Colorando le note. Quando il crowdfunding è tutto un programma.

La raccolta fondi per il l’Orchestra Polledro continua la sua corsa sulla nostra piattaforma al link  https://innamoratidellacultura.it/projects/colorando-le-note/

Il 9 settembre al Circolo dei Lettori di Torino è stata presentata in grande spolvero il programma concertistico per l’anno 2018/2019.

La nuova Stagione dal titolo emblematico “NELL’ARMONIA DELLE DIFFERENZE” prevede  l’esecuzione di composizioni di J.C.Bach, Bartok, Brahms, Brusa, Elgar, Farrenc, Janáček, Mendelsshon e Mozart. Il proposito è quello di stimolare un viaggio espressivo nel settore della creatività musicale e, soprattutto di  condurre verso il  successo la  campagna di crowdfunding che terminerà a dicembre.

I fondi per sostenere l’importante  attività di un’ orchestra non bastano mai. Il programma proposto dalla Polledro prevede anche un fitto calendario di eventi e incontri in appoggio alla campagna di raccolta fondi.

Perché se è  vero che mettere il progetto su una piattaforma aiuta a espandere  le notizie più velocemente sui canali digitali, è anche vero che il denaro arriva quando  le persone si incontrano, cuore a cuore. Quale occasione migliore di un evento?

Il crowdfunding si basa su concetti come la fiducia, la condivisione e l’amore. Del progettista per la sua idea e dei donatori per il progettista e la sua idea.

Sembra semplice ma riuscire a trasmettere alle persone concetti così intangibili  non lo è affatto.

Ecco perché da quest’anno la progettualità dell’Orchestra si apre a connubi con realtà istituzionali come il Salone Internazionale del Libro, ContemporaryArt Torino Piemonte, Circuito SBAM Piemonte e Biennale PaesaggioZero per implementare lo scambio dei linguaggi tra musica colta e pittura, fotografia, design, natura, storia, letteratura, architettura e territorio.

Inoltre l’Ente progetta collaborazioni con Soggetti di primario livello come l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Tespi/Conservatorio di Torino, Politecnico di Torino, Archivio Storico Città di Torino, Archivio privato Riccardo Moncalvo e associazioni di territorio come Giglio Onlus e La Natura Torna ad Arte. L’affiliazione a FITEL è di recentissima acquisizione. La Stagione gode dei Patrocini istituzionali Città di Torino e Regione Piemonte.

 

LA PROGRAMMAZIONE

Si inizia con i Concerti a partire da mercoledì 10 ottobre, nell’ambito dell’Anno Europeo del Patrimonio con MIBACT e Città di Torino, con una serata ispirata all’accessibilità dei nostri patrimoni culturali – tangibili e intangibili – in occasione dell’inaugurazione della Stagione Concertistica “NELL’ARMONIA DELLE DIFFERENZE” dell’Orchestra da Camera “G.B. Polledro” diretta da Federico Bisio, che si terrà presso il Conservatorio di Torino.

Il tema della Stagione si ispira alle proporzioni armoniche che esistono in musica, natura e architettura. Da sempre infatti l’uomo è attratto dalla regolarità e dai rapporti simmetrici. Ma la simmetria non potrebbe esistere senza a-simmetria che, come il buio e la luce, conferiscono libertà perfetta all’armonia delle differenze. L’appuntamento tra musica e arti propone la Sinfonia in Re mag. op. 18/6 di J.C. Bach, il Concerto per corno n. 2 in Mi bemolle mag., K.417 di W.A. Mozart – con il Solista Stefano Fracchia al Corno – e la Serenata in Re mag. n. 1 op. 11 di J.Brahms. Durante l’esecuzione musicale in collaborazione con la sezione TESPI del Conservatorio e a regia di Mattia Bena, una proiezione sulla cupola dell’auditorium dedicata alle architetture armoniche, paesaggi e creature naturali selezionate in collaborazione con Archivio Storico di Torino, Archivio privato Riccardo Moncalvo, Collezione Haeckel di G.Guerreri e le fotografie di paesaggio courtesy La Natura Torna ad Arte.

Precede il concerto, alle ore 18, la visita gratuita alla Galleria degli Strumenti d’epoca del Conservatorio “Giuseppe Verdi”, in collaborazione con l’Ente stesso e sotto la guida della curatrice Francesca Odling. L’appuntamento tra musica e arti visive ispirate a natura, architettura e territorioviene anche proposto a conclusione del convegno promosso da Biennale PaesaggioZero 2018 – VI° edizione presso Palazzo Lascaris “PAYSAGE TVB” organizzato da Politecnico di Torino DIST, Osservatorio del Paesaggio dei Parchi del Po e della collina torinese, Ente di gestione delle aree protette del Po torinese.

Circa un mese dopo, sabato 3 novembre, nell’ambito della Notte Bianca delle Arti Contemporanee Città di Torino, l’Orchestra G.B. Polledro prosegue nella sua tematica di armonia nelle differenze con l’unione tra musica classica e arte contemporanea. Dalle ore 18 l’evento di apre con un pre-concerto davvero unico.

Grazie all’artista Francesco Preverino – un veterano dell’arte visiva noto in tutto il mondo e con opere esposte a New York e a Shanghai – il Foyer del Teatro Vittoria ospiterà in esposizione temporanea alcune opere presentate appositamente dal pittore torinese, con una esclusiva esposizione delle sue carte dipinte in occasione del live painting del 19 maggio scorso nell’ambito del concerto di chiusura della Stagione precedente. Il progetto “Colorando Le Note” si abbina alla campagna di raccolta fondi dell’Orchestra Polledro. Un’iniziativa nata per coinvolgere il pubblico e sostenere con donazioni le attività speciali dell’ente stesso. Seguirà a palco alle ore 21 l’esecuzione del Concerto con l’organico orchestrale diretto dal M° Federico Bisio, su musiche di Edvard Elgar, Introduzione e allegro per quartetto d’archi e orchestra d’archi op. 47 con il Quartetto Res e i Solisti Tommaso Belli e Vittorio Sebeglia al violino, Ruggero Mastrolorenzi alla viola e Filippo Tortia al violoncello; seguono Bela Bartok, Divertimento per archi Sz. 113 e Leoš Janáček, Suite per orchestra d’archi.

A dicembre l’Orchestra Polledro si impegna a celebrare il Natale presso varie sedi con la “Gran Partita”, la nota Serenata per fiati n. 10 in Si bemolle maggiore, K1 361 (K6 370a) di Wolfgang Amadeus Mozart. Si inizia il 13 dicembre in occasione di un evento ad inviti presso la Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino.

Si riprende poi venerdì 8 marzo 2019 in occasione della Giornata Mondiale della Donna presso il Teatro Vittoria di Torino, con una emozionante serata di Festa in omaggio al femminile, insieme ad alcuni Partner tecnici e una Testimonial speciale, per l’esecuzione diretta dal Maestro Federico Bisio, sempre a partire dalle ore 21 .

Il Direttore Stabile della Polledro propone Elisabetta Brusa – compositrice milanese vivente – nel suo Adagio per orchestra d’archi (1996) in “Prima esecuzione a Torino”, preceduto da Leopold Kozeluch, Concerto per pianoforte e orchestra in Fa maggiore, P IV F 1 “Prima esecuzione in tempi moderni”. A seguire, due opere di Wolfgang Amadeus Mozart: il Concerto per pianoforte e orchestra N. 12 in La maggiore KV 414 con Solista Antonio Valentino al pianoforte, e la famosissima Ein musikalischer Spaß KV 522.

Martedì 2 aprile 2019, arriva l’unico dei concerti dell’Orchestra condotto da un Direttore ospite sempre molto gradito al pubblico della Polledro: il Maestro Giuseppe Montesano, questa volta alle prese con un richiestissimo repertorio mozartiano. In programma, di Wolfgang Amadeus Mozart, la Sinfonia in Mi bemolle maggiore n.1 KV 16, il Concerto in Do maggiore per flauto e arpa KV 299 – con Solisti Rebecca Viora al flauto e Federica Mancini all’arpa – e la poderosa Sinfonia in Do maggiore n. 41 “Jupiter” KV 551. Durante la serata vi sarà un apposito tributo alla Giornata Mondiale sull’Autismo, consapevoli – nello spirito di tale ricorrenza – che la musica sia fondamentale per il nostro benessere interiore, la nostra crescita personale e lo sviluppo di altre forme di arte, comunicazione e creatività.

E infine, martedì 21 maggio 2019 l’Orchestra G. B. Polledro diretta da Federico Bisio conclude la Stagione “NELL’ARMONIA DELLE DIFFERENZE” con il Concerto per violino, pianoforte e orchestra d’archi in re minore MWV 04 di Felix Mendelssohn-Bartholdy – con ospiti i Solisti Alessandro Milani al violino e Roberto Issoglio al pianoforte. A questo segue l’esecuzione della Sinfonia in sol minore n. 3 op. 36 composta ancora una volta da una donna, questa volta francese, Louise Farrenc. La serata di tarda primavera prevede, come già avvenuto nella scorsa stagione, una sorpresa – questa volta di carattere letterario – in omaggio all’OFF Salone internazionale del Libro di Torino. Seguiranno dettagli in un nostro prossimo comunicato nel 2019.

Siete pronti? allora partecipate numerosi ed entusiasti alla campagna di raccolta fondi donando al link https://innamoratidellacultura.it/projects/colorando-le-note/

Buon #crowdfunding a tutti!

Redazione http://www.innamoratidellacultura.it

Esistono ancora i cantautori? Da Genova parole e musica con il cuore.

In origine erano menestrelli. Chiamati nelle corti per il divertimento dei signori. Cantavano storie di amore e avventura tramandando i fatti di generazione in generazione.

In Italia, patria di grandissimi poeti e romanzieri,  la “parola cantata” conosce il suo apice negli anni del secondo dopoguerra.

I grandi cantautori italiani degli anni 70 e 80

A Sanremo  furoreggiavano le canzoni di Gino Paoli, Sergio Endrigo Piero Ciampi , Domenico Modugno e  Bruno Lauzi. Cantavano l’amore e il melodico italiano faceva ballare e sognare i giovani illuminando i cuori di sogni e speranze.

Modugno è il primo cantautore che scrive canzoni partendo dalla cronaca: nel 1955 scrive Vecchio frac dopo aver letto su un giornale la notizia del suicidio del principe Raimondo Lanza di Trabia (che, all’età di 39 anni  si era gettato dalla finestra del suo palazzo in via Sistina a Roma,[4] ed anche Lu pisce spada nasce da una storia vera, letta in un giornale.

PierPaolo Pasolini scrive e   pubblica nel biennio 1961/1962 canzoni  cantate da Laura Betti che verranno poi riprese negli anni ’70 e negli anni ’90 da Grazia De Marchi e soprattutto dalla splendida voce di Gabriella Ferri.

Dalla seconda metà degli anni ’60 il fenomeno cantautorale diventa  uno strumento di ricerca, di emancipazione, di replica creativa all’arte dei suoni.

Il tema dell’amore lasciava spazio ad argomenti di interesse sociale, a testi capaci di raccontare l’Italia che cambiava, che alle volte arrancava, che protestava e chiedeva riscatto.

La canzone d’autore italiana continua con la sua tradizione passando una fase rock negli anni ’80 con Vasco Rossi, Ligabue, Liftiba , solo per citare i più conosciuti.

Andrea Sigona

E oggi? Chi sono i cantautori di oggi? I Millenials sono cresciuti ascoltando, cantando e ballando le parole impegnate di mostri sacri come Lucio Dalla, Fabrizio De André, Francesco Guccini e Rino Gaetano. Canzoni che ancora oggi tutti conoscono e apprezzano.

Il passaggio da questi  artisti di livello altissimo che attraverso la loro musica hanno saputo creare e diffondere cultura, intellettuali di tutto rispetto che facevano della musica un mezzo per comunicare idee, satira, poesia e soprattutto bellezza ad oggi c’è stato?

In Italia i cantautori ci sono, ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Il livello di comunicazione e di contenuti cambia negli anni ’80 e ’90 .

Artisti come Jovanotti, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Alberto Camerini, Donatella Rettore, Luca Carboni, Raf, Fabio Concato, Giuni Russo, Amedeo Minghi, Mario Castelnuovo, Marco Ferradini, Luca Barbarossa, Gianna Nannini  innovano contenuti e  melodie.

Siamo andati alla ricerca di artisti italiani contemporanei e l’attenzione è caduta su un cantautore  molto interessante:  bellissimo timbro di voce e parole che incantano.  Raffinato e  impegnato.

Si chiama Andrea Sigona. E’ un millenial, perchè  nasce a Genova il 10 maggio 1969. Cantautore, suona chitarra, elettrica ed acustica, pianoforte e armonica. Scrive parole che toccano il cuore.

Ascoltate per credere!

https://www.youtube.com/watch?v=kMZDbMNMK3A

Andrea Sigona canta la sua Genova con parole intelligenti e sensibili

 

Questo passaggio tratto dall’album Passaggi si intitola  “Indistruttibili”  e rappresenta con delicatezza l’anima di Genova, città austera e bellissima  che in un momento tragico e doloroso come è quello attuale reagisce con dignità e fierezza .

 

Cala la sera dentro di me…

Sono questioni di Genova

E a ricucirli non riesco nemmeno un po’

I nostri anni portati via

Rubati al cielo che forse non li regge più

Per ricercarli nei vicoli

Dove le strade a volte si perdono ma lasciano impronte

Da sempre indistruttibili

 

In rete abbiamo trovato il canale You Tube e ascoltato le canzoni di Andrea Sigona . Leggendo notizie in rete abbiamo letto che sta per uscire un nuovo album. A dieci anni esatti dalla pubblicazione del primo disco intitolato “Passaggi”.

Andrea Sigona è un cantautore impegnato. qui lo vediamo con Don Gallo.

 

In attesa della buona musica di Andrea Sigona, vi auguriamo buona lettura sul nostro blog e un invito a partecipare alle campagne di crowdfunding.

