Il Contratto della Montagna

storia

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IL PROGETTO

Il Contratto della Montagna, nato per celebrare il 70° della Resistenza e della Liberazione, è un progetto che ha radici proprio nel territorio in cui il Contratto è nato e aspira ad  essere in qualche modo un modello atto ad offrire strumenti di riflessione per affrontare la crisi e proiettarsi  nel futuro.  Si svilupperà localmente nell’estiva 2014 attraverso laboratori e incontri creativi e divertenti. Porterà ad una forma di teatro esperienziale che  vuole essere partecipato e condiviso. Avrà luogo in un contesto originale quale una fabbrica dismessa, il Lanificio Botto, già Cotonificio Poma, di Miagliano (Biella). Questa modalità partecipativa rappresenta una novità per il territorio ed esperienza di grande valore sociale e culturale. Ma il nostro desiderio è di uscire dai confini locali per raccontare una pagina di storia poco conosciuta: un patto che ha favorito gli incontri tra persone (operai, industriali, sindacalisti e  partigiani) permettendo  un incredibile accordo tra le parti malgrado le condizioni difficili dei tempi in cui si concretizzò: un conflitto mondiale in atto, il pericolo, la precarietà, la fame, l’assenza di prospettiva futura. La fabbrica è il luogo in cui si snoda la vicenda delle prime lotte operaie dopo vent'anni di dittatura fascista. Le difficili condizioni imposte dalla guerra spingono le maestranze delle fabbriche del biellese, in gran parte femminili, a incrociare le braccia per chiedere "pane e pace", rispondendo agli scioperi del marzo '43 a Torino e Milano, città ancor più provate dal conflitto. Sotto le richieste materiali si cela una rinnovata tensione sociale e politica, che reca in sé i germogli dell'Italia democratica e civile del dopoguerra. Rivivremo quindi la scrittura del Contratto della Montagna, scritto clandestinamente tra operai, industriali sotto l’occhio vigile dei partigiani,  in una zona appartata sulle montagne biellesi; un accordo sindacale, una semplice paginetta, prima e unica in Europa in tempo di guerra e sotto l'occupazione nazista, che prefigura, con notevole anticipo sui tempi, conquiste fondamentali, quali la parità salariale uomo-donna. Dunque il Contratto diventa non solo un accordo tra industriali e operai, ma molto di più: diventa l'affermazione che confronto e pluralismo, coesione ed inclusione, migliorano le società, in continua evoluzione.

CHI SIAMO

Storie di Piazza è un’associazione culturale che si occupa di memoria. Ci chiamiamo Manuela, Franco e Maurizio e dal 2005 svolgiamo attività di ricerca e utilizzo di luoghi non convenzionali attraverso il teatro, la musica, la multimedialità e i video. Portiamo in scena elementi significativi della storia locale. A.N.P.I., l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, attraverso il suo comitato provinciale biellese, ci ha incaricati di mettere in scena il Contratto della Montagna. Unendo i diversi obiettivi associativi stiamo realizzando un evento coinvolgente e di forte impatto sociale. Il lavoro è enorme ma permetterà al territorio di sperimentare nuove forme di comunicazione e creatività. La frase di riferimento che ha animato Storie di Piazza in questi anni è stata una citazione da Italo Calvino da Le città invisibili: “Ogni volta che si entra nella piazza ci si trova in mezzo ad un dialogo”. Ancora oggi pensiamo che valga la pena di raccontare storie, quelle che ci accomunano, quelle che generano ricordo, creano radici, identità e ci permettono di guardare verso il futuro, con la consapevolezza che i tempi cambiano, ma solo la coesione e la volontà possono trasformare un destino. Partecipano alla realizzazione anche altre associazioni culturali che per volontà e passione lavorano in compartecipazione.

COSA AVRAI IN CAMBIO

Per chi ha deciso di abbracciare "Il Contratto della Montagna" e di sostenerlo abbiamo pensato a degli omaggi personalizzati che possano permettere al sostenitore di conoscerci meglio e se vuole anche di venirci a conoscere in loco. Ci saranno biglietti ridotti, possibilità di soggiorno, libri, DVD e anche una visita guidata al Lanificio proscenio dello spettacolo e al primo villaggio operaio d'Italia sito a Miagliano. Il Biellese è un territorio poco conosciuto ma ricco di sorprese! Approfondisci le possibilità in dettaglio sul portale IDC.

PERCHE CERCHIAMO IL FINANZIAMENTO IN CROWDFUNDING?

Il supporto della Presidenza del consiglio dei Ministri e altri finanziamenti pubblici e privati ci hanno consentito di raggiungere il traguardo dei 20.000 €. Ma non bastano : per far sì che il progetto si realizzi con tutte le sue ricerche, i suoi laboratori gratuiti, i suