinata di studi su Lulier e le sue musiche. Una vera full immersion nella musica barocca.

Quanto serve per realizzare il disco?

La campagna di raccolta fondi prevede un obiettivo di 4000 euro. Serviranno a Chiara Pelliccia a  coprire i costi di realizzazione del disco e anche quelli di promozione della campagna di crowdfunding.

Vuoi aiutare Chiara a realizzare il suo sogno? Quanto sei #innamoratodellacultura? Sai che ci sono ricompense per chi partecipa? Che le donazioni si possono dedurre? Che l’unione fa la forza?

 

 

Facebook

SEdM

Accademia Ottoboni

redazione www.innamoratidellacultura.it

Dal Gobbo di Notre Dame a Otello.L’ultimo bacio: Musical!

Lui si chiama Fabrizio Voghera. E’ un autore, cantante e  compositore italiano. Dopo il grande successo di “Notre Dame de Paris” in cui ha interpretato la doppia parte di Quasimodo e di Frollo partecipando a oltre duecentocinquanta repliche,  e poi di “Giuletta e Romeo” dove ha interpretato la parte di Frate Lorenzo, Fabrizio Voghera si è cimentato a scrivere un’opera musicale tutta sua. Si tratta della trasposizione cantata e ballata di “Otello”, una struggente quanto famosa storia d’amore ricca di dramma e di contenuti.

Otello.L'ultimo bacio in crowdfunding su www.innamoratidellacultura.it

Chi non conosce la storia dello sfortunato amore di Otello per Desdemona? Credo nessuno! Otello (titolo originale The Tragedy of Othello, the Moor of Venice) è una tragedia di Shakespeare scritta agli inizi del XVII secolo. La prima rappresentazione documentata ebbe luogo il 1º novembre 1604 al Whitehall Palace di Londra. La trama è avvincente e il tema cardine dell’intera vicenda è la gelosia.

Otello è un moro, al servizio della repubblica veneta, al quale è stato affidato il compito di comandare l’esercito veneziano contro i turchi nell’isola di Cipro. All’inizio del dramma, Otello parte da Venezia in compagnia del luogotenente Cassio. Lo avrebbe seguito Desdemona, sua moglie, scortata dall’alfiere Iago e da sua moglie Emilia. Desdemona è sposata con Otello in gran segreto. Iago, che è cattivo e infido,  e tenta in tutti i modi di far destituire Cassio riuscendoci infine con uno stratagemma. Con l’ignara complicità della moglie Emilia, Iago fa arrivare un  fazzoletto di seta preziosa appartenente a Desdemona nelle mani di Cassio, convincendo Otello (che osserva di nascosto su consiglio di Iago) del tradimento di Desdemona. Le false difese di Cassio da parte di Iago sono la parte centrale dell’opera di persuasione che infine sfocia nella furia cieca del Moro. Otello il quale travolto dalla gelosia, uccide Desdemona nel letto nuziale soffocandola.

Alla fine,  Emilia rivela che il tradimento di Desdemona era soltanto una bugia inventata  da suo marito Iago, il quale freddamente la uccide. Otello, preso dal rimorso, a sua volta si toglie la vita, ricadendo sul corpo di Desdemona. Iago, infine, viene portato via, condannato a subire tortura e Cassio, innocente,  prende il posto di Otello, al comando dell’esercito veneziano

Otello. L'ultimo bacio in crowdfunding su www.innamoratidellacultura.it

UN GRANDE PROGETTO ARTISTICO 

Fabrizio Voghera mi ha raccontato con grande entusiasmo come quest’opera rappresenti per lui il massimo dell’espressione artistica. “Otello.L’ultimo bacio”  unisce tre  fra le maggiori espressioni artistiche dello spettacolo:  il canto, il ballo e la recitazione. Partendo dalla tragedia immortale che William Shakespeare scrisse nel 1603, Fabrizio ha elaborato un viaggio musicale totale  e appassionato in grado di ispirare nel pubblico divertimento ed emozione.  Nei brani che lo compongono gli autori raccontano la triste vicenda dell’uomo avvelenato dal dubbio e dalla gelosia. La perversione mentale di Iago, l’impetuosità di Otello e l’amore di Desdemona sono le coordinate che tracciano la rotta di questo viaggio musicale.

MUsica Otello.L'ultimo bacio

OTELLO. L’ULTIMO BACIO. CI SIAMO QUASI!

La stesura del progetto è arrivata alle fasi finali e l’obiettivo è di arrivare alla messa in scena insieme ad un cast di grandissimi interpreti. Si tratta per la  maggior parte di artisti provenienti dall’opera popolare moderna “Notre dame de Paris” di Riccardo Cocciante . Una squadra affiatata con cui Fabrizio ha condiviso diversi anni di esperienza andando in scena sui principali palchi d’Italia di fronte a più di tre milioni e mezzo di spettatori.  Dopo aver coronato il successo nella magica cornice dell’Arena di Verona, il sogno comune era di trovare un progetto che potesse ricreare un’altra volta la magiA. Da qui all’idea di formare un’unica grande compagnia il passo è stato breve. L’umore della crew è alle stelle perché la sfida è altissima.

QUANTO SERVIRA’ PER REALIZZARE OTELLO?

Mettere in scena un musical è molto, molto, molto impegnativo. I soldi servono e tanti. Un grande viaggio inizia sempre con un passo. Fabrizio e i compagni d’avventura hanno deciso di cominciarlo ponendosi un obiettivo piccolo ma  significativo. Tutti, amici, parenti e conoscenti si stanno muovendo su più fronti per aiutarlo a realizzare questo grande sogno. A superarlo, doppiarlo e, perché no, decuplicarlo. I fondi raccolti in questa campagna serviranno ad ultimare alcune fasi della produzione ed alla realizzazione di un DVD ed un CD dell’opera. Un piccolo passo per iniziare un viaggio di cui non si conosce la fine.

VUOI INNAMORATI ANCHE TU DI OTELLO. L’ULTIMO BACIO?

15 euro =   il tuo nome e cognome nei titoli di coda del dvd

30 euro =   il tuo nome e cognome nei titoli di coda del dvd e il fazzoletto in cotone di Desdemona*

50 euro =   il tuo nome e cognome nei titoli di coda del dvd e 5 foto dello spettacolo autografate

100 euro = il tuo nome e cognome nei titoli di coda del dvd, biglietto di ingresso allo spettacolo con posto dedicato

150 euro = il tuo nome e cognome nei titoli di coda del dvd, biglietto di ingresso allo spettacolo con un posto dedicato e il cd con gli highlights delle canzoni dell’opera

250 euro = il tuo nome e cognome nei titoli di coda del dvd, presenza alle prove dello spettacolo e posto dedicato

500 euro = il tuo nome e cognome nei titoli di coda del dvd, biglietto di ingresso allo spettacolo con un posto dedicato e ringraziamento sul palco a fine spettacolo insieme agli artisti del cast

Partecipare è semplice, digita sul link www.innamoratidellacultura.it , scegli l’importo che senti di voler  donare e unisciti al sogno di Fabrizio Voghera e di tutti i meravigliosi artisti che insieme a lui reciteranno per te questa straordinaria storia.

Importante! Ricordati di condividere con tutte le persone che conosci questa storia. Il crowdfunding funziona perché tante persone insieme con piccole donazioni raggiungono grandi importi! C’è un posto in prima fila per te. Ti aspettiamo

 

Staff –  www.innamoratidellacultura.it

Regalare  biglietti per il teatro a chi non se li può comprare: that’s Amore!

Regalare il teatro a chi non ci può andare. Di che cosa si tratta? E’ possibile? Si! Grazie a  “Biglietto Sospeso” il crowdfunding per #innamoratidelteatro attivo oggi sulla piattaforma www.innamoratidellacultura.it al link

Il conto alla rovescia è iniziato, fra due ore sarà online la campagna dell’Associazione Tedacà, compagnia teatrale torinese. Tutti pronti a donare e a diffondere la campagna condividendola ad amici e conoscenti. L’intento è di aiutare i ragazzi di “Tedacà” a  realizzare un  piccolo miracolo di generosità. Il crowdfunding ha successo grazie alla condivisione e alla partecipazione. Tu, da che parte vuoi stare? Soprattutto, vuoi fare tua parte? Grazie di cuore!

Il titolo della campagna incuriosisce : “Biglietto Sospeso”. Subito, viene alla mente l’abitudine –straordinaria-  dei napoletani di lasciare pagato un caffè per chi viene dopo. Ecco. “Biglietto sospeso” è un progetto culturale di stampo sociale dedicato a chi viene dopo, a chi è ultimo e, proprio perché è ultimo non si può permettere di acquistare un biglietto per andare a teatro. A pensarci si stringe il cuore.  Tedacà, che invece il cuore ce l’ha grande, ha così deciso di creare una campagna di crowdfunding per regalare biglietti a chi non se li può permettere.

Come funziona?

Il meccanismo della campagna di crowdfunding è semplice.  Si può spiegare con una breve frase ad effetto: AAA.Cercasi Innamorati del Teatro disponibili a regalare biglietti di ingresso a teatro. In cambio, come di consueto per questo tipo di raccolta fondi, ci sono in palio premi.

 

Tipo? Abbonamenti, ringraziamenti. Ma la vera ricompensa è solo una. La gioia di donare a qualcuno una serata di divertimento. That’s amore!

Chi è Tedacà?

Tedacà nasce nel 2002 ed è una compagnia artistica, di ricerca e sperimentazione attiva sul territorio piemontese. In quindici anni di attività  ha raccolto numerosi premi e riconoscimenti nazionali.

 

Per Tedacà, il teatro, la danza, il canto e la musica sono strumenti fondamentali di racconto e testimonianza dell’uomo, delle sue difficoltà, delle sue contraddizioni, capacità e desideri.

 

Tedacà fonda i suoi principi sull’accessibilità dell’arte performativa e ogni anno sviluppa progetti e spettacoli sui temi della contemporaneità, anche attraverso creazioni di nuove drammaturgie che scaturiscono dalle testimonianze dirette dei cittadini e che vengono poi messe in scena dagli artisti.

Propone laboratori artistici per tutte le età e livelli, progetti per le scuole di ogni ordine e grado e collabora con associazioni e realtà di tutta Italia. bellARTE è la sua casa dove settimanalmente propone eventi di qualitàDal 2009 ha anche un nuovo spazio: Cartiera in via Fossano 8 sempre a Torino.

Come si può donare? 

Con carta di credito, grazie al sistema di pagamento sicuro STRIPE. Devi andare sulla pagina della campagna e, dopo aver scelto il livello della tua partecipazione, digitare i dati della tua carta di credito et, voilà , sostenere Tedacà e “Biglietto Sospeso”.

Ti è piaciuto questo progetto? Ti chiediamo di condividere questo breve articolo contutti i tuoi amici, sui social e via mail. Più siamo e più raccogliamo. Più raccogliamo e più biglietti sospesi regaliamo

Redazione   www.innamoratidellacultura.it

 

Lezione di crowdfunding n°32. Come attivare una campagna?

Le vacanze sono alle porte e anche per noi è arrivato il momento di mettere online le campagne che si sono iscritte sulla piattaforma nei mesi  scorsi.

Che cosa fa chi lavora per una piattaforma?

Stiamo lavorando con i progettisti e rispondiamo alle numerose mail di richiesta informazioni. Per noi “caricare” i contenuti è facile ma  per moltissime persone caricare per la prima volta la propria campagna di crowdfunding su un sito dedicato non lo è affatto.

PASSO N°1 – EFFETTUA IL LOGIN

A questo link http://innamoratidellacultura.it/test/login/ è necessario inserire i propri dati e una password. Da custodire per poter accedere alla propria campagna ogni volta che è necessario.

PASSO N°2  – CARICA LA CAMPAGNA SULLA PIATTAFORMA

Dando per scontato che l’idea sia già stata concepita, il primo passo per iniziare a costruire la propria campagna di crowdfunding inizia con il caricamento vero e proprio dell’idea sulla piattaforma.

La sezione PROPONI UN PROGETTO si apre su una pagina dedicata a questa funzione che va compilata in tutte le sue parti.

La pagina è suddivisa in sezioni molto simili a quelli che si devono compilare quando si invia una mail.

1 – Il titolo

Sembra banale, ma il titolo è fondamentale per definire l a campagna. Ci sono delle regole? Si. Deve essere corto, incisivo e possibilmente descrittivo.  Il titolo della campagna è paragonabile al titolo di un film o di un libro e ne definisce il contenuto. Sappiamo che non è sempre semplice definire la propria idea in quattro o cinque parole. Ma è proprio da questo passaggio che il progetto prende forma e diventa riconoscibile e comprensibile anche da chi non ne sa nulla. Non avete idee? Il titolo non viene fuori? Abbiamo una persona dedicata che vi aiuta a mettere a fuoco l’idea. Don’t worry.

2 – Il testo

La sezione del sito dedicata al testo non riporta alcuna indicazione specifica.  Lo sappiamo e per questo quando vediamo una campagna caricata, ivi inviamo via mail uno schema testuale da seguire. Si tratta di una indicazione, una semplice traccia che suggerisce come suddividere il testo in piccoli paragrafi completati da una titolo. Ogni campagna è un caso a sé e il testo, una volta caricato, viene revisionato, migliorato, smussato, trattato e, soprattutto, adattato ai requisiti SEO della piattaforma. Nel caso di #Sakai, la campagna che in questo momento è online, il testo caricato è stato  rivisto in un processo a quattro mani. Le nostre e quelle dell’autrice della campagna, Arianna Bianciardi. Questa procedura si è rivelata nel tempo  molto utile perché consente sia a noi che al progettista di mettere a fuoco l’obiettivo della campagna. Di chiarire il goal economico,  i giorni di durata della campagna e il tipo di contratto più conveniente. Tutto quanto viene concordato insieme. Noi suggeriamo e il progettista sceglie in libertà quello che ritiene più giusto fare. E’ con questa modalità di rapporto personale che siamo riusciti a costruire tanti successi. Pensiamo che il contatto personale sia fondamentale così come lo è mantenere aperto il canale di comunicazione durante la campagna.

Una sezione importantissima è quella destinata al piano economico. Purtroppo questa sezione non è indicata dal sito e bisogna scriverla inserendola nella sezione dedicata al testo. Perché? Le persone hanno piacere di sapere come verranno impiegati i soldi raccolti. Inserire uno schema, anche due righe, è sempre una buona idea.

3 – Le immagini

La pagina del sito chiede di caricare delle immagini e di inserirle all’interno del testo. Chiede anche di scegliere una “immagine guida” che avrà il compito di definire graficamente la campagna e renderla distinguibile . L’immagine guida dovrà essere utilizzata per tutta la comunicazione. Dalla locandina alle cartoline, i biglietti e il merchandising , la foto scelta diventa il marchio di fabbrica del progetto.  Per questo va selezionata con cura e caricata nel formato indicato perché altrimenti la pagina della campagna risulta diversa rispetto a quelle già pubblicate sul sito. Noi facciamo l’editing finale e curiamo contenuti e dorma grafica.Voi ci mettete i contenuti.

4 – Le ricompense

Quando si arriva a questo punto della compilazione, i progettisti si fermano. Il più delle volte ci Inviano una mail chiedendo come scegliere le ricompense. Quanto devono costare? Devo spedirle o se le vengono a ritirare?  Nel tempo siamo arrivati a definire quello che riteniamo essere una linea corretta di selezione  delle ricompense. Basata su tre  pilastri fondamentali:   generosità , creatività , coerenza.

A – generosità: la ricompensa deve essere pensata con il cuore e dimostrare gratitudine per l’appoggio ricevuto.

B – creatività: una vecchia regola definisce 8 le fasce su cui distribuire le ricompense. Dare alle persone un ventaglio ampio di scelta è un buon modo per incentivare le donazioni. Il ringraziamento è il primo gradino e quello che viene dato dopo deve essere esclusivo, dedicato, creativo.

C – coerente:  Sakai è una campagna ideata per raccogliere fondi per una mostra di artisti emergenti giapponesi.  Abbiamo suggerito ad Arianna (la curatrice)  di pensare a qualche cosa di nipponico per restare in tema. Lei, dimostrando di avere iniziativa e talento è riuscita a farsi dare dei piccoli bonsai, delle cene  a base di pesce in un famoso ristorante, la stampa del catalogo e delle magliette create dagli artisti. Il suo “piano ricompense” è assolutamente coerente con  il tema dell’iniziativa .

5 – Stripe

Abbiamo scelto di processare le donazioni appoggiandoci a Stripe.. Per questo motivo chiediamo che il progettista apra un profilo sul sito di Stripe in   modalità business così può raccogliere cifre alte). Senza questo passaggio non è possibile  attivare la campagna perchè il sito non è collegato al conto corrente del progettista.

Il tempo che viene impiegato per caricare il materiale e metterlo a punto è poco.

In una settimana, ma anche meno, la campagna può andare online. Sempre che la parte offline sia stata programmata e definita con cura e, soprattutto, con anticipo, strategia e con una squadra di persone interessata e ben determinata ad avere successo.

Emanuela Negro-Ferrero  – www.innamoratidellacultura.it

 

 

 

Cultura e crowdfunding. L’Italia s’è desta?

Era il  2013 quando abbiamo proposto a Torino la piattaforma www.innamoratidellacultura.it inteso per essere  uno strumento semplice ed efficace per ottenere fondi per la cultura italiana in difficoltà. La risposta che abbiamo ricevuto da business angels, fondazioni,  investitori , incubatori, acceleratori e politici non è certo stata delle più positive.  In parte perchè erano già stati finanziati altri progetti di crowdfunding e in parte, soprattutto, perchè agli investitori non piace attendere anni per veder tornare indietro il proprio investimento.

Malgrado la assoluta mancanza di aiuti concreti e di fondi, ogni giorno di più abbiamo avuto  la conferma che quello che stavamo facendo era corretto. Dopo quattro anni  di lavoro  abbiamo la conferma che una piattaforma di  crowdfunding dedicata in esclusiva  alla cultura è quello che serve al nostro per aiutare chi si occupa di cultura ad uscire dalla crisi. E non solo.

E’ ampiamente dimostrato che il  crowdfunding oltre ad aiutare concretamente il progettista a raccogliere  il denaro necessario per realizzare le sue idee, aiuta le persone a costruire reti di rapporti attorno a sé e alla propria idea progettuale. Una campagna di raccolta fondi dal basso ha successo – prima di qualsiasi altro fattore – perché il progettista è riuscito a creare delle relazioni autentiche con le persone.

Queste relazioni , in un momento storico caratterizzato dalla disumanizzazione dei rapporti, sono  la ricchezza inestimabile che conferisce al crowdfunding  potere e velocità di trasformazione . Dalla crisi economica alla autorealizzazione.  Dalla mancanza di liberà alla possibilità di scelta. Questo  valore nel tempo, può  crescere e conferire al progetto o al bene quella stabilità economica e quel riconoscimento sociale che chi si occupa di cultura sa essere indispensabile e vitale.

Qual è il significato di una piattaforma dedicata alla cultura?

Le piattaforme di crowdfunding possono essere di due tipi: generalista o verticale. Una piattaforma generalista accoglie al suo interno progetti di tipologia varia. Tecnologia, viaggi, arte, scuola, innovazione, start up, campagne personali. Una piattaforma verticale accoglie al suo interno solo campagne ristrette ad un determinato ambito.  Ci sono piattaforme dedicate alla musica. Ai viaggi. Alla beneficenza . E quelle, come www.innamoratidellacultura.it, che sono dedicate interamente alla cultura.

LE CAMPAGNE DI CROWDFUNDING IN AMBITO CULTURALE SONO IL 35% DEL TOTALE DI TUTTE LE CAMPAGNE PUBBLICATE SUI PORTALI.

Questo dato ci ha convinti che la nostra strada era giusta. Una piattaforma di corwdfunding generalista infatti è una vetrina di progetti di varia tipologia che, per certi versi, può essere paragonata ad un Centro Commerciale. Gli utenti di una piattaforma generalista quando donano lo fanno perché qualcuno ha indicato loro che cosa scegliere.

Diversamente, gli utenti di una piattaforma verticale, sono persone che si, quando donano lo fanno perché qualcuno ha detto loro quale campagna devono  supportare.  Ma , per i loro interessi personali, fanno parte di una comunità che, se opportunamente coinvolta e gratificata, può arrivare a costruire una presenza affezionata attorno ai progetti proposti qualsiasi essi siano.

Siamo una comunità di #InnamoratidellaCultura

Quali sono i nostri obiettivi? Costruire una comunità di persone consapevoli, innamorate della cultura.  Offrire ai chi si occupa di cultura una vetrina d’eccellenza per investitori. Soprattutto stranieri perché abbiamo capito che qui, la strada da fare è ancora lunga. Vogliamo e i nostri #innamoratidella cultura siano fedeli alle nostre proposte e attivi e propositivi  nella raccolta fondi e nella diffusione dei progetti.  Abbiamo fatto esperienza e ci sentiamo pronti a crescere. Dal 2013 ad oggi abbiamo raccolto dati, analizzato le campagne definendo criteri per ogni tipologia, abbiamo ,verificato le procedure. Come tutti abbiamo commesso errori. Siamo stati hackerati . Copiati. Abbiamo messo tutto nel calderone per uscire con una ricetta nuova. Che ha il sapore della passione.

Qualcuno sa che cos’è il crowdfunding?

E’ partita la campagna di crowdfunding”; “ Museo diocesano ha aperto la campagna di crowdfunding”.  Ogni giorno leggiamo sui blog, sui giornali o ascoltiamo alla radio frasi come queste che abbiamo appena scritto.  Non siamo affatto sicuri che chi legge o ascolta, a meno che non sia un giovane nerd o un addetto ai lavori, capisca di che cosa si sta parlando.  La strada purtroppo è ancora lunga ma siamo fiduciosi che qualcosa potrà cambiare. Insistendo,lavorando insieme ai colleghi. Portando risultati. Con passione ed energia.

Emanuela Negro-Ferrero         www.innamoratidellacultura.it

 

 

Da Nord a Sud tutti i festival dedicati agli  #innamoratidellacultura

La rinomata  enciclopediaTreccani  definisce fèstival (alla fr. festivàl; raro festivale) s. m. [dall’ingl. festival ‹fèstëvël›, che è dal fr. ant. festival ‹festivàl› «festivo», lat. mediev. festivalis]. come:  1. Festa popolare, spesso all’aperto, con musiche, balli, luminarie. 2. Serie di manifestazioni e spettacoli, musicali, teatrali, cinematografici, per lo più periodici: fdella canzonefdel cinemail fdi SanremodiCannes, ecc. Con uso più partic., fscacchistico internazionale, manifestazione agonistica che comprende un distinto torneo di scacchi per ognuna delle varie categorie.

In estate, in giro per la penisola, di festival ce n’è veramente per tutti i gusti.

Partendo dal sud, la Sicilia, regione che dimostra sempre più la sua vena frizzante e creativa, in questi giorni si svolge  nella splendida e unica cornice di Taormina “Taobuk”, la  kermesse ideata  diretta da Antonella Ferrera dedicata agli   #innamoratidellaletteratura.

Il tema di quest’anno, “Padri e Figli” si sviluppa come di consueto in un fitto calendario di mostre, spettacoli teatrali, piece di danza e retrospettive cinematografiche. La cultura nelle sue differenti forme espressive unita alle suggestive location, prima fra tutte il Teatro Antico, insieme ai palazzi della Città e ai grandi alberghi rende Taobuk una meta perfetta per chi desidera unire l’amore per la cultura e una vacanza al mare. Il progamma è consultabile sul sito https://www.taobuk.it/edizione-2017/

Mi sposto in Campania dove, dal 30 luglio al 3 agosto a Pietrelcina (Salerno) si svolgerà la XIII edizione del Festival “Jazz sotto le stelle”. Il calendario ricchissimo di incontri offre  ospiti prestigiosi come Paolo Fresu e Uri Caine. http://www.jazzsottolestelle.it/

Il 2017 sarà un’edizione differente perché  Giuseppe De Nicola, instancabile promotore di Fondazione Ampioraggio http://www.ampioraggio.com/, ha deciso che una contaminazione fra musica e innovazione poteva creare un gusto nuovo, più ricco e interessante. De Nicola definisce il suo evento  “interferenza” e, non a caso, il titolo degli incontri “Jazz’Inn Interferenze tra Jazz e Innovazione richiama l’attenzione a un nuovo modo di entrare in contatto con la cultura.

Il manifesto pensato per l’occasione recita:

  • lo scopo delle giornate è quello di avere il tempo necessario per capire e far capire come l’innovazione crea valore
    2) l’invito è rivolto ad amministratori pubblici, imprese, startup, investitori e ovviamente agli amanti del jazz.
    3) Perchè un assessore, un’imprenditore o un’associazione di categoria dovrebbero venire ? Perchè offriremo loro le idee dell’ecosistema di Ampioraggio e proveremo a dare suggerimenti ai progetti che hanno in corso, ma anche per passare un paio di giorni inconsueti in una terra molto suggestiva, circondati da innovatori, buon vino e ottimo jazz, sotto le stelle di Pietrelcina.

A Roma, dal 17 luglio al 3 di agosto, si svolgerà il consueto “Luglio suona bene”,  manifestazione estiva di concerti sotto le stelle, che ogni anno presenta una selezione di grandi star internazionali e di nuove proposte originali. La location è meravigliosa. Si tratta della Cavea, lo spiazzo architettonico dell’Auditorium disegnato da Renzo Piano divenuto un sito centrale nella vita culturale dei romani e una delle mete turistiche più frequentate della capitale. Il calendario prevede ospiti come Jethro Tull, Nek, Fiorella Mannoia, Ezio Bosso, Carmina Burana, Philip Glass e molti altri artisti di fama internazionale. http://www.auditorium.com/eventi/festival/6174573/1497650400

 

Basta scrivere  Rolling Stones per capire che sto parlando del Lucca Summer Festival,  la manifestazione per #innamoratidellamusica che quest’annofesteggia iventanni e si svolge  dal 14 giugno al 23 di settembre  nel centro storico di Lucca, in Piazza Napoleone. Due mesi e mezzo di eventi musicali di altissimo profilo con i più importanti protagonisti della scena musicale del momento come, per esempio,  Green Day, Ms Lauryn Hill, Robbie Williams, Luis Fonsi e per finire i Pet Shop Boys ed i Rolling Stones. I biglietti? Tutto esaurito da tempo  ma, un giro turistico nel centro storico di Lucca vale sempre la pena farlo. Il calendario con il programma si può scaricare al link http://www.summer-festival.com/ .

Andare a Venezia è glamour e tutto quello che sa di cultura, dall’arte, all’architettura al cinema ha reso  famosa la città a livello internazionale. Bisogna attendere la fine di agosto per il Festival del Cinema di Venezia 2017. L’appuntamento, che quest’anno festeggia la  74esima edizione sta vivendo un momento d’oro, basti pensare che molti dei film presentati al Lido la scorsa edizione hanno conquistato premi e Oscar.  Per chi ama la settima arte e vuole mescolarsi alla folla di star, registi e #innamoratidelcinema, questo è un appuntamento veramente imperdibile. Venezia 74 darà il via alle danze con la cerimonia di apertura in agosto che si concluderà con l’emozionante cerimonia di chiusura e la consegna dei premi entro i primi dieci giorni di  settembre. Sul sito tutto quello che serve per partecipare http://www.labiennale.org/it/cinema/index.html .

Filosofi Lungo l’oglio

In Lombardia non potevo dimenticare il magnifico festival “Filosofi Lungo l’Oglio” che l’anno passato ha svolto una ottima campagna di crowdfunding sul nostro portale.  Festival Filosofi lungo l’Oglio è una manifestazione promossa dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio che si svolge, dal 2006, in numerosi Comuni compresi tra le Provincie di Brescia, Bergamo e Cremona, nei mesi di giugno e luglio. Ogni anno viene scelto un tema attorno al quale chiamare a discutere le figure più eminenti del pensiero contemporaneo. Il tempo trascorso ad ascoltare le lezioni magistrali dei pensatori – tutte ad ingresso libero – e a confrontarsi nei dibattiti che seguono gli incontri lascia spazio all’antica ruminatio favorita dall’ l’articolarsi «spaziale» del Festival: tra piazze, castelli, dimore signorili, cascine, sinagoghe, chiese, auditorium, teatri è il pensiero stesso a farsi nomade seguendo, idealmente, il percorso del Fiume Oglio. «Toccare» è il tema,  scelto all’unanimità dal comitato scientifico, composto da Ilario Bertoletti, Bernhard Casper, Piero Coda, David Meghnagi, Armando Savignano, Maria Rita Parsi, Amos Luzzatto, Anna Foa, Francesca Rigotti e Francesca Nodari. I prestigiosi incontri che  dal 5 giugno al 17 luglio avranno luogo saranno condotti da pensatori eccelsi come, per citarne alcuni,  Massimo Cacciari, Marc Augè, Marco Vannini, Michela Marzano, Alessandro Meluzzi. Il programma degli incontri si può scaricare al link http://www.filosofilungologlio.it/images/pdf/Programma_ed_2017_Toccare.pdf

Per finire, in Liguria,  il Teatro  Carlo Felice di Genova porta musica e spettacolo in giro per la città  e non solo. Per chi ha scelto di passare le sue vacanze al mare , sarà  possibile scoprire luoghi indimenticabili e teatri  all’insegna della grande musica. Il 2 di luglio la rassegna si apre alla Diga del Brugneto, parco dell’Antola  con “A bit of Italiano” archi del Teatro Carlo Felice & The Sonic Factory. Le tappe del festival toccheranno quindi Camogli, Castelvecchio di Rocca Barbena, Sanremo, Cervo, Ameglia , Bergeggi e Spotorno.  L’offerta spazia da Paganini con “L’onda del diavolo”  a concerti per archi e fiati. IL programma è consultabile al link http://www.carlofelicegenova.it/

L’elenco potrebbe continuare per intere pagine. Non c’è regione italiana che non offra festival culturali per allietare le serate estive. Danza, musica, storia, letteratura, teatro.  Questo tipo di rassegna piace alle persone e anche agli organizzatori. Guardando i vari siti ho letto che quasi tutte le rassegne sono ricche di sponsor privati.  Anche l’Unione Europea attraverso i bandi di Europa Creativa favorisce la realizzazione di festival  e la cooperazione fra enti culturali di stati diversi. Il crowfunding non è da meno ma, come per qualsiasi campagna, è meglio programmare la raccolta prima e non durante l’evento.