Redazione  – www.innamoratidellacultura

Lezione di crowdfunding n°34. Consigli pratici per formare il tuo “Dream Team”.

Quando si decide di organizzare una campagna di crowdfunding è meglio procedere da soli  oppure  in compagnia? C’è poco da fare, salvo qualche caso rarissimo dietro ogni progetto di successo c’è sempre una squadra di creatori che lavora unita per realizzarlo.

Remare tutti insieme verso un unico obiettivo.

Il motivo è facilmente comprensibile. Condividere insieme ad altre persone il lavoro di condurre una campagna significa che ogni singolo membro del gruppo ha più tempo ed energie a disposizione per concentrarsi su ciò che sta facendo, massimizzando gli sforzi e i compiti anche in base alle competenze e alle inclinazioni personali. Inoltre è utile e bello avere  qualcuno con cui condividere  successi e  sfide.

Dopo aver seguito diverse campagne, in base al risultato ottenuto, pensiamo che questo breve elenco   possa aiutarti a costruire una squadra efficace per condurre al meglio la tua campagna di crowdfunding.: verso l’infinito e oltre!

  1. Appena l’idea ha preso forma, per trovare persone che possano lavorare insieme a te la cosa migliore è chiedere aiuto alla tua comunità di riferimento. Il compagno di viaggio ideale spesso è un amico, un collega di lavoro, la persona con cui suoni nella band o vai a correre, il fidanzato o la fidanzata, un parente. Non hai idee? Prova a scrivere una lista di persone e chiediti con quanti di loro ti piacerebbe lavorare. Sii chiaro e spiega bene che cosa vuoi fare.

2. Tutte le persone del tuo “Dream Team” devono conoscere l’idea            progettuale sin nei minimi dettagli. Magari hanno buone idee per        migliorarla. In ogni caso devo conoscere tutto, punti di debolezza        e di forza perché quando si tratterà di comunicarla e diffonderla          dovrete agire “uno per tutti e tutti per uno” .

  1. Sembra un suggerimento superfluo ma vi assicuriamo che non lo è. L’unione della squadra nasce anche dalla creazione del materiale di comunicazione della campagna stessa. Più teste pensano meglio di una sola e organizzare una o più riunioni di brainstorming per settare e focalizzare il video, i contenuti, le immagini e le ricompense non può che rendere tutto più efficace.

    Una squadra affiatata rende più semplice raggiungere l’obiettivo
  2. La programmazione della campagna è un altro punto di forza. Irrinunciabile. Se nella tua squadra riesci ad inserire una persona che si occupa di pianificare eventi (come serate e presentazioni, aperitivi) puoi aggiungere potenza alla tua raccolta perché, non ci stancheremo mai di dirlo, raccogli di più se “ci metti la faccia”.
  3. Sei bravo con i social? Hai tempo per seguire la comunicazione digitale? Se questo non è il tuo massimo talento fatti aiutare da qualcuno che sa farlo. L’importante è che quello che verrà scritto sia coerente con la tua campagna. Va bene tutto, video, aggiornamenti, ringraziamenti. Più post aggiungete, anche a pagamento, e più la vostra campagna avrà la possibilità di essere vista e condivisa.
Perchè una squadra vince? Allenamento, affiatamento, energia e..amicizia!
  1. Chi fa parte del team deve essere riconosciuto. Metti le foto e i nomi nella pagina della tua campagna. Ringraziali man mano che il lavoro procede. Dai valore al loro impegno!
  2. Si calcola che ogni persona possa coinvolgerne altre dieci di cui due sicuramente possono donare. Chiedi a componenti del team di aiutarti a promuovere il progetto all’interno delle proprie cerchie di amic, parenti e colleghi.
  3. Prima di lanciare il progetto online assicurati di lavorare con persone che ti seguiranno durante l’intera campagna. Hai già lavorato con loro? Sono disponibili durante l’intera sequenza temporale o hanno altri progetti in arrivo? Durante la campagna è normale che si verifichi un po’ di stanchezza. Trova un modo per gratificarli, sempre. Un grazie, una cena, qualsiasi cosa ti venga in mente per dimostrare loro quanto apprezzi l’impegno.
In una squadra ognuno fa la sua parte e in questo modo si vince!

9.    Cosa devi fare tu? Tenere dei controlli regolari per assicurarti                che tutti rispettino i propri impegni e che il progress di lavoro                  proceda  come stabilito.

10. La parola chiave del crowdfunding è “condivisione”. Pensare ai               soldi non serve. Se ti focalizzi lì ti sale l’ansia e non arrivi di certo           all’obiettivo. La raccolta arriva dalle persone. Più ne hai e più                   otterrai. Ama la gente e la gente amerà te, la tua idea e tutto                   quello che ti verrà in mente di fare.

Redazione –www.innamoratidellacultura.it

 

Lezioni di crowdfunding n° 33. Ingaggiare donatori usando Twitter

Quando si tratta di comunicare la propria campagna di crowdfunding i social media sono certamente uno degli strumenti favoriti. In Italia, a differenza di quanto accade in tutti gli altri paesi del mondo, permane una certa diffidenza nei confronti di Twitter. Eppure le  campagne di successo che sono passate su Indiegogo e Kickstarter hanno dimostrato quanto questo canale social sia fondamentale per ingaggiare e coinvolgere i donatori con risultati straordinari e fulminei (e per qualsiasi tipo di campagna, dal no profit all’equity).

Il recente aggiornamento che aumenta il limite di caratteri da 140 a 280 ha restituito nuovo smalto e potenzialità a Twitter che conta oltre 330 milioni di utilizzatori attivi. Una miniera  di donatori potenziali di cui  può non tenere  conto quando si comunica la propria campagna di crowdfunding.

Anche perchè Twitter è molto più semplice da utilizzare e molto più economico rispetto ad  altre piattaforme, Facebook incluso. Il trucco sta nell’utilizzare i giusti strumenti.

Su Twitter  diversi modi per connettersi con  i donatori. Si passa dal metodo “free”, gratuito ma estremanente faticoso, al marketing automatico  sino ad arrivare agli annunci a pagamento.

In questo post ho deciso di focalizzare la mia attenzione sugli annunci a pagamento perchè vedo che i progettisti li usano poco così come utilizzano poco questo canale social.

Qual’è il segreto di una campagna di annunci su Twitter?

Twitter ha – e ha sempre avuto – un problema con la targetizzazione del pubblico. La piattaforma, a differenza di Facebook, rende complessa la targetizzazione dei pubblici a cui destinare gli annunci.

E chiunque utilizza i canali social  sa quanto sia fondamentale veicolare la propria comunicazione al giusto pubblico. 

Esattamente come succede per Facebook, anche Twitter consente il caricamento di un file per customizzare l’audience e di intercettarla utilizzando strumenti messi a disposizione dalla piattaforma. A differenza di quanto accade con Facebook che offre strumenti per la targettizzazione molto precisi (ma non esatti), su Twitter se il target viene azzeccato, i risultati sono eccezionali. Ma non è facile riuscire a prendere bene la mira e colpire il bersaglio. Ci vanno pratica e conoscenza dello strumento.

social media per il crowdfunding

Twitter presenta il vantaggio non indifferente che  il traffico, cioè le persone che cliccano sul link della campagna, è notevolmente più economico. Quando si progetta una campagna, ha quindi  senso destinare una parte del proprio budget (circa il 10%) agli annunci a pagamento su Twitter lasciando il rimanente per Facebook procedendo  per tentativi (adottando quindi) una politica di marketing flessibile e misurata sui risultati ottenuti lungo il percorso).

Step 1

Potere alle liste. Per ottenere donazioni bisogna definire i donatori e per raggiungerli è meglio avere una lista. Il numero di nominativi utili per ottenere dei risultati interessanti varia da 10.000 a 15.000 nominativi. Dove si trova una lista? Si può costruire mano a mano che si procede con la crescita del proprio profilo Twitter. Si può acquisire da altri profili. Oppure si può acquistare, ma questa opzione al momento vale solo per campagne su piattaforme anglofone.

Step 2

 Una volta ottenuta la lista deve essere caricata al’interno della sezione di Twitter Ads.

Lo si fa direttamente dal pc ma Twitter impiega tempo per caricare le liste. Alla fine del caricamento il portale crea un pubblico su misura per la campagna. Niente male, eh?

Step 3

Quando Twitter ha processato il nuovo pubblico targettizzato sarò possibile costruire un annuncio su misura per la propria campagna di crowdfunding. I risultati ottenuti saranno  certamente più incoraggianti rispetto a quelli prodotti pubblicando il proprio  annuncio mirando ad un pubblico generico.

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

 

 

Un disco per riportare in vita l’opera barocca di Giovanni Lorenzo Lulier.

Il progetto della musicologa italiana Chiara Pelliccia è ambizioso, interessante, colto. Bellissimo. E’ uscito questa mattina sulla piattaforma e sta già raccogliendo consensi e supporto.  Come facciamo a saperlo? Basta guardare le visite alla pagina…

“Giovanni Lorenzo Lulier – musicista del barocco romano” è un progetto che porta  alla luce l’arte musicale di uno straordinario -quanto poco conosciuto-  artista italiano.  Parliamo di Giovanni Lorenzo Lulier, compositore di cantate da camera, di serenate, oratori e opere vissuto a Roma nella seconda metà del 1600.  Lulier era famoso fra i  suoi contemporanei con il nome di “Giovanni del violone” ed è proprio  con questo nome che  figura nell’intestazione della gran parte delle fonti delle sue musiche e sulla gran parte dei documenti archivistici che lo riguardino.

Musica barocca su www.innamoratidellacultura.itLa sua musica è magnifica, soave e intensa, frizzante e si merita di essere conosciuta e apprezzata da tante, tantissime persone.

Parliamo di mecenatismo!

Lulier ebbe tra i suoi principali mecenati due dei maggiori cardinali romani dell’epoca: Benedetto Pamphilj (tra il 1681 e il 1690) e Pietro Ottoboni (dal 1690 al 1700), mecenati per i quali lavorarono musicisti e compositori come Arcangelo Corelli, Alessandro Scarlatti, o, solo pochi anni più tardi, Georg Friedrich Händel. Oggi, per riportare al grande pubblico l’opera di Lulier, anche la musicologa italiana Chiara Pelliccia ha pensato di rivolgersi ai moderni mecenati attraverso una campagna di crowdfunding.

Perchè tutti possano apprezzare le meravigliose musiche di Giovanni Lorenzo Lullier è necessario incidere dei dischi.

Per farlo è richiesta  la partecipazione entusiastica di autentici appassionati di musica barocca italiana. Sei uno di loro? Unisciti al crowdfunding donando su www.innamoratidellacultura.it

aiuta Chiara Pelliccia con il crowdfunding su www.innamoratidellacultura.itCome nasce questa idea?

Il progetto è nato dal desiderio di Chiara Pelliccia di incentivare la ricerca e il recupero delle musiche di Giovanni Lorenzo Lulier e, sino ad oggi,  ha concentrato l’attenzione  sul repertorio delle cantate da camera. La ricerca di Chiara ha mosso i suoi primi passi grazie al sostegno del “Centro Studi sulla Cantata Italiana” (Università degli studi di Roma “TorVergata”) e del “Centro Studi Santa Giacinta Marescotti di Vignanello” (Premio Internazionale Francesco Maria Ruspoli), giungendo alla pubblicazione di un primo corposo studio e del catalogo tematico delle cantate da camera di Lulier (LIM, Miscellanea Ruspoli, II-2012).  La Società Editrice di Musicologia (SEdM) ha sostenuto il lavoro di Chiara  realizzando i due primi fascicoli di cantate da camera in edizione critica inseriti come secondo e terzo numero della collana «Musica vocale da Camera» . Ma non basta, per completare la serie di cd è necessario un ulteriore sforzo.

Il primo passo è un concerto, il 9  dicembre, al Roma Festival Barocca. Ore 21,00:  vieni? Qui la musica di Lulier verrà interpretata dall’ensemble Accademia Ottoboni composta dal violoncellista Marco Ceccato e dalla voce di Francesca Boncompagni.  Nella stessa giornata si terrà una mattinata di studi su Lulier e le sue musiche. Una vera full immersion nella musica barocca.

Quanto serve per realizzare il disco?

La campagna di raccolta fondi prevede un obiettivo di 4000 euro. Serviranno a Chiara Pelliccia a  coprire i costi di realizzazione del disco e anche quelli di promozione della campagna di crowdfunding.

Vuoi aiutare Chiara a realizzare il suo sogno? Quanto sei #innamoratodellacultura? Sai che ci sono ricompense per chi partecipa? Che le donazioni si possono dedurre? Che l’unione fa la forza?

 

 

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SEdM

Accademia Ottoboni

redazione www.innamoratidellacultura.it

Regalare  biglietti per il teatro a chi non se li può comprare: that’s Amore!

Regalare il teatro a chi non ci può andare. Di che cosa si tratta? E’ possibile? Si! Grazie a  “Biglietto Sospeso” il crowdfunding per #innamoratidelteatro attivo oggi sulla piattaforma www.innamoratidellacultura.it al link

Il conto alla rovescia è iniziato, fra due ore sarà online la campagna dell’Associazione Tedacà, compagnia teatrale torinese. Tutti pronti a donare e a diffondere la campagna condividendola ad amici e conoscenti. L’intento è di aiutare i ragazzi di “Tedacà” a  realizzare un  piccolo miracolo di generosità. Il crowdfunding ha successo grazie alla condivisione e alla partecipazione. Tu, da che parte vuoi stare? Soprattutto, vuoi fare tua parte? Grazie di cuore!

Il titolo della campagna incuriosisce : “Biglietto Sospeso”. Subito, viene alla mente l’abitudine –straordinaria-  dei napoletani di lasciare pagato un caffè per chi viene dopo. Ecco. “Biglietto sospeso” è un progetto culturale di stampo sociale dedicato a chi viene dopo, a chi è ultimo e, proprio perché è ultimo non si può permettere di acquistare un biglietto per andare a teatro. A pensarci si stringe il cuore.  Tedacà, che invece il cuore ce l’ha grande, ha così deciso di creare una campagna di crowdfunding per regalare biglietti a chi non se li può permettere.

Come funziona?

Il meccanismo della campagna di crowdfunding è semplice.  Si può spiegare con una breve frase ad effetto: AAA.Cercasi Innamorati del Teatro disponibili a regalare biglietti di ingresso a teatro. In cambio, come di consueto per questo tipo di raccolta fondi, ci sono in palio premi.

 

Tipo? Abbonamenti, ringraziamenti. Ma la vera ricompensa è solo una. La gioia di donare a qualcuno una serata di divertimento. That’s amore!

Chi è Tedacà?

Tedacà nasce nel 2002 ed è una compagnia artistica, di ricerca e sperimentazione attiva sul territorio piemontese. In quindici anni di attività  ha raccolto numerosi premi e riconoscimenti nazionali.

 

Per Tedacà, il teatro, la danza, il canto e la musica sono strumenti fondamentali di racconto e testimonianza dell’uomo, delle sue difficoltà, delle sue contraddizioni, capacità e desideri.

 

Tedacà fonda i suoi principi sull’accessibilità dell’arte performativa e ogni anno sviluppa progetti e spettacoli sui temi della contemporaneità, anche attraverso creazioni di nuove drammaturgie che scaturiscono dalle testimonianze dirette dei cittadini e che vengono poi messe in scena dagli artisti.

Propone laboratori artistici per tutte le età e livelli, progetti per le scuole di ogni ordine e grado e collabora con associazioni e realtà di tutta Italia. bellARTE è la sua casa dove settimanalmente propone eventi di qualitàDal 2009 ha anche un nuovo spazio: Cartiera in via Fossano 8 sempre a Torino.

Come si può donare? 

Con carta di credito, grazie al sistema di pagamento sicuro STRIPE. Devi andare sulla pagina della campagna e, dopo aver scelto il livello della tua partecipazione, digitare i dati della tua carta di credito et, voilà , sostenere Tedacà e “Biglietto Sospeso”.

Ti è piaciuto questo progetto? Ti chiediamo di condividere questo breve articolo contutti i tuoi amici, sui social e via mail. Più siamo e più raccogliamo. Più raccogliamo e più biglietti sospesi regaliamo

Redazione   www.innamoratidellacultura.it

 

Lezione di crowdfunding n°32. Come attivare una campagna?

Le vacanze sono alle porte e anche per noi è arrivato il momento di mettere online le campagne che si sono iscritte sulla piattaforma nei mesi  scorsi.

Che cosa fa chi lavora per una piattaforma?

Stiamo lavorando con i progettisti e rispondiamo alle numerose mail di richiesta informazioni. Per noi “caricare” i contenuti è facile ma  per moltissime persone caricare per la prima volta la propria campagna di crowdfunding su un sito dedicato non lo è affatto.

PASSO N°1 – EFFETTUA IL LOGIN

A questo link http://innamoratidellacultura.it/test/login/ è necessario inserire i propri dati e una password. Da custodire per poter accedere alla propria campagna ogni volta che è necessario.

PASSO N°2  – CARICA LA CAMPAGNA SULLA PIATTAFORMA

Dando per scontato che l’idea sia già stata concepita, il primo passo per iniziare a costruire la propria campagna di crowdfunding inizia con il caricamento vero e proprio dell’idea sulla piattaforma.

La sezione PROPONI UN PROGETTO si apre su una pagina dedicata a questa funzione che va compilata in tutte le sue parti.

La pagina è suddivisa in sezioni molto simili a quelli che si devono compilare quando si invia una mail.

1 – Il titolo

Sembra banale, ma il titolo è fondamentale per definire l a campagna. Ci sono delle regole? Si. Deve essere corto, incisivo e possibilmente descrittivo.  Il titolo della campagna è paragonabile al titolo di un film o di un libro e ne definisce il contenuto. Sappiamo che non è sempre semplice definire la propria idea in quattro o cinque parole. Ma è proprio da questo passaggio che il progetto prende forma e diventa riconoscibile e comprensibile anche da chi non ne sa nulla. Non avete idee? Il titolo non viene fuori? Abbiamo una persona dedicata che vi aiuta a mettere a fuoco l’idea. Don’t worry.

2 – Il testo

La sezione del sito dedicata al testo non riporta alcuna indicazione specifica.  Lo sappiamo e per questo quando vediamo una campagna caricata, ivi inviamo via mail uno schema testuale da seguire. Si tratta di una indicazione, una semplice traccia che suggerisce come suddividere il testo in piccoli paragrafi completati da una titolo. Ogni campagna è un caso a sé e il testo, una volta caricato, viene revisionato, migliorato, smussato, trattato e, soprattutto, adattato ai requisiti SEO della piattaforma. Nel caso di #Sakai, la campagna che in questo momento è online, il testo caricato è stato  rivisto in un processo a quattro mani. Le nostre e quelle dell’autrice della campagna, Arianna Bianciardi. Questa procedura si è rivelata nel tempo  molto utile perché consente sia a noi che al progettista di mettere a fuoco l’obiettivo della campagna. Di chiarire il goal economico,  i giorni di durata della campagna e il tipo di contratto più conveniente. Tutto quanto viene concordato insieme. Noi suggeriamo e il progettista sceglie in libertà quello che ritiene più giusto fare. E’ con questa modalità di rapporto personale che siamo riusciti a costruire tanti successi. Pensiamo che il contatto personale sia fondamentale così come lo è mantenere aperto il canale di comunicazione durante la campagna.

Una sezione importantissima è quella destinata al piano economico. Purtroppo questa sezione non è indicata dal sito e bisogna scriverla inserendola nella sezione dedicata al testo. Perché? Le persone hanno piacere di sapere come verranno impiegati i soldi raccolti. Inserire uno schema, anche due righe, è sempre una buona idea.

3 – Le immagini

La pagina del sito chiede di caricare delle immagini e di inserirle all’interno del testo. Chiede anche di scegliere una “immagine guida” che avrà il compito di definire graficamente la campagna e renderla distinguibile . L’immagine guida dovrà essere utilizzata per tutta la comunicazione. Dalla locandina alle cartoline, i biglietti e il merchandising , la foto scelta diventa il marchio di fabbrica del progetto.  Per questo va selezionata con cura e caricata nel formato indicato perché altrimenti la pagina della campagna risulta diversa rispetto a quelle già pubblicate sul sito. Noi facciamo l’editing finale e curiamo contenuti e dorma grafica.Voi ci mettete i contenuti.

4 – Le ricompense

Quando si arriva a questo punto della compilazione, i progettisti si fermano. Il più delle volte ci Inviano una mail chiedendo come scegliere le ricompense. Quanto devono costare? Devo spedirle o se le vengono a ritirare?  Nel tempo siamo arrivati a definire quello che riteniamo essere una linea corretta di selezione  delle ricompense. Basata su tre  pilastri fondamentali:   generosità , creatività , coerenza.

A – generosità: la ricompensa deve essere pensata con il cuore e dimostrare gratitudine per l’appoggio ricevuto.

