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24 agosto 2016. La nostra grande bellezza ridotta in polvere dal terremoto.

I terremoti sono un fenomeno naturale che avvengono nella parte più superficiale del nostro pianeta. Le rocce che formano la crosta e il mantello superiore subiscono continuamente giganteschi sforzi risultato di lenti movimenti tra le grandi placche in cui è suddiviso lo strato più superficiale della Terra, come se fosse il guscio incrinato di un uovo.

Questi  movimenti sono prodotti dai moti convettivi del mantello che  trascinano le placche e le spingono creando  sforzi intensi quando sono  vicini ai confini che ci sono tra le placche stesse, come per esempio in Italia e in generale in tutto il Mediterraneo, e ridotti  al loro interno, come succede nel aree geografiche del Canada e  dell’Africa centro-occidentale

 

 

L’Italia si trova al  margine di convergenza tra due grandi placche, quella africana e quella euroasiatica. Il movimento relativo tra queste due placche causa  grandi accumuli di energia  che, quando viene rilasciata, si trasforma in  terremoti di varia entità.

L'aquila

L’aquila

I terremoti del passato

Osservando la mappa dei terremoti italiani dall’anno 1000 al 2006 (http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11/),  si può  vedere che i terremoti spesso si ripetono  in zone già colpite in passato. Gli eventi storici più forti si sono verificati  nelle Alpi orientali e lungo gli Appennini centro-meridionali, dall’Abruzzo alla Calabria e in Sicilia. Ma ci sono stati terremoti importanti anche nell’Appennino centro-settentrionale e nel Gargano. Dal 1900 ad oggi si sono verificati 30 terremoti molto forti (Mw≥5.8), alcuni dei quali sono stati catastrofici.Il più forte tra questi è il terremoto che nel 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria. Eppure, poco o nulla è stato fatto dai vari governi per prevenire i danni causati dal terremoto 

terremoto nel Belice

terremoto nel Belice

La grande bellezza in polvere potrà mai essere ricostruita?

“Amatrice non c’è più”,  questa è la frase che ovunque si può leggere e sentire su  giornali, tv e internet in relazione alla devastazione causata dal  terremoto che ha devastato il centro Italia pochi giorni fa . A cinque  giorni dal sisma il bilancio è drammatico: sono 291 i morti accertati e 2500 gli sfollati tra Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e Pescara del Tronto.   Secondo il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact), solo ad Amatrice, dove sono crollate 8 chiese, sarebbero presenti 3.000 opere di valore culturale e artistico. I danni molto gravi sono quelli prodotti dai crolli  che hanno scoperchiato le chiese, i palazzi. Leggo sul sito del Sole24 ore che  una prima mappatura fa emergere questi danni enormi nel centro di Amatrice, ad Accumoli, ad Arquata del Tronto, qualcosa anche a Norcia e nelle  centinaia di borghi intorno ad Amatrice, oltre che nella città stessa naturalmente.

Amatrice, si scava dopo il sisma

Amatrice, si scava dopo il sisma

Una lunga storia di terremoti 
Terremoto del Belice: 14 gennaio 1968, una forte scossa del nono grado della scala Mercalli colpisce la Sicilia Occidentale provocando 360 vittime e più di 57mila senzatetto.

Terremoto in Friuli: Il 6 maggio 1976, alle ore 21, una scossa di magnitudo 6,4 della scale Richter colpisce il Friuli, il numero delle vittime fu di 939 e 80mila i senzatetto. 

Terremoto in Irpinia: Il 23 novembre 1980 una forte scossa di terremoto (6,5 scala Richter) interessa l’Irpinia, in provincia di Avellino, causando 2914 morti e oltre i 400mila senzatetto.

Terremoto in Umbria e Marche: Il 26 settembre 1997 due scosse di magnitudo 6 della scala Richter colpiscono l’Italia centrale, le regioni di Umbria e Marche. Le vittime furono 11 e circa 40mila i senzatetto.

Terremoto del Molise: Il 31 ottobre 2002 una scossa magnitudo 5,4 della scala Richer in Molise, i morti furono 30, tra questi 27 bambini rimasti vittime dal crollo della scuola elementare di San Giuliano di Puglia.

Terremoto dell’Aquila: Il 6 aprile 2009 un terremoto di magnitudo 5,9 scala Richter con epicentro a 8 km dalla superficie rade al suolo la città dell’Aquila provocando 308 vittime.

Terremoto in Emilia Romagna: Il 20 maggio 2012 una scossa di magnitudo 5.9 interessa il nord Italia nelle province di Ferrara, Modena, Mantova e Bologna, seguito da un nuovo evento sismico di magnitudo 5,8 il 29 maggio 2012 nella provincia di Modena. Tra la prima e la seconda scossa le vittime che si contarono furono 27.

Come sono andate la ricostruzioni? 

Terremoto-Amatrice-351-2

Il bilancio è infausto: in  meno di cinquant’anni possiamo contare quasi cinquemila morti, oltre 500 mila sfollati e 120 miliardi di euro di soldi pubblici spesi per ricostruire. Ma si è mai veramente ricostruito?  Navigando in rete scopro che  solo il Friuli è, forse, l’unico caso positivo di post terremoto. Il   Governo Moro nominò il giorno dopo il sisma  un commissario straordinario ad hoc e le azioni intraprese portarono alla  ricostruzione di tutto, dalle case alle Chiese alle fabbriche e  a metà anni ’80 gli ultimi sfollati tornarono nelle loro case.  Il post terremoto dell’Irpinia e  quello del Belice, segnano  la più grande sconfitta di un’amministrazione statale, e di quelle locali, incapaci di gestire la ricostruzione nonostante il fiume di denaro messo a disposizione.

Lo sapevate che ancora oggi  nonostante paghiamo ogni volta che facciamo carburante 4 centesimi di euro per litro, non si è riusciti a completare i lavori e i fondi stanziati sono “evaporati” altrove ?   A l’Aquila le persone vivono ancora, dopo sette anni, nei moduli abitativi provvisori della New Town voluta da Berlusconi.

Siamo pronti alla ricostruzione?

Sapendo che l’Italia  da nord a sud si trova esattamente sul confine che divide la placca Africana da quella Euroasiatica  e che i terremoti inevitabilmente continueranno ad esserci anche in futuro sarebbe il caso di varare seriamente un piano antisismico  smettendola di strombazzare a disastro avvenuto. 

Mi sento di cosigliare una visita a Gibellina,  dove il grande artista Alberto Burri ha realizzato il “Cretto”  un monumento all’orrore, composto dalla vie e dai vicoli della vecchia città spazzata via dal sisma. Un tentativo di congelare la memoria storica, e in un certo qual modo di mantenere viva l’identità del paese.

Oggi esiste la prima urgenza che è quella dei medicinali, dei viveri, degli abiti e del denaro per dare assistenza e conforto. un domani nemmeno troppo lontano sarà necessario raccogliere fondi per ricostruire. Come è stato fatto ad Assisi. Dopo il sisma del 1997, dieci anni e 37 milioni di euro dopo gli affreschi del Cimabue sono stati restituiti all’umanità. Perchè l’Italia di cui noi poco ci curiamo e ci occupiamo non è nostra. La sua straordinaria e unica bellezza appartiene a tutta l’umanità e ai nostri figli a cui lasceremo un’eredità pesante da gestire.

Iniziare a raccogliere fondi, questa è una bella idea. Possiamo pensare di iniziare da  qui.

 

Emanuela Negro-Ferrero   enf@innamoratidellacultura.it

 

Consigli per le visioni – “Yuri, l’uomo più lento del mondo.”

☛ Venerdì 11 Luglio, ore 21.00.
☛ SAVE THE DATE!

Perché al Borgo Medievale Torino vi aspetta la proiezione di un film molto speciale. Innamorati della Cultura presenta “Yuri, l’uomo più lento del mondo“, opera del regista Alessio Fava, prodotta da Max Chicco.

Ma chi è Yuri? Beh, Yuri di cognome fa Esposito ed è un giovane uomo affetto da una patologia sconosciuta che rende i suoi movimenti lenti. Tutto il suo mondo è lento. I pensieri, le parole, i gesti sono lenti. Yuri ha una moglie che lo ama, riamata, e moltissimi amici. Yuri sta per diventare padre. La paura di non farcela a reggere questa responsabilità lo porta a provare una nuova terapia sperimentale che lo trasformerà. In meglio? In peggio?

Dopo gli applausi alla 70° Mostra del Cinema di Venezia e la successiva presentazione anche ai Festival di Torino  e Stoccolma, oggi il film vuole approdare anche nelle sale e per farlo ha scelto il crowdfunding.

“Il mio grande desiderio” – sostiene il regista – “è che questo film possa uscire nei cinema e che possa condividere con il pubblico questa storia semplice dalle molte sfaccettature e dai molti significati: ognuno di noi potrà riconoscersi, ridere o piangere. Yuri Esposito è come me e come voi.”

Su Innamorati della Cultura potrete scoprire tutti i dettagli riguardanti il progetto, che ha già raggiunto oltre 4.000 euro sugli 8.500 di obiettivo. Questo, grazie a tanti innamorati. Avanti tutta e viva la Cultura!

Ecco un’anteprima di questa magica favola da non perdere:

Se accettassimo un diverso ritmo del tempo, cosa accadrebbe alle nostre vite? Se volete una risposta, venite a cercarla domani. Quasi sicuramente, la troverete.

PS. La proiezione è gratuita e aperta a tutti gli innamorati della Cultura e ai loro numerosi amici.

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

Crowdfunding… Eh? Digitalizzazione… Boh!

È un dato certo, certissimo. In Italia siamo in ritardo su tutto. È vero, c’è la crisi, ma come la mettiamo con la digitalizzazione del paese? Delle persone? Da un lato, abbiamo la banda larga che non c’è e la connessione che latita; dall’altro ci sono gli studenti italiani che, secondo il Ministro Franceschini, sono degli assi di Storia Medioevale, mentre secondo il Presidente di Google sono delle scarpe in informatica.

E poi c’è la realtà nuda e cruda, quella davanti agli occhi di tutti.  Se non ci diamo una mossa, finiamo veramente peggio dello Zaire. Posso giurare che è vero. Innamorati della Cultura è online da circa due mesi, funziona e raccoglie. Ma raccoglierebbe molto di più se non avesse avuto la pessima idea di  1 – definirsi crowdfunding invece di colletta e 2- chiedere ai donatori di versare gli importi usando la carta di credito. Pare che per molti  sia un po’ perverso attivare un sistema di pagamento online semplice, certificato da PayPal e tutto in chiaro. Il donatore italiano non ci sta. Prima ti chiede se può versare cash oppure fare un bonifico, poi si rassegna e versa, ma controvoglia. Molto di più al Nord che al Centro-Sud. Molto di più uomo che donna. Molto di più laureato che non. Incuriosita dai commenti ricevuti dagli utenti e dai Creatori di progetto sono andata a guardare un po’ di dati, quelli che a mio avviso dovrebbero essere forniti dai giornali al posto dei risultati delle partite di calcio.

Magari, a furia di sentirsi dire che la digitalizzazione ci può portare fuori dalla crisi, qualcosa cambia; perché se non cambia sono guai peggiori di quelli che già abbiamo. Gli italiani lo sanno? Quelli degli 80 euro al mese sono informati? Sono a conoscenza del fatto che dovrebbero pretendere di utilizzare una parte di quei soldi per pagare una buona connessione e uscire dal buio? Questa volta i miei dati parlano di turismo, perché con la Cultura il turismo ha molto in comune. Secondo  i numeri emersi dall’ultima rassegna internazionale del turismo, viene tracciato un identikit interessante del turista 2.0 negli ultimi 12 mesi. Il 91% dei viaggiatori prenota online un servizio o prodotto legato al viaggio. Il web è considerato il canale più  sicuro per cercare informazioni sull’offerta turistica e ricettiva. Il 99% dei possessori di smartphone e tablet si collega alla rete tramite device mobile mentre è in viaggio e il 47% utilizza un’app per pianificare, prenotare e informarsi. Eppure, recenti studi pongono l’Italia al penultimo posto nella classifica dei 20 paesi in cui gli alberghi offrono gratuitamente l’accesso alla Rete tramite wi-fi. Lungo la Penisola, solo il 53% degli hotel è Internet Friendly, mentre la media nazionale offre il servizio a un costo orario di 3,48 euro. Sono dati desolanti, che potranno essere superati solo attraverso la formazione e una buona informazione.