Emanuela Negro-Ferrero                               www.innamoratidellacultura.it

 

 

 

Collisioni

 

Festival Filosofi Lungo l’Oglio

 

Festival a Roma

 

Taobuk

 

Jazz Festival

 

Contributi

 

Crowdfunding

Crowdfunding culturale e audience development. Due facce della stessa medaglia?

Fioriscono bandi ed iniziative dedicate alla “audience develpment”.  Di che cosa si tratta? Perché se ne parla tanto? Traduco subito in italiano questi due termini anglosassoni come “sviluppo del pubblico”  consapevole che anche la traduzione, per chi non è addetto ai lavori, rischia di rimanere poco chiara. Il sito http://cultura.cedesk.beniculturali.it/link-europa-creativa.aspx?audience_development alla pagina di Europa Creativa  riporta una definizione abbastanza esaustiva.

Per Audience development si intende il processo strategico e dinamico di allargamento e diversificazione del pubblico e di miglioramento delle condizioni complessive di fruizione. Questa è la definizione ufficiale che troviamo nelle linee guida del Sottoprogramma Cultura e siamo partiti da qui perché il concetto di AD è vago: l’AD non è una disciplina specifica, anche se si nutre di tante discipline, tra cui il marketing culturale, l’antropologia e la comunicazione culturale e soprattutto di pratica. Tutto dipende dal “gioco linguistico” in cui lo inseriamo: “cultural participation”, “active spectatorship/citizenship, “audience building”, per esempio, sono alcuni dei tanti nomi che si riferiscono all’audience development….niente di nuovo, anche se qualcosa è cambiato: l’irruzione del nuovo paradigma delle ICT, la rivoluzione digitale e il web 2.0, dell’“era dell’accesso” hanno modificato decisamente la distribuzione e l’accessibilità dei prodotti culturali, inserendoli in un contesto multidimensionale in cui il pubblico diviene “creatore” di contenuti. La definizione suggerisce di ampliare e diversificare il pubblico: non si tratta, quindi, soltanto di rivolgersi al pubblico “fidelizzato”, ma anche di raggiungere pubblico nuovo, diverso, facendo i conti anche con le barriere economiche, sociali, psicologiche e fisiche. L’AD richiede tempo, proprio per questo viene definito spesso un “processo” pianificato, continuativo e, soprattutto, lungo”.

Come si traduce nella realtà questa definizione e ,soprattutto, come si applica e cosa implica l’attività di sviluppo del pubblico per un ente culturale?  Ancora, il crowdfunding culturale può essere considerato un’attività di “sviluppo del pubblico”?

Certamente si.  Se per un museo, un sito archeologico, un teatro lo “sviluppo del pubblico” è  riferito ai visitatori, per una campagna di crowdfunding  la  stessa attività sulle persone  è definita come “costruzione del crowd”. Cioè di quella folla di persone che il progettista intercetta e che, grazie  a un lavoro di coinvolgimento decisamente non casuale, trasforma in  sostenitori entusiasti e protagonisti affezionati.

Se quindi è stato compreso che l’attività di sviluppo del pubblico è identica, sia che si tratti di azioni portate avanti da un ente culturale che dal promotore di iniziative artistiche e culturali,  con che cosa abbiamo a  che fare?

Mi piace pensare all’ente culturale come ad un’azienda. Per vivere e prosperare l’impresa ha bisogno di clienti. Senza clienti che comperano i prodotti l’impresa fallisce.

Come fa un’impresa ad avere clienti e, soprattutto, come riesce a procurarsene  sempre di nuovi e quali iniziative deve mettere in atto per consolidare quelli già acquisiti? In pratica, come mette in atto un imprenditore delle azioni di “audience development”?

Nel mondo imprenditoriale, la ricerca del cliente coinvolge  ambiti sdiversi che e spaziano dal commerciale alla comunicazione, dalle pubbliche relazioni alla pianificazione e gestione.  Una volta individuato il prodotto o il servizio, per entrare nel mercato e guadagnare, l’azienda deve costruire  una strategia commerciale basata prima di tutto su una strategia di marketing.

Infatti, il cliente, visitatore o donatore, arriva e compera se prima è emotivamente coinvolto e quindi se è convinto ad acquistare.

Questo processo può diventare rapidissimo grazie al  digitale. Oggi, chiunque  desideri vendere, comunicare o promuovere i propri prodotti, può contare su strumenti estremamente mirati ed efficaci che, anche solo cinque anni fa,non esistevano.

La rete, con la sua velocità ed infinite opportunità, è terreno fertile e produttivo per chi sa sfruttarne le potenzialità.

Quante realtà culturali, pubbliche  e private sono in grado – o vogliono- approfittare di  questa miniera di opportunità che, nel caso specifico del coinvolgimento del pubblico, è veramente solo da mettere a reddito?

La cultura italiana sta iniziando  appena adesso ad utilizzare il digitale . Chi si occupa di cultura non è un imprenditore.  Il marketing, le pubbliche relazioni e il social media management sono mestieri e non si possono improvvisare.

Per attirare, coinvolgere e poi trattenere il pubblico bisogna sempre partire dalle persone.  E’ necessario intercettarle, convincere e, con i nominativi ottenuti, costruire elenchi di persone.  Costruendo quello che in gergo viene definito  database. IUn valore inestimabile per chiunque abbia bisogno di vendere per mantenere in attivo la propria impresa.

A cosa serve il database? Per contattare le persone e creare iniziative che rafforzano e  mantengono nel tempo la relazione.

Tutto questo lavoro, impegnativo e faticoso, per chi decide di condurre una campagna di crowdfunding è obbligatorio. Niente crowd niente    donazioni.

Musei ed enti pubblici italiani non ne hanno capito l’enorme potenzialità. Ecco perchè per loro,  attivare campagne di crowdfunding non si limita all’ ottenimento di  donazioni  ma piuttosto attirare, coinvolgere e trattenere il pubblico.

Fare cioè “audience development”.

Quella cosa di cui tutti parlano e che pochi sanno fare.

Emanuela Negro-Ferrero   www.innamoratidellacultura.it

 

 

Crowdfunding per progetti culturali? Meglio su un sito dedicato.

In Italia, dal 2014 sino ad oggi, il crowdfunding è cresciuto e si è diffuso moltissimo. Le persone in linea generale hanno capito di che cosa si tratta e le campagne che chiudono in attivo sono aumentate.

Il 2017 è stato l’anno del crowdfunding di tipo “equity”  e le piattaforme dedicate a questo specifico tipo di raccolta fondi sono cresciute aumentando di visibilità e fatturato.

I risultati italiano sono comunque inferiori rispetto a quelli che altre nazioni europee registrano. Il motivo è da ricercare certamente non solo nella scarsa informazione e digitalizzazione del nostro paese ma, anche e soprattutto , alla  vasta offerta di piattaforme che possono indurre i progettisti in confusione o, peggio, al fallimento delle campagne.

Come fare a scegliere la piattaforma?

Oltre al tipo di raccolta fondi che si vuole promuovere, equity se si decide di lasciare delle quote della propria società a chi partecipa finanziariamente,  lending se si vuole ottenere  un prestito in cambio di utili della propria società, donation se in cambio di una donazione ci si limita a rilasciare una ricevuta e un grazie e reward se  ai propri sostenitori si dà in cambio una ricompensa appositamente pensata e in grado di coinvolgere la persona nel progetto stesso, è importante capire in  quale ambito si trova il progetto da sottoporre alla folla e quale è la modalità più corretta da scegliere.

Le piattaforme sembrano tutte uguali? Apparentemente. In realtà sono molto diverse fra di loro.

Se la campagna che avete in mente è di tipo “reward” la vostra scelta può cadere su una delle tante piattaforme generaliste, italiane o straniere.  Sono tutte uguali? Si, no. Ad un occhio meno esperto, la struttura del sito è uguale per tutti. La grafica può essere più o meno accattivante ma, in buona sostanza, il funzionamento è abbastanza standard . Quello che fa la differenza è il tipo di contratto (fisso o flessibile), la percentuale applicata per i servizi erogati, e l’assistenza che si riceve una volta che la campagna viene caricata.

Esiste però una differenza fondamentale che è bene considerare quando si decide di attivare una campagna di crowdfunding.

 

Le piattaforme reward si dividono in due categorie: generaliste e verticali.

Una piattaforma generalista è come un supermercato. Una piattaforma verticale è come una bottega artigianale.

Mi piace questa definizione perchè spiega in modo chiaro la differenza esistente fra una piattaforma di crowdfunding generalista e una verticale. In pratica, una piattaforma generalista ospita campagne di crowdfunding in ambiti molto diversi fra di loro. Ne deriva che il pubblico che si raccoglie attorno a questo tipo di sito è un pubblico generalista.  La comunità, perché questo è il nome tecnico, è quanto mai variegata e fluttuante. Sceglierà la vostra campagna? Difficilmente. Ogni campagna su un sito generalista è u mondo a sè e solo progetti e progettisti particolarmente capaci sono in grado di ottenere donazioni da un pubblico di perfetti sconosciuti.

Le piattaforme verticali, come www.innamoratidellacultura.it sono nate per rispondere ad un bisogno preciso di un determinato gruppo di progettisti ed essendo specializzate, si rivolgono solo ed esclusivamente a persone che vogliono leggere, guardare e partecipare a quanto viene pubblicato sul sito e sui  canali social ad esso collegati.

In questo senso il crowd che si raccoglie attorno alle piattaforme verticali ha tutte le connotazioni  e il comportamento di una vera e propria comunità.  In senso specifico, è possibile che gli iscritti a una piattaforma dedicata, qualora opportunamente sollecitati, possano partecipare anche ad altri progetti perché di base l’interesse è già mirato.

Attenzione attenzione! Le piattaforme generaliste, italiane o straniere, ospitano il 75% di campagne in ambito culturale. Ne consegue che una piattaforma specialistica non può che essere una scelta potenziante. Sia per il progettista che per il pubblico che la legge.

Parliamo di assistenza? Un servizio che in Italia le piattaforme, quasi tutte,  hanno imparato ad erogare è quello del project management. 

Non mi stancherò mai di ripetere che progettare una campagna di crowdfunding è frutto di un insieme di tecniche professionali.

Chi si occupa di cultura spesso non si occupa di comunicazione. Sono mestieri diversi. Ecco perché quando vediamo caricata sul sito una nuova campagna contattiamo subito il progettista e iniziamo a lavorare insieme. L’obiettivo comune è ottenere dei risultati.

Senza esprimere percentuali  di successo esagerate, in questi anni la strada della consulenza ha portato dei buoni risultati.  Misurabili in termini economici e di rapporti umani.

Volete pubblicare una campagna di crowdfunding in ambito culturale?  Fatelo su un sito dedicato.  Parlare la stessa lingua è importante. Non a caso siamo #innamoratidellacultura.

 

Ci piace molto quello che facciamo. Sapete perchè? Ci mettiamo il cuore!

 

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

 

Lezione di crowdfunding n° 32 : caricare sul sito la campagna.

Caricare la tua campagna di crowdfunding sul sito www.innamoratidellacultura.it è facile. Basta seguire i nostri suggerimenti e, nel caso, inviare una mail a progetti@innamoratidellacultura.it .

Sappiamo che per molte persone caricare per la prima volta la propria campagna di crowdfunding su un sito dedicato non  è nè semplice nè intuitivo.  Chi si occupa di cultura non si occupa anche di comunicazione e marketing e il digitale si sa, in Italia è ancora poco utilizzato. 

PASSO N°1 – EFFETTUA IL LOGIN

A questo link http://innamoratidellacultura.it/test/login/ vanno  inseriti  i propri dati e una password. Da custodire gelosamente per poter accedere alla propria campagna ogni volta che è necessario.

PASSO N°2  – CARICA LA CAMPAGNA SULLA PIATTAFORMA

Dando per scontato che l’idea sia già stata concepita, il primo passo per iniziare a costruire la propria campagna di crowdfunding inizia con il caricamento vero e proprio dell’idea sulla piattaforma.

La sezione PROPONI UN PROGETTO si apre su una pagina dedicata a questa funzione. La pagina  va compilata in tutte le sue parti ( dette campi)  è risulta suddivisa in sezioni molto simili a quelli che si devono  riempire quando si invia una mail. Se i campi  non vengono  completati la campagna non può andare online? Perchè?

Tutto quello che caricate, sia scritto che video o immagine, si vede. La vostra pagina deve essere il più possibile curata, ricca di informazioni, ben scritta, colorata e completa. Noi vi diamo uno spazio web e meglio  utilizzate questa opportunità e più possibilità avrete di raccogliere consenso, persone, amici, denaro, supporto… Ci avete mai pensato? Quanto vi costerebbe aprire un sito dedicato con sistema di pagamento integrato, dominio, hosting ecc?

1 – Il titolo

Sembra banale, ma il titolo è fondamentale per definire l a campagna. Ci sono delle regole? Si! Il titolo deve essere corto, incisivo e, possibilmente, descrittivo.  Il titolo della campagna è paragonabile a quello  di un film o di un libro e ne definisce il contenuto.  Definire la propria idea in quattro o cinque parole è difficile ma vale la pena provare. Magari facendosi aiutare dagli amici.  Infatti è  proprio da questo passaggio che il progetto prende forma e diventa riconoscibile e comprensibile anche da chi non ne sa nulla. Non avete idee? Il titolo non viene fuori? Abbiamo una persona dedicata che vi aiuta a mettere a fuoco l’idea. Don’t worry.

2 – Il testo

La sezione del sito riservata  al testo non riporta alcuna indicazione specifica e scrivere un testo accattivante, esplicativo, divertente e competo può essere difficile. Per questo quando vediamo una campagna caricata,  inviamo via mail uno schema testuale da seguire. Si tratta di una indicazione, una semplice traccia che suggerisce come suddividere il testo in piccoli paragrafi completati da una titolo.

Ogni campagna è un caso a sé e il testo, una volta caricato, viene revisionato, migliorato, smussato, trattato e, soprattutto, adattato ai requisiti SEO della piattaforma. Nel caso di #Sakai, la campagna che in questo momento è online, il testo descrittivo  è stato  rivisto in un processo a quattro mani. Le nostre e quelle dell’autrice della campagna, Arianna Bianciardi. Questa procedura si è rivelata nel tempo  molto utile perché consente sia a noi che al progettista di mettere a fuoco l’obiettivo della campagna e  di chiarire il goal economico,  i giorni di durata della campagna e il tipo di contratto più conveniente.

Tutto quanto viene concordato insieme. Noi suggeriamo e il progettista sceglie in libertà quello che ritiene più giusto fare. E’ con questa modalità di rapporto personale che siamo riusciti a costruire tanti successi.

Alcuni  progettisti lasciano i testi a metà, incompleti. Oppure scritti a stampatello, senza immagini. No!!!  In questi casi chiediamo di mettere a posto il testo e solo in un secondo momento  di definire con noi come renderlo adatto al web.

Una sezione importantissima è quella destinata al piano economico. Purtroppo questa sezione non è indicata dal sito e bisogna inserirla ricavando uno spazio all’interno della pagina. Magari arricchito con immagini, specchietti o elenchi di voci.

Perché inserire un conto economico? Le persone hanno piacere di sapere come verranno impiegati i soldi raccolti. Inserire uno schema, anche due righe, è sempre una buona idea.

3 – Le immagini

La pagina del sito chiede di caricare delle immagini e di inserirle all’interno del testo.  Indica anche di scegliere una “immagine guida” che avrà il compito di definire graficamente la campagna e renderla distinguibile . L’immagine guida dovrà essere utilizzata per tutta la comunicazione. Dalla locandina alle cartoline, i biglietti e il merchandising , la foto scelta diventa il marchio di fabbrica del progetto.  Per questo va selezionata con cura e selezionata  nel formato indicato perché altrimenti la pagina della campagna risulta diversa rispetto a quelle già pubblicate sul sito.

Noi facciamo l’editing finale e curiamo contenuti e forma grafica.Voi ci mettete i contenuti.

4 – Le ricompense

Quando si arriva a questo punto della compilazione, i progettisti si fermano. Il più delle volte ci Inviano una mail chiedendo come scegliere le ricompense. Quanto devono costare? Devo spedirle o se le vengono a ritirare?  Nel tempo, siamo arrivati a definire quello che riteniamo essere una linea corretta di selezione  delle ricompense. Basata su tre  pilastri fondamentali:   generosità , creatività , coerenza.

A – generosità: la ricompensa deve essere pensata con il cuore e dimostrare tutta la vostra gratitudine per l’appoggio ricevuto.

B – creatività: una vecchia regola definisce 8 le fasce su cui distribuire le ricompense. Dare alle persone un ventaglio ampio di scelta è un buon modo per incentivare le donazioni.

C – coerenza:  Sakai è una campagna ideata per raccogliere fondi per una mostra di artisti emergenti giapponesi.  Abbiamo suggerito ad Arianna (la curatrice)  di pensare a qualche cosa di nipponico per restare in tema. Lei, dimostrando di avere iniziativa e talento è riuscita a ottenere da un vivaio locale  dei piccoli bonsai, da un famoso ristorante sul mare delle cene  a base di pesce oltre alla  stampa del catalogo e di magliette create appositamente dagli artisti. Il suo “piano ricompense” è assolutamente coerente con  il tema dell’iniziativa . Ben fatto Arianna, arigato!

5 – Paypal

Abbiamo scelto di processare le donazioni appoggiandoci a PayPal. Per questo motivo chiediamo che il progettista apra un profilo su PayPal ( modalità business così può raccogliere cifre alte). Senza questo passaggio non possiamo attivare la campagna.

In quanto tempo la campagna può andare online?

Se tutti i passaggi indicati vengono seguiti correttamente in una settimana, ma anche meno, la campagna può andare online.

Sempre che la parte offline sia stata programmata e definita con cura e, soprattutto, con anticipo, strategia e con una squadra di persone interessata e ben determinata ad avere successo.

Emanuela Negro-Ferrero  – www.innamoratidellacultura.it