B – creatività: una vecchia regola definisce 8 le fasce su cui distribuire le ricompense. Dare alle persone un ventaglio ampio di scelta è un buon modo per incentivare le donazioni. Il ringraziamento è il primo gradino e quello che viene dato dopo deve essere esclusivo, dedicato, creativo.

C – coerente:  Sakai è una campagna ideata per raccogliere fondi per una mostra di artisti emergenti giapponesi.  Abbiamo suggerito ad Arianna (la curatrice)  di pensare a qualche cosa di nipponico per restare in tema. Lei, dimostrando di avere iniziativa e talento è riuscita a farsi dare dei piccoli bonsai, delle cene  a base di pesce in un famoso ristorante, la stampa del catalogo e delle magliette create dagli artisti. Il suo “piano ricompense” è assolutamente coerente con  il tema dell’iniziativa .

5 – Stripe

Abbiamo scelto di processare le donazioni appoggiandoci a Stripe.. Per questo motivo chiediamo che il progettista apra un profilo sul sito di Stripe in   modalità business così può raccogliere cifre alte). Senza questo passaggio non è possibile  attivare la campagna perchè il sito non è collegato al conto corrente del progettista.

Il tempo che viene impiegato per caricare il materiale e metterlo a punto è poco.

In una settimana, ma anche meno, la campagna può andare online. Sempre che la parte offline sia stata programmata e definita con cura e, soprattutto, con anticipo, strategia e con una squadra di persone interessata e ben determinata ad avere successo.

Emanuela Negro-Ferrero  – www.innamoratidellacultura.it

 

 

 

Cultura e crowdfunding. L’Italia s’è desta?

Era il  2013 quando abbiamo proposto a Torino la piattaforma www.innamoratidellacultura.it inteso per essere  uno strumento semplice ed efficace per ottenere fondi per la cultura italiana in difficoltà. La risposta che abbiamo ricevuto da business angels, fondazioni,  investitori , incubatori, acceleratori e politici non è certo stata delle più positive.  In parte perchè erano già stati finanziati altri progetti di crowdfunding e in parte, soprattutto, perchè agli investitori non piace attendere anni per veder tornare indietro il proprio investimento.

Malgrado la assoluta mancanza di aiuti concreti e di fondi, ogni giorno di più abbiamo avuto  la conferma che quello che stavamo facendo era corretto. Dopo quattro anni  di lavoro  abbiamo la conferma che una piattaforma di  crowdfunding dedicata in esclusiva  alla cultura è quello che serve al nostro per aiutare chi si occupa di cultura ad uscire dalla crisi. E non solo.

E’ ampiamente dimostrato che il  crowdfunding oltre ad aiutare concretamente il progettista a raccogliere  il denaro necessario per realizzare le sue idee, aiuta le persone a costruire reti di rapporti attorno a sé e alla propria idea progettuale. Una campagna di raccolta fondi dal basso ha successo – prima di qualsiasi altro fattore – perché il progettista è riuscito a creare delle relazioni autentiche con le persone.

Queste relazioni , in un momento storico caratterizzato dalla disumanizzazione dei rapporti, sono  la ricchezza inestimabile che conferisce al crowdfunding  potere e velocità di trasformazione . Dalla crisi economica alla autorealizzazione.  Dalla mancanza di liberà alla possibilità di scelta. Questo  valore nel tempo, può  crescere e conferire al progetto o al bene quella stabilità economica e quel riconoscimento sociale che chi si occupa di cultura sa essere indispensabile e vitale.

Qual è il significato di una piattaforma dedicata alla cultura?

Le piattaforme di crowdfunding possono essere di due tipi: generalista o verticale. Una piattaforma generalista accoglie al suo interno progetti di tipologia varia. Tecnologia, viaggi, arte, scuola, innovazione, start up, campagne personali. Una piattaforma verticale accoglie al suo interno solo campagne ristrette ad un determinato ambito.  Ci sono piattaforme dedicate alla musica. Ai viaggi. Alla beneficenza . E quelle, come www.innamoratidellacultura.it, che sono dedicate interamente alla cultura.

LE CAMPAGNE DI CROWDFUNDING IN AMBITO CULTURALE SONO IL 35% DEL TOTALE DI TUTTE LE CAMPAGNE PUBBLICATE SUI PORTALI.

Questo dato ci ha convinti che la nostra strada era giusta. Una piattaforma di corwdfunding generalista infatti è una vetrina di progetti di varia tipologia che, per certi versi, può essere paragonata ad un Centro Commerciale. Gli utenti di una piattaforma generalista quando donano lo fanno perché qualcuno ha indicato loro che cosa scegliere.

Diversamente, gli utenti di una piattaforma verticale, sono persone che si, quando donano lo fanno perché qualcuno ha detto loro quale campagna devono  supportare.  Ma , per i loro interessi personali, fanno parte di una comunità che, se opportunamente coinvolta e gratificata, può arrivare a costruire una presenza affezionata attorno ai progetti proposti qualsiasi essi siano.

Siamo una comunità di #InnamoratidellaCultura

Quali sono i nostri obiettivi? Costruire una comunità di persone consapevoli, innamorate della cultura.  Offrire ai chi si occupa di cultura una vetrina d’eccellenza per investitori. Soprattutto stranieri perché abbiamo capito che qui, la strada da fare è ancora lunga. Vogliamo e i nostri #innamoratidella cultura siano fedeli alle nostre proposte e attivi e propositivi  nella raccolta fondi e nella diffusione dei progetti.  Abbiamo fatto esperienza e ci sentiamo pronti a crescere. Dal 2013 ad oggi abbiamo raccolto dati, analizzato le campagne definendo criteri per ogni tipologia, abbiamo ,verificato le procedure. Come tutti abbiamo commesso errori. Siamo stati hackerati . Copiati. Abbiamo messo tutto nel calderone per uscire con una ricetta nuova. Che ha il sapore della passione.

Qualcuno sa che cos’è il crowdfunding?

E’ partita la campagna di crowdfunding”; “ Museo diocesano ha aperto la campagna di crowdfunding”.  Ogni giorno leggiamo sui blog, sui giornali o ascoltiamo alla radio frasi come queste che abbiamo appena scritto.  Non siamo affatto sicuri che chi legge o ascolta, a meno che non sia un giovane nerd o un addetto ai lavori, capisca di che cosa si sta parlando.  La strada purtroppo è ancora lunga ma siamo fiduciosi che qualcosa potrà cambiare. Insistendo,lavorando insieme ai colleghi. Portando risultati. Con passione ed energia.

Emanuela Negro-Ferrero         www.innamoratidellacultura.it

 

 

Da Nord a Sud tutti i festival dedicati agli  #innamoratidellacultura

La rinomata  enciclopediaTreccani  definisce fèstival (alla fr. festivàl; raro festivale) s. m. [dall’ingl. festival ‹fèstëvël›, che è dal fr. ant. festival ‹festivàl› «festivo», lat. mediev. festivalis]. come:  1. Festa popolare, spesso all’aperto, con musiche, balli, luminarie. 2. Serie di manifestazioni e spettacoli, musicali, teatrali, cinematografici, per lo più periodici: fdella canzonefdel cinemail fdi SanremodiCannes, ecc. Con uso più partic., fscacchistico internazionale, manifestazione agonistica che comprende un distinto torneo di scacchi per ognuna delle varie categorie.

In estate, in giro per la penisola, di festival ce n’è veramente per tutti i gusti.

Partendo dal sud, la Sicilia, regione che dimostra sempre più la sua vena frizzante e creativa, in questi giorni si svolge  nella splendida e unica cornice di Taormina “Taobuk”, la  kermesse ideata  diretta da Antonella Ferrera dedicata agli   #innamoratidellaletteratura.

Il tema di quest’anno, “Padri e Figli” si sviluppa come di consueto in un fitto calendario di mostre, spettacoli teatrali, piece di danza e retrospettive cinematografiche. La cultura nelle sue differenti forme espressive unita alle suggestive location, prima fra tutte il Teatro Antico, insieme ai palazzi della Città e ai grandi alberghi rende Taobuk una meta perfetta per chi desidera unire l’amore per la cultura e una vacanza al mare. Il progamma è consultabile sul sito https://www.taobuk.it/edizione-2017/

Mi sposto in Campania dove, dal 30 luglio al 3 agosto a Pietrelcina (Salerno) si svolgerà la XIII edizione del Festival “Jazz sotto le stelle”. Il calendario ricchissimo di incontri offre  ospiti prestigiosi come Paolo Fresu e Uri Caine. http://www.jazzsottolestelle.it/

Il 2017 sarà un’edizione differente perché  Giuseppe De Nicola, instancabile promotore di Fondazione Ampioraggio http://www.ampioraggio.com/, ha deciso che una contaminazione fra musica e innovazione poteva creare un gusto nuovo, più ricco e interessante. De Nicola definisce il suo evento  “interferenza” e, non a caso, il titolo degli incontri “Jazz’Inn Interferenze tra Jazz e Innovazione richiama l’attenzione a un nuovo modo di entrare in contatto con la cultura.

Il manifesto pensato per l’occasione recita:

  • lo scopo delle giornate è quello di avere il tempo necessario per capire e far capire come l’innovazione crea valore
    2) l’invito è rivolto ad amministratori pubblici, imprese, startup, investitori e ovviamente agli amanti del jazz.
    3) Perchè un assessore, un’imprenditore o un’associazione di categoria dovrebbero venire ? Perchè offriremo loro le idee dell’ecosistema di Ampioraggio e proveremo a dare suggerimenti ai progetti che hanno in corso, ma anche per passare un paio di giorni inconsueti in una terra molto suggestiva, circondati da innovatori, buon vino e ottimo jazz, sotto le stelle di Pietrelcina.

A Roma, dal 17 luglio al 3 di agosto, si svolgerà il consueto “Luglio suona bene”,  manifestazione estiva di concerti sotto le stelle, che ogni anno presenta una selezione di grandi star internazionali e di nuove proposte originali. La location è meravigliosa. Si tratta della Cavea, lo spiazzo architettonico dell’Auditorium disegnato da Renzo Piano divenuto un sito centrale nella vita culturale dei romani e una delle mete turistiche più frequentate della capitale. Il calendario prevede ospiti come Jethro Tull, Nek, Fiorella Mannoia, Ezio Bosso, Carmina Burana, Philip Glass e molti altri artisti di fama internazionale. http://www.auditorium.com/eventi/festival/6174573/1497650400

 

Basta scrivere  Rolling Stones per capire che sto parlando del Lucca Summer Festival,  la manifestazione per #innamoratidellamusica che quest’annofesteggia iventanni e si svolge  dal 14 giugno al 23 di settembre  nel centro storico di Lucca, in Piazza Napoleone. Due mesi e mezzo di eventi musicali di altissimo profilo con i più importanti protagonisti della scena musicale del momento come, per esempio,  Green Day, Ms Lauryn Hill, Robbie Williams, Luis Fonsi e per finire i Pet Shop Boys ed i Rolling Stones. I biglietti? Tutto esaurito da tempo  ma, un giro turistico nel centro storico di Lucca vale sempre la pena farlo. Il calendario con il programma si può scaricare al link http://www.summer-festival.com/ .

Andare a Venezia è glamour e tutto quello che sa di cultura, dall’arte, all’architettura al cinema ha reso  famosa la città a livello internazionale. Bisogna attendere la fine di agosto per il Festival del Cinema di Venezia 2017. L’appuntamento, che quest’anno festeggia la  74esima edizione sta vivendo un momento d’oro, basti pensare che molti dei film presentati al Lido la scorsa edizione hanno conquistato premi e Oscar.  Per chi ama la settima arte e vuole mescolarsi alla folla di star, registi e #innamoratidelcinema, questo è un appuntamento veramente imperdibile. Venezia 74 darà il via alle danze con la cerimonia di apertura in agosto che si concluderà con l’emozionante cerimonia di chiusura e la consegna dei premi entro i primi dieci giorni di  settembre. Sul sito tutto quello che serve per partecipare http://www.labiennale.org/it/cinema/index.html .

Filosofi Lungo l’oglio

In Lombardia non potevo dimenticare il magnifico festival “Filosofi Lungo l’Oglio” che l’anno passato ha svolto una ottima campagna di crowdfunding sul nostro portale.  Festival Filosofi lungo l’Oglio è una manifestazione promossa dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio che si svolge, dal 2006, in numerosi Comuni compresi tra le Provincie di Brescia, Bergamo e Cremona, nei mesi di giugno e luglio. Ogni anno viene scelto un tema attorno al quale chiamare a discutere le figure più eminenti del pensiero contemporaneo. Il tempo trascorso ad ascoltare le lezioni magistrali dei pensatori – tutte ad ingresso libero – e a confrontarsi nei dibattiti che seguono gli incontri lascia spazio all’antica ruminatio favorita dall’ l’articolarsi «spaziale» del Festival: tra piazze, castelli, dimore signorili, cascine, sinagoghe, chiese, auditorium, teatri è il pensiero stesso a farsi nomade seguendo, idealmente, il percorso del Fiume Oglio. «Toccare» è il tema,  scelto all’unanimità dal comitato scientifico, composto da Ilario Bertoletti, Bernhard Casper, Piero Coda, David Meghnagi, Armando Savignano, Maria Rita Parsi, Amos Luzzatto, Anna Foa, Francesca Rigotti e Francesca Nodari. I prestigiosi incontri che  dal 5 giugno al 17 luglio avranno luogo saranno condotti da pensatori eccelsi come, per citarne alcuni,  Massimo Cacciari, Marc Augè, Marco Vannini, Michela Marzano, Alessandro Meluzzi. Il programma degli incontri si può scaricare al link http://www.filosofilungologlio.it/images/pdf/Programma_ed_2017_Toccare.pdf

Per finire, in Liguria,  il Teatro  Carlo Felice di Genova porta musica e spettacolo in giro per la città  e non solo. Per chi ha scelto di passare le sue vacanze al mare , sarà  possibile scoprire luoghi indimenticabili e teatri  all’insegna della grande musica. Il 2 di luglio la rassegna si apre alla Diga del Brugneto, parco dell’Antola  con “A bit of Italiano” archi del Teatro Carlo Felice & The Sonic Factory. Le tappe del festival toccheranno quindi Camogli, Castelvecchio di Rocca Barbena, Sanremo, Cervo, Ameglia , Bergeggi e Spotorno.  L’offerta spazia da Paganini con “L’onda del diavolo”  a concerti per archi e fiati. IL programma è consultabile al link http://www.carlofelicegenova.it/

L’elenco potrebbe continuare per intere pagine. Non c’è regione italiana che non offra festival culturali per allietare le serate estive. Danza, musica, storia, letteratura, teatro.  Questo tipo di rassegna piace alle persone e anche agli organizzatori. Guardando i vari siti ho letto che quasi tutte le rassegne sono ricche di sponsor privati.  Anche l’Unione Europea attraverso i bandi di Europa Creativa favorisce la realizzazione di festival  e la cooperazione fra enti culturali di stati diversi. Il crowfunding non è da meno ma, come per qualsiasi campagna, è meglio programmare la raccolta prima e non durante l’evento.

Emanuela Negro-Ferrero                               www.innamoratidellacultura.it

 

 

 

Collisioni

 

Festival Filosofi Lungo l’Oglio

 

Festival a Roma

 

Taobuk

 

Jazz Festival

 

Contributi

 

Crowdfunding

Crowdfunding culturale e audience development. Due facce della stessa medaglia?

Fioriscono bandi ed iniziative dedicate alla “audience develpment”.  Di che cosa si tratta? Perché se ne parla tanto? Traduco subito in italiano questi due termini anglosassoni come “sviluppo del pubblico”  consapevole che anche la traduzione, per chi non è addetto ai lavori, rischia di rimanere poco chiara. Il sito http://cultura.cedesk.beniculturali.it/link-europa-creativa.aspx?audience_development alla pagina di Europa Creativa  riporta una definizione abbastanza esaustiva.

Per Audience development si intende il processo strategico e dinamico di allargamento e diversificazione del pubblico e di miglioramento delle condizioni complessive di fruizione. Questa è la definizione ufficiale che troviamo nelle linee guida del Sottoprogramma Cultura e siamo partiti da qui perché il concetto di AD è vago: l’AD non è una disciplina specifica, anche se si nutre di tante discipline, tra cui il marketing culturale, l’antropologia e la comunicazione culturale e soprattutto di pratica. Tutto dipende dal “gioco linguistico” in cui lo inseriamo: “cultural participation”, “active spectatorship/citizenship, “audience building”, per esempio, sono alcuni dei tanti nomi che si riferiscono all’audience development….niente di nuovo, anche se qualcosa è cambiato: l’irruzione del nuovo paradigma delle ICT, la rivoluzione digitale e il web 2.0, dell’“era dell’accesso” hanno modificato decisamente la distribuzione e l’accessibilità dei prodotti culturali, inserendoli in un contesto multidimensionale in cui il pubblico diviene “creatore” di contenuti. La definizione suggerisce di ampliare e diversificare il pubblico: non si tratta, quindi, soltanto di rivolgersi al pubblico “fidelizzato”, ma anche di raggiungere pubblico nuovo, diverso, facendo i conti anche con le barriere economiche, sociali, psicologiche e fisiche. L’AD richiede tempo, proprio per questo viene definito spesso un “processo” pianificato, continuativo e, soprattutto, lungo”.

Come si traduce nella realtà questa definizione e ,soprattutto, come si applica e cosa implica l’attività di sviluppo del pubblico per un ente culturale?  Ancora, il crowdfunding culturale può essere considerato un’attività di “sviluppo del pubblico”?

Certamente si.  Se per un museo, un sito archeologico, un teatro lo “sviluppo del pubblico” è  riferito ai visitatori, per una campagna di crowdfunding  la  stessa attività sulle persone  è definita come “costruzione del crowd”. Cioè di quella folla di persone che il progettista intercetta e che, grazie  a un lavoro di coinvolgimento decisamente non casuale, trasforma in  sostenitori entusiasti e protagonisti affezionati.

Se quindi è stato compreso che l’attività di sviluppo del pubblico è identica, sia che si tratti di azioni portate avanti da un ente culturale che dal promotore di iniziative artistiche e culturali,  con che cosa abbiamo a  che fare?

Mi piace pensare all’ente culturale come ad un’azienda. Per vivere e prosperare l’impresa ha bisogno di clienti. Senza clienti che comperano i prodotti l’impresa fallisce.

Come fa un’impresa ad avere clienti e, soprattutto, come riesce a procurarsene  sempre di nuovi e quali iniziative deve mettere in atto per consolidare quelli già acquisiti? In pratica, come mette in atto un imprenditore delle azioni di “audience development”?

Nel mondo imprenditoriale, la ricerca del cliente coinvolge  ambiti sdiversi che e spaziano dal commerciale alla comunicazione, dalle pubbliche relazioni alla pianificazione e gestione.  Una volta individuato il prodotto o il servizio, per entrare nel mercato e guadagnare, l’azienda deve costruire  una strategia commerciale basata prima di tutto su una strategia di marketing.

Infatti, il cliente, visitatore o donatore, arriva e compera se prima è emotivamente coinvolto e quindi se è convinto ad acquistare.

Questo processo può diventare rapidissimo grazie al  digitale. Oggi, chiunque  desideri vendere, comunicare o promuovere i propri prodotti, può contare su strumenti estremamente mirati ed efficaci che, anche solo cinque anni fa,non esistevano.

La rete, con la sua velocità ed infinite opportunità, è terreno fertile e produttivo per chi sa sfruttarne le potenzialità.

Quante realtà culturali, pubbliche  e private sono in grado – o vogliono- approfittare di  questa miniera di opportunità che, nel caso specifico del coinvolgimento del pubblico, è veramente solo da mettere a reddito?

La cultura italiana sta iniziando  appena adesso ad utilizzare il digitale . Chi si occupa di cultura non è un imprenditore.  Il marketing, le pubbliche relazioni e il social media management sono mestieri e non si possono improvvisare.

Per attirare, coinvolgere e poi trattenere il pubblico bisogna sempre partire dalle persone.  E’ necessario intercettarle, convincere e, con i nominativi ottenuti, costruire elenchi di persone.  Costruendo quello che in gergo viene definito  database. IUn valore inestimabile per chiunque abbia bisogno di vendere per mantenere in attivo la propria impresa.

A cosa serve il database? Per contattare le persone e creare iniziative che rafforzano e  mantengono nel tempo la relazione.

Tutto questo lavoro, impegnativo e faticoso, per chi decide di condurre una campagna di crowdfunding è obbligatorio. Niente crowd niente    donazioni.

Musei ed enti pubblici italiani non ne hanno capito l’enorme potenzialità. Ecco perchè per loro,  attivare campagne di crowdfunding non si limita all’ ottenimento di  donazioni  ma piuttosto attirare, coinvolgere e trattenere il pubblico.

Fare cioè “audience development”.

Quella cosa di cui tutti parlano e che pochi sanno fare.

Emanuela Negro-Ferrero   www.innamoratidellacultura.it