Torino

marcatori archivi

Salone del Libro 2016 : itinerari culturali e culinari dedicati agli #innamoratidellacultura.

Torino è una città in ascesa.  Il New York Times la indica come una delle città italiane da visitare assolutamente. Non potrei essere più d’accordo. I ricordi grigi e nebbiosi di una città ritmata dalla Fiat sono sostituiti da immagini di colore e vitalità.

Non c’è mese dell’anno in cui non ci sia qualcosa da celebrare. Se aprile è dedicato al grande jazz internazionale, maggio è il must degli #innamoratidellalettura con l’ormai storico Salone del Libro organizzato negli spazi indstriali del Lingotto.

Per il Salone, la  città si riempie per cinque giorni di eventi. E’ il Salone OFF. Straordinario, Divertente. Che cosa può fare quindi un #innamoratodellacultura per trasformare la  visita in un’esperienza unica e straordinaria?
salone-del-libro-2Inizio con alcune informazioni basilari: per andare al Salone, lasciate l’auto parcheggiata e usate la metro. Partenza dalle Stazioni di Porta Susa o di Porta Nuova , la metro fa capolinea al Lingotto. Non si può sbagliare e, certamente, si evitano le code estenuanti per uscire dai parcheggi sotterranei.

Arrivati davanti al Lingotto, vi accorgete di avere un languorino allo stomaco? Vi piacciono i pasticcini? , Intendo quelli piccoli piccoli che si fanno mangiare come le ciliegie? Le famose bignole piemontesi ripiene di crema, cioccolato, con la crosticina di zucchero colorato… Il luogo perfetto  dove peccare  è Dany, Via Spotorno 4. #Mammamia.

Dovete sapere che il  Lingotto non è molto distante dalla collina. La collina torinese è molto vasta e racchiude la città dal lato del fiume. Per effettuare una visita a classica potete pensare di tornare in centro e salire in zona Gran Madre verso il Monte dei Cappuccini (dove ha sede il Museo Nazionale della Montagna e anche un eccellente ristorante con vista mozzafiato sulla città. Di rigore la prenotazione allo 011 6600302 ).

Potete anche optare per  una visita alla Villa della Regina  con merenda sinoira nel giardino della Cooperativa  Imbianchini e Restauratori di Via Lanfranchi ( 011 8190672). Un luogo fatato stretto in mezzo alle case: potrete mangiare sotto alla pergola se non piove, come a casa dalla nonna. La merenda sinoira è un’abitudine assolutamente torinese da provare almeno una volta nella vita: di che cosa si tratta? Segreto….

Il Giardino degli Imbianchini

Il Giardino degli Imbianchini

La zona di Piazza Vittorio Veneto è sede di una delle molte movide notturne. Sappiate che in questo periodo i  Murazzi sono ancora  chiusi. I Murazzi sono dei percorsi pedonali ampi che corrono lungo il fiume Po e che erano zona di divertimento notturno. Ora sono in restauro e per trovare vita vale la pena allungarsi poco distante in zona Vanchiglia. Partendo dalla Mole Antonelliana e percorrendo Via Montebello in direzione Corso Regina, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Locali, bar, ristoranti….Ma, dove vanno i torinesi?  Da Ala, Via Santa Giulia 24 (011 8172778),un locale in perfetto stile anni ’50 con il menù più ampio che  mi sia mai capitato di leggere.  Oppure da Magorabin, in Corso San Maurizio 61, (011 8126808).

Da non perdere a questo punto  la  visita alla Casa- Museo del famoso designer Mollino di Via Napione 2 ( prenotazione obbligatoria  0118129868.

Casa Museo Mollino- interno

Casa Museo Mollino- interno

Per  gli #innamoratidellartecontemporanea, percorrendo  Via della Rocca da Piazza Vittorio Veneto verso Corso Vittorio Emanuele, consiglio vivamente di perdersi nelle gallerie d’arte sempre aperte lungo la via. Volete  gustare un  aperitivo trendy? Il bar Pepe al 19 di Via della Rocca e, per il divertimento serale,  bastano pochi isolati per arrivare al quartiere di San Salvario , vero epicentro della movida giovane cittadina. Anche qui i locali si sprecano, è giusto sperimentare ma….dove va un vero torinese? In pausa pranzo, per gli amanti del cucinato in casa, in Corso Marconi 33 a poche centinaia di metri dal Castello del Valentino , c’è il minuscolo Cibo Container.

Un posto incredibile, ristrutturato da poco è il nuovo “Bagni Municipali” di Via Morgari 14. Un centro di quartiere dove si aggregano le persone, le associazioni e…alla sera si può mangiare pasta preparata in casa.! Obbligatorio prenotare 011 6688772 .

I Bagni Municipali e..la pasta fatta a mano!

I Bagni Municipali e..la pasta fatta a mano!

In zona, a pochi isolati  a piedi, non dimenticate di visitare la casa-museo dell’eclettico artista  Mario Molinari,  in Via Saluzzo 5. Per fissare l’appuntamento scrivere a  molinari-sculptor@hotmail.it sperando che , Pia, la vedova dell’artista sia in città per aprirvi le porte di questo magico appartamento.

Le zie di Mario Molinari ti attendono all'ingresso vestite di tutto punto

Le zie di Mario Molinari ti attendono all’ingresso vestite di tutto punto

E per dormire? Centralissimo curatissimo, è il b&b “Colazione in Piazza Castello”. Al numero 9 della piazza 011 207 6983. Affrettatevi, è una vera bomboniera!  Affacciato sul verde del parco del Valentino c’è l’Orso Poeta in Corso Vittorio Emanuele 10, 335 1486291.

Cinque giorni sono pochi per scoprire la Torino nascosta. Quella che ti prende il cuore e non ti fa più andare via. Il Salone è una buona occasione per assaggiarne la superficie. Per penetrarne il segreto, quello che ha permesso alla città e ai suoi cittadini di trasformarsi da grigi lavoratori a sfavillanti #innamoratidellacultura bisogna tornare e tornare e tornare….

Vi ho incuriosito? Ve ne dico un’altra: una fonte inesauribile di notizie preziose e curiose su Torino è la   guida scritta da Marcella Pralormo, direttrice della “Pinacoteca Agnelli” e grande conoscitrice – ed estimatrice – dei luoghi segreti della città. E’ in vendita su Amazon a 7 euro. Il titolo è  #WowTorino . Bellissima, esauriente, scritta per tutti noi , veri #innamoratidellacultura. #Love

Emanuela Negro-Ferrero – enf@innamoratidellacultura.it

“Luci d’Artista” a Torino inaugurano il mese dell’arte contemporanea

la_gran_madre_di_torino_di_notteLe attendevo con ansia. Ogni anno, quando le smontano, per me è un piccolo lutto. Parlo delle “Luci d’Artista”. Opere d’arte luminose create da artisti per abbellire Torino durante le lunghe e fredde notti invernali. Una felice intuizione dell’ex assessore alla cultura della città, Fiorenzo Alfieri, le “luci d’Artista” tornate a brillare ieri sera per il 18° anno consecutivo. La cerimonia di apertura è stata inaugurata dal “défilé” (creato da Torinodanza e dalla Biennale de la Danse di Lione nel 2014) in una nuova versione curata da Elena Rolla, figlia del famoso architetto. Il corteo di ballerini e musicisti – a cui si sono uniti i cittadini e i turisti – si è snodato per le vie della città: in Via Garibaldi troviamo “Lui e l’arte di andare nel bosco” di Luigi Mainolfi. In Piazza San Carlo troviamo un’opera di Nicola De Maria , “Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime” di Nicola De Maria. In Via Pietro Micca e Cernaia “Volo su…” di Felice Casorati e in Via Roma “Planetario” di Carmelo Giammello.
In tutto sono venticinque le luci che si accendono quest’anno, con sei novità, mentre l’opera simbolo è “Migrazione” di Piero Gilardi in Galleria Subalpina.
luci d'artista 2Quali sono le nuove installazioni? In via San Francesco d’Assisi “Il Mito” di Nello Ferrigno, una new entry arrivata da Salerno come anche “Mosaico”, di Enrica Borghi. In piazza Castello, dal lato di via Accademia delle Scienze, si trova un’altra nuova luce, “Mattang Lucente. La rete celeste di Gaia”, prodotta dall’Istituto Nazionale di Astrofisica per l’anno internazionale della Luce e ideata da Ugo Locatelli. Si tratta della ricostruzione luminosa di un antico “mattang” polinesiano, una mappa in bambù dei sistemi di correnti marine e venti, fabbricato dagli isolani per muoversi nell’arcipelago. Sono venticinque le luci che si accendono quest’anno, con sei novità, mentre l’opera simbolo è “Migrazione” di Piero Gilardi in Galleria Subalpina. E’ bello andare in giro per la città e scoprire le opere a mano a mano.

luci d'artista 1La mia preferita, da sempre, “Piccoli spiriti blu” al Monte dei Cappuccini. Una magia azzurra illumina come una corona il santuario rendendo la notte misteriosa e irreale. Dalla prossima settimana la città illuminata si riempirà di arte e di cultura. Giovedì inaugura Artissima. Sabato, ci sarà la consueta notte bianca con tutte le gallerie aperte per uno struscio colto, inusuale e divertente.Torino perde per qualche giorno la sua dignità riservata per diventare una allegra signora un po’ radical e un po’ chic. Quella delle Olimpiadi invernali. Indimenticabile.

Emanuela Negro-Ferrero – enf@innamoratidellacultura.it

Il nuovo Museo Egizio di Torino: very bello.

egizio 2Ce l’hanno fatta in tempo. L’inaugurazione oceanica è stata un  successo . Di pubblico, di folla. Di meravigliosi reperti e statue esposte al pubblico nel nuovo allestimento. Il museo, ampliato e rimodernato dopo la “cacciata” della Galleria Sabauda al nuovo Polo Reale, è pronto per diventare il “secondo museo egizio” al mondo. . Perché secondo e non primo? Vista l’imponenza dei restauri e la quantità di denaro impiegato per rimettere a nuovo l’intero immobile che ospita il museo, dal  nostro  punto di vista tanto valeva lavorare e impegnarsi per  essere primi. Credo dipenda dalla qualità dei reperti. Eppure la collezione torinese di statue raffiguranti Sekmeth non ha nulla da invidiare ad altri musei. Noi #innamoratidellacultura ci siamo stragoduti  il bagno di folla, vip, autorità, giornalisti e persone comuni e in giro in mezzo alle teche piene di oggetti interessanti ci siamo persi e ritrovati più e più volte.. Nulla di nuovo o di strabiliante.  Certo, pensavamo  avrebbero inserito qualche cosa di più multimediale, innovativo, esplicativo , educativo. Comunque l’insieme è  affascinante. Enorme. Maestoso. Faraonico? Si, anche.

Le mummie del museo egizio sono molte di più di quelle che vengono esposte

Le mummie del museo egizio sono molte di più di quelle che vengono esposte

Il  pezzo forte della visita rimangono le mummie.  Immobili davanti a quei corpi minuscoli fasciati stretti stretti ci siamo fermati a osservarne lo stato di conservazione. Perfetto.  Un commento? Avere questo museo nella propria città, In Italia,  è un atout non da poco. Auspicavamo un allestimento più c interattivo ,multimediale, scenografico. Qualcosa di istruttivo anche per chi, come noi, non è ferrato di dinastie ed epoche dei faraoni e vuole imparare divertendosi,  Siamo  dell’idea che la cultura debba essere adattata alla comprensione di tutti. Colti e meno colti.  Ad ogni modo, il vero  dato significativo è stato lo sbigliettamento pasquale e il buon incasso a conferma   una volta di più che investire in cultura conviene.

Ventotto ministri europei a Torino per celebrare la “settimana della Cultura”

shutterstock_beni culturali

Torino capitale. D’Italia. Poi capitale delle automobili. Oggi capitale della Cultura. Alle spalle dell’evento di oggi che vede riuniti nella magnifica cornice della Reggia di Venaria i 28 ministri europei alla Cultura, esiste un progetto. Lo dico meglio. La riunione di oggi, voluta dal sindaco Piero Fassino, è il risultato di anni e anni di progettazione attenta e accurata da parte di un gruppo di persone lungimiranti  unite nell’intento comune di riconvertire la città da  polo industriale a polo culturale. In parte l’operazione è riuscita e in parte no. O non ancora. D’altra parte è cosa nota che la Fiat novella FCA ha lasciato da tempo gli stabilimenti vuoti o semi vuoti e che l’attuale situazione non è che un contentino prima dell’addio finale.  Già, ma chi glielo dice agli operai e agli impiegati e alle aziende dell’indotto che le macchine a Torino non si fanno più. Che si fanno in posti dove costano meno? Ecco allora che l’ingegno sabaudo, la tenacia di noi “bogianen” ha partorito quello che sembra l’uovo di Colombo e invece altro non è che un po’ di sano buone senso. La cultura può dare posti di lavoro. Quanti non si sa. Molti non ci credono. Alcuni -infelici -insistono che con la cultura non si mangia.  Perché nell’immaginario collettivo chi fa l’attore o il ballerino, chissà perché, non lo fa proprio come professione. Fare cultura non ha per alcune persone  lo stesso valore di  fare, per esempio, il barista o il decoratore o il benzinaio. Questo sarebbe vero se gli artisti non pagassero le bollette. O non mangiassero.  Non è così. Fortunatamente c’è chi ci crede e chi, negli anni ci ha investito denaro pubblico e privato.  Ma i tempi delle vacche grasse  e dei famosi ” contributi a pioggia” sono finiti. Oggi in Italia si è consapevoli che la Cultura è un settore strategico ma, ahimè,  i soldi sono finiti. O meglio, la cifra destinata al Ministero dei Beni Culturali è talmente ridicola che non serve nemmeno in minima parte a coprire il reale fabbisogno richiesto per la conservazione, la tutela e la valorizzazione di un patrimonio così vasto. Che cosa avranno deciso oggi questi ministri riuniti? Lo sapremo dai bandi che usciranno prossimamente per Europa Creativa nell’ambito del programma Horizon 2020.  Io nel frattempo mi dedico al crowdfunding. Ci credo. Ci voglio credere. Magari adattandolo a un paese, il nostro, che non ha la mentalità del charity all’anglossassone ma che in questa direzione può crescere. E credere. E capire che tanta bellezza non va sprecata e, soprattutto, che è proprietà comune di tutti noi italiani .

Redazione – www.innamoratidellacultura.it