Lezione di crowdfunding

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Lezione di crowdfunding n° 32 : caricare sul sito la campagna.

Caricare la tua campagna di crowdfunding sul sito www.innamoratidellacultura.it è facile. Basta seguire i nostri suggerimenti e, nel caso, inviare una mail a progetti@innamoratidellacultura.it .

Sappiamo che per molte persone caricare per la prima volta la propria campagna di crowdfunding su un sito dedicato non  è nè semplice nè intuitivo.  Chi si occupa di cultura non si occupa anche di comunicazione e marketing e il digitale si sa, in Italia è ancora poco utilizzato. 

PASSO N°1 – EFFETTUA IL LOGIN

A questo link http://innamoratidellacultura.it/test/login/ vanno  inseriti  i propri dati e una password. Da custodire gelosamente per poter accedere alla propria campagna ogni volta che è necessario.

PASSO N°2  – CARICA LA CAMPAGNA SULLA PIATTAFORMA

Dando per scontato che l’idea sia già stata concepita, il primo passo per iniziare a costruire la propria campagna di crowdfunding inizia con il caricamento vero e proprio dell’idea sulla piattaforma.

La sezione PROPONI UN PROGETTO si apre su una pagina dedicata a questa funzione. La pagina  va compilata in tutte le sue parti ( dette campi)  è risulta suddivisa in sezioni molto simili a quelli che si devono  riempire quando si invia una mail. Se i campi  non vengono  completati la campagna non può andare online? Perchè?

Tutto quello che caricate, sia scritto che video o immagine, si vede. La vostra pagina deve essere il più possibile curata, ricca di informazioni, ben scritta, colorata e completa. Noi vi diamo uno spazio web e meglio  utilizzate questa opportunità e più possibilità avrete di raccogliere consenso, persone, amici, denaro, supporto… Ci avete mai pensato? Quanto vi costerebbe aprire un sito dedicato con sistema di pagamento integrato, dominio, hosting ecc?

1 – Il titolo

Sembra banale, ma il titolo è fondamentale per definire l a campagna. Ci sono delle regole? Si! Il titolo deve essere corto, incisivo e, possibilmente, descrittivo.  Il titolo della campagna è paragonabile a quello  di un film o di un libro e ne definisce il contenuto.  Definire la propria idea in quattro o cinque parole è difficile ma vale la pena provare. Magari facendosi aiutare dagli amici.  Infatti è  proprio da questo passaggio che il progetto prende forma e diventa riconoscibile e comprensibile anche da chi non ne sa nulla. Non avete idee? Il titolo non viene fuori? Abbiamo una persona dedicata che vi aiuta a mettere a fuoco l’idea. Don’t worry.

2 – Il testo

La sezione del sito riservata  al testo non riporta alcuna indicazione specifica e scrivere un testo accattivante, esplicativo, divertente e competo può essere difficile. Per questo quando vediamo una campagna caricata,  inviamo via mail uno schema testuale da seguire. Si tratta di una indicazione, una semplice traccia che suggerisce come suddividere il testo in piccoli paragrafi completati da una titolo.

Ogni campagna è un caso a sé e il testo, una volta caricato, viene revisionato, migliorato, smussato, trattato e, soprattutto, adattato ai requisiti SEO della piattaforma. Nel caso di #Sakai, la campagna che in questo momento è online, il testo descrittivo  è stato  rivisto in un processo a quattro mani. Le nostre e quelle dell’autrice della campagna, Arianna Bianciardi. Questa procedura si è rivelata nel tempo  molto utile perché consente sia a noi che al progettista di mettere a fuoco l’obiettivo della campagna e  di chiarire il goal economico,  i giorni di durata della campagna e il tipo di contratto più conveniente.

Tutto quanto viene concordato insieme. Noi suggeriamo e il progettista sceglie in libertà quello che ritiene più giusto fare. E’ con questa modalità di rapporto personale che siamo riusciti a costruire tanti successi.

Alcuni  progettisti lasciano i testi a metà, incompleti. Oppure scritti a stampatello, senza immagini. No!!!  In questi casi chiediamo di mettere a posto il testo e solo in un secondo momento  di definire con noi come renderlo adatto al web.

Una sezione importantissima è quella destinata al piano economico. Purtroppo questa sezione non è indicata dal sito e bisogna inserirla ricavando uno spazio all’interno della pagina. Magari arricchito con immagini, specchietti o elenchi di voci.

Perché inserire un conto economico? Le persone hanno piacere di sapere come verranno impiegati i soldi raccolti. Inserire uno schema, anche due righe, è sempre una buona idea.

3 – Le immagini

La pagina del sito chiede di caricare delle immagini e di inserirle all’interno del testo.  Indica anche di scegliere una “immagine guida” che avrà il compito di definire graficamente la campagna e renderla distinguibile . L’immagine guida dovrà essere utilizzata per tutta la comunicazione. Dalla locandina alle cartoline, i biglietti e il merchandising , la foto scelta diventa il marchio di fabbrica del progetto.  Per questo va selezionata con cura e selezionata  nel formato indicato perché altrimenti la pagina della campagna risulta diversa rispetto a quelle già pubblicate sul sito.

Noi facciamo l’editing finale e curiamo contenuti e forma grafica.Voi ci mettete i contenuti.

4 – Le ricompense

Quando si arriva a questo punto della compilazione, i progettisti si fermano. Il più delle volte ci Inviano una mail chiedendo come scegliere le ricompense. Quanto devono costare? Devo spedirle o se le vengono a ritirare?  Nel tempo, siamo arrivati a definire quello che riteniamo essere una linea corretta di selezione  delle ricompense. Basata su tre  pilastri fondamentali:   generosità , creatività , coerenza.

A – generosità: la ricompensa deve essere pensata con il cuore e dimostrare tutta la vostra gratitudine per l’appoggio ricevuto.

B – creatività: una vecchia regola definisce 8 le fasce su cui distribuire le ricompense. Dare alle persone un ventaglio ampio di scelta è un buon modo per incentivare le donazioni.

C – coerenza:  Sakai è una campagna ideata per raccogliere fondi per una mostra di artisti emergenti giapponesi.  Abbiamo suggerito ad Arianna (la curatrice)  di pensare a qualche cosa di nipponico per restare in tema. Lei, dimostrando di avere iniziativa e talento è riuscita a ottenere da un vivaio locale  dei piccoli bonsai, da un famoso ristorante sul mare delle cene  a base di pesce oltre alla  stampa del catalogo e di magliette create appositamente dagli artisti. Il suo “piano ricompense” è assolutamente coerente con  il tema dell’iniziativa . Ben fatto Arianna, arigato!

5 – Paypal

Abbiamo scelto di processare le donazioni appoggiandoci a PayPal. Per questo motivo chiediamo che il progettista apra un profilo su PayPal ( modalità business così può raccogliere cifre alte). Senza questo passaggio non possiamo attivare la campagna.

In quanto tempo la campagna può andare online?

Se tutti i passaggi indicati vengono seguiti correttamente in una settimana, ma anche meno, la campagna può andare online.

Sempre che la parte offline sia stata programmata e definita con cura e, soprattutto, con anticipo, strategia e con una squadra di persone interessata e ben determinata ad avere successo.

Emanuela Negro-Ferrero  – www.innamoratidellacultura.it

 

Lezione di Crowdfunding n°31 – 8 suggerimenti per un video che buca

Il video è la  parte essenziale di una campagna di successo. Le campagne che utilizzano il video generano  fondi con una percentuale del  114% rispetto a quelle senza.

E’ facile capire  il valore che possiede un video se lo utilizziamo per  condividere le nostre storie, ma creare un video impattante  non è semplice ed entrano in gioco molti fattori : c’è bisogno di risorse e attrezzature, di alcune conoscenze base su come effettuare le riprese e anche sul modo migliore di apparire in camera. Non siamo tutti professionisti e la questione video per molti è un gradino alto da superare.

Una delle principali sfide che molti progettisti  devono affrontare è proprio la  creazione del video.

In questo post voglio condividere  alcuni suggerimenti utili su come iniziare a creare i tuoi video e superare gli ostacoli, compresi quelli personali.

1 – L’attrezzatura

Inizio subito parlando di apparecchiatura video e audio. Questi sono gli strumenti necessari per ottenere un lavoro ben fatto e per raccontare la tua storia in un modo visivamente attraente.

Le opzioni disponibili sono centinaia e spaziano dall’Iphone ad una telecamera 3D. In effetti per realizzare il tuo  video, non ti serve molto: una fotocamera DSLR in grado di riprendere video HD, un treppiede, un microfono direzionale e una serie di luci per gli effetti.

Possiedi già l’attrezzatura? Benissimo, puoi partire subito! Non la possiedi? La puoi comodamente affittare.  Le apparecchiature video e audio possono essere molto costose. A seconda della qualità dell’apparecchiatura si spendono  facilmente migliaia di euro. Meglio quindi noleggiare l’attrezzatura. Inoltre, l’affitto di attrezzature è molto più conveniente se stai pensando solo di girare  un paio di video durante il fine settimana. Il discorso diventa diverso se per caso hai intenzione di impostare la tua campagna sulla produzione di mini video virali. In questo caso il mio suggerimento, se non riesci a fare da solo, è di farti aiutare da qualcuno che lo sa fare.

2 – La storia

Trova uno stile che ti piace e racconta la tua storia. Non sai come fare? Un po’ di ricerca in rete può portare molta ispirazione. Noterai che i video vengono girati in diversi stili cinematografici e ogni stile può dire la stessa storia in modo molto diverso a seconda del tono, del ritmo e del protagonista.  Fatti alcune domande. Che tono vuoi  avere? Triste? Dolce? Malinconico? Buffo? Anche la musica è importante e sottolinea ed amplifica  il tono della comunicazione.

Filming a horror movie. Female zombie holding clapper board. Cinematography. Halloween.

3 – Il montaggio

La post produzione è il vero laboratorio di costruzione del tuo video.Non sai farlo?  Prenditi  il tempo per imparare a utilizzare un  software di editing. Ci sono una varietà di opzioni come Final Cut Pro, Adobe Premiere e molti altri. Per esempio, potresti sapere che lo stile del tuo video e le tue esigenze tecniche possono essere realizzate con  iMovie o anche con un editor video di Iphone.

4 – Il protagonista

Nel video ci devi essere tu perché le persone vogliono vedere in faccia chi è il protagonista del progetto  a cui donano il proprio denaro.Non avere paura, la creazione di un video significa che hai il controllo assoluto su quello che vede il tuo pubblico. Sei tu che decidi quali sono le scene da inserire e certamente puoi far emergere il tuo lato migliore.

5 – I tuoi punti di forza

Gioca tutto sui  tuoi punti di forza. Hai una grande idea e questo è sicuramente il primo dei tuoi punti di forza. Sai chi sono i migliori venditori? Sono le persone che credono davvero nei loro prodotti. Quindi, quando parli della tua idea progettuale, fai emergere la tua passione. Solo così puoi convincere gli altri a sostenerti.  Usa colori e abiti che sai che ti stanno bene. La fotocamera può farti apparire diverso da quello che sei nella vita reale, per cui è importante prestare attenzione a cose come l’illuminazione e lo sfondo. La simpatia, l’empatia, la sincerità e la leggerezza sono tutti ingredienti chiave per rendere il tuo video interessante ed efficace.

 

6 –  Utilizza uno script

Andare a braccio non è una buona idea. Scrivi uno script e provalo per   assicurarvi che le tue inflessioni e la scelta delle parole siano naturali. È anche una buona idea memorizzarlo interamente in modo da non leggere mentre sei in camera.  Prova e riprova fino a quando diventa tutto naturale.

Lo script è una traccia scritta di ciò che dovrai dire

 

7 –  Parlare con una persona

Se sei nervoso all’idea di dover parlare nella telecamera usa lo stratagemma di parlare con una persona che conosci e di cui hai fiducia in modo tale da rendere le tue espressioni più realistiche e coinvolgenti. Il vantaggio aggiunto è che un amico di fiducia o un collega può darti feedback per modificare le cose che non funzionano.

 

8– Inserisci immagini e altre risorse visive

Ricorda inoltre che devi mostrare molto di più del  tuo solo volto nel video. Potresti includere altre persone che fanno parte del progetto,  illustrazioni, immagini, spezzoni di uno dei tuoi spettacoli o la breve ripresa del tuo film o del tuo balletto. Più metti insieme i pezzi e più ottieni visibilità

Le animazioni vanno bene ma

Questi sono i consigli base per creare un video ad alto impatto. Pensi di non essere capace?

Coinvolgi qualcuno che conosci e fatti aiutare! Il crowdfunding si basa sulla condivisione e sull’aiuto reciproco. Mettere su una squadra è il segreto del successo.

Buon lavoro!

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

Lezione di crowdfunding n°30. Costruisci il tuo pubblico.

Lo sapevi che una campagna di crowdfunding  quando viene lanciata deve avere già a disposizione il 30% dell’importo che ha deciso di raccogliere?

 

Prendere il via con denaro già raccolto consente ad altri donatori di acquistare fiducia quando decidono di dare il loro contributo al progetto. Un po’ come dire “se lo hanno fatto gli altri vuole dire che il progetto è interessante e quindi lo posso fare anche io”.

Per far partire bene la tua campagna di crowdfdunding il primo passo è costruire il tuo pubblico.

  • Costruisci la tua mailing list” . Costruire una lista di indirizzi email non significa è solo aggiungere dei nominativi al database. Vuol dire far crescere una comunità di persone attorno al tuo progettoper tutte le fasi della campagna, dal prelancio alla campagna vera e propria sino alla fase di consegna delle ricompense e ancora oltre.
  • Come accade per qualsiasi lancio di un prodotto, di uno spettacolo, di un libro o di un’idea, questo significa duro lavoro. Ma la ricompensa finale può essere altissima. Abbiamo verificato personalmente che una buona comunicazione tramite email può veramente far raccogliere denaro alla tua campagna: il tasso di conversion delle email è del 34%, più di qualsiasi altra forma di attività promozionale.

Mentre pianifichi la tua campagna prendi spunto da queste idee

  • Inizia subito lanciando una landing page per raccogliere indirizzi

La maggior parte delle campagne che raggiungono il loro obiettivo prendono quota appena sono state lanciate. Euna mailing list fatta bene è un forte impulso al successo. Quindi, prima di lanciare una campagna, è una buona idea creare una landing page con una sezione dedicata alla raccolta di email e, magari, un piccolo questionario. Le persone adorano i questionari! Con questa semplice tecnica si possono ottenere gli indirizzi email dei potenziali sostenitori e tenerli informarti ancora prima del lancio.

Una volta che la landing page è in linea, assicurati che le persone lascino il loro indirizzo email, che condividano sui canali social e che incoraggino amici e parenti a diffondere la notizia della campagna.

  • Raccogliere indirizzi email durante gli eventi

Ogni volta che sei presente a un evento, conferenza o incontro, porta con te un foglio su cui scrivere gli indirizzi  email delle persone che incontri, Se hai anche un tavolo, considera l’idea di offrire un regalino in cambio dell’indirizzo email.

  • Fai una lista “amica” dei tuoi attuali sottoscrittori

Non dimenticare che i tuoi attuali sostenitori possono diffondere le tue notizie.Includi una opzione “invia a un amico” e un tasto per la condivisione sui social. Una volta che la campagna è aperta, puoi sempre incentivare i tuoi sostenitori con una piccola ricompensa o un bonus.

  • Spingi le iscrizioni attraverso I canali social .

Mentre i post di traffico organico sono un modo eccellente per “ingaggiare” I tuoi fan, considera di investire un piccolo budget per aumentare la portata dei contatti.. Programma un tweet di promozione della campagna con inserito il link al modulo di raccolta delle email.  Oppure spingi dei post su Facebook che portino visitatori alla pagina “. Ricorda, la landing page deve conteneere un mix di contenuti  misti promozionali e informativi.

  • Organizza una chat su Twitter Host a Twitter Chat.

Una chat su Twitter avviene quando un gruppo di twittatori discutono di un argomento per un’ora intera..Cerca dove puoi trovare delle chat coerenti con il tuo argomento e lascia che si organizzino fra di loro. I twittatori delle chat adorano parlare con un nuovo ospite.

Offrire qualcosa aiuta a raccogliere indirizzi email

 

  • Offri qualcosa

Le persone ti danno volentieri il loro indirizzo mail se hanno indietro qualcosa e se lo scambio viene percepito come alla pari. Può essere una risorsa digitale come un e-book, uno screen saver, un video.

  • In ultimo, fai esperimenti

La sperimentazione è il cuore pulsante del  marketing. Prova nuovi canali per testare la performance. Prova diverse versioni della tua landing page per capire quale piace e interessa di più. Prova nuovi contenuti. Nuove ricompense. Questo tipo di approccio ti permette di ottimizzare le opportunità di raccogliere persone veramente interessate alla tua idea.

 

Emanuela Negro-Ferrero  www.innamoratidellacultura.it.

 

 

Lezione di Crowdfunding n° 29. Sette passi per avere successo.

Ieri pomeriggio, rispondendo al questionario per accreditare la piattaforma www.innamoratidellacultura.it al sito www.crowdf4culture.eu , mi sono venute in mente le tre domande che regolarmente mi vengono poste da chi deve iniziare un progetto di crowdfunding.

“ Quali sono gli elementi comuni che caratterizzano una campagna di assoluto  successo? Quale piattaforma è meglio per il mio business o  la mia campagna? Che cosa devo offrire ai miei donatori o investitori?”

Credo che le risposte possibili ed esaurienti siano sostanzialmente 7. Questo è il tema della Lesson di oggi. Imparare ad avere successo partendo dalle basi  e seguendo i passi.

Tip 1:  scegli con cura la piattaforma

Il primo passo, prima ancora di definire gli obiettivi della raccolta , è certamente quello di identificare la piattaforma.  Le piattaforme sembrano tutte uguali ma non è così. Le variabili sono molte. Generalista o verticale. Contratto keep it all oppure flessibile. In ogni caso scordatevi che sia la piattaforma a raccogliere al posto vostro. Questa è una leggenda metropolitana e può essere vera per progetti molto cool su grandi piattaforme americane o inglesi. Da noi è ancora tutto a carico del progettista. Altra differenza. La campagna è equity o reward? Ad ognuno la sua piattaforma.

Tip 2: Pitch e Storytelling

Le campagne con il video raccolgono di più?  Si,  per questo motivo  il video promozionale di una campagna di crowdfunding  va scritto e girato  seguendo determinati criteri.  Innanzi tutto è bene ricordare che il crowdfunding si esprime  online. Lo scopo del video è quello di catturare l’attenzione delle persone quando sono online e quindi sono iperstimolate e distratte da mille situazioni e contenuti.

Ecco perchè il video pitch deve contenere un messaggio costruito in modo tale che possa catalizzare l’attenzione dei “due cervelli” dei potenziali donatori e finanziatori: il cervello razionale e il cervello emozionale.

Il modo più efficace è quello di raccontare una grande storia il cui soggetto verte sui sogni e gli obiettivi del progettista oppure l’attenzione è focalizzata sul progetto e, soprattutto sui motivi che rendono il progetto appetibile per chi dona.

Tip 3: Focalizzarsi su ciò che può essere benefico per i donatori

Sembra un controsenso ma non lo è. La campagna di crowdfunding  serve a voi per raccogliere soldi ma il messaggio da veicolare deve essere  focalizzato sul far percepire vantaggi e benefici per il donatore.

Come si riesce a fare questo? Nelle campagne di tipo reward, un buon segnale viene dato dalle ricompense. Più sono curate e legate alla campagna e più aumentano le possibilità che le persone scelgano di donarvi il proprio denaro. Un buon sistema è certamente quello di chiedervi se, trovandovi al posto del donatore, vi piacerebbe ricevere quel tipo di ricompensa. Vi attira o vi annoia? Sembra pensato apposta per voi oppure assomiglia a un avanzo della cantina?

Nelle campagne di tipo equity invece è importante definire con chiarezza I termini di ciò che offrite a chi investe su di voi.

 

Tip 4:  Coinvolgere i sostenitori

L’errore più comune che viene compiuto da chi decide di lanciare una campagna di crowdfunding per la prima volta (sia reward che equity) è certamente quello di non coinvolgere adeguatamente il primo livello di sostenitori: amici, parenti,colleghi, conoscenti.

Quando parte la campagna  è fondamentale che i propri contatti siano avvisati e pronti a donare.  Una campagna che accelera rapidamente attira l’attenzione benevolente di persone che, magari non si sentono coinvolte ma, se opportunamente stimolate,  possono diventarlo perché verificano il successo dell’idea o del progetto.

 

 

 

 

Tip 5: il potere dei grandi donatori

Che cosa succede una volta che i donatori di prima fascia hanno donato? Come fare per ottenere nuove donazioni? Un metodo infallibile, è quello di analizzare ed elencare con attenzione prima che la campagna vada online, quali sono i potenziali grandi donatori. Possono essere persone oppure aziende intenzionate a sponsorizzarvi. Non si può sapere chi fino a quando non lo si contatta. Il grande donatore spesso non sa nulla di voi e del vostro progetto. Ecco perchè è importante coinvolgerlo e fare il possibile per presentare la propria idea e I vantaggi che derivano dal sostenerla. Il mio suggerimento è quello di creare ricompense speciali, dedicate a fasce alte di donazione e con un alto potenziale di gratificazione.

Per le campagne equity funziona allo stesso modo. E’ sempre ottimo trovare un potenziale investitore prima di andare online.  Questo evita la desolazione della campagna a 0 donazioni e invogli altri potenziali donatori a intervenire.

 


Tip 6: pianificazione marketing e strategia di comunicazione

Le piattaforme di crowdfunding non raccolgono soldi. Punto.  Indipendentemente dalla piattaforma, I risultati che si ottengono sono proporzionali allo sforzo e all’attenzione che si dà  alla piattaforma e a come si è  in grado di collegare gli sforzi di raccolta fondi sia online che offline.

Nel caso di campagne lanciate su  piattaforme di crowdfunding di tipo reward, i progettisti impiegano mesi a pensare e poi a costruire la parte strategica di marketing e la comunicazione della propria campagna. Sanno che nella pianificazione devono tenere conto di costi fissi per spingere la campagna e anche per gestirla. Nulla si ottiene per caso, sempre più persone lo hanno capito e quando partono con la campagna sanno cosa devono fare.

Nel caso di campagne equity, il grosso del lavoro è focalizzato sulla strutturazione dell’offerta e sulla costruzione di solidi contratti  legali .In tutti e due i casi la presentazione è fondamentale per attirare investitori.

 

Tip 7:  osservare i dati

In tutto il mondo il mercato del crowdfunding sta crescendo vertiginosamente. In Italia un po’ meno ma i dati sono confortanti.

Questo significa che ci sono più piattaforme, più progetti e che le persone sono soggette oggi più di ieri a continue sollecitazioni da parte di progettisti, Start Up e imprese.

Nel crowdfunding di tipo reward, proviamo a pensare che l’obiettivo di raccolta sia di 50.000 euro.

Se è vero che la cifra media di donazione sia americana che nazionale si attesta sui 25$, presumendo un tasso di conversione dei visitatori che possono finanziare la vostra campagna  del 3% , ci vorranno 66,000 persone sul web che, al tasso indicato si traducono in 2000 donatori attivi.  Questo significa ottenere tantissimo traffico nei 45 giorni della campagna e moltissimi donatori. Un modo per ovviare è quello di inserire delle ricompense per cifre più alte. Ma devono essere allettanti altrimenti nessuno le sceglie.

Nel crowfdfunding di tipo equity è possibile ottenere pochi dollari da moltissimi investitori . Nel caso di 500.000 euro sono sufficienti 50 investitori da 10.000 euro per raggiungere l’obiettivo.  Perché è più facile trovare molti investitori da 10.000 che uno o due da 100.000 o 200.000.

Per concludere, è evidente che il crowdfunding ha già trasformato e continuerà a trasformare le regole dell’investimento e del fundraising.  Mi aspetto che il mercato,  che in Italia sta maturando, nei prossimi anni aggiunga strumenti di finanziamento dal basso anche per l’immobiliare e  la sanità. Prima lo capiamo e meglio sarà per tutti.

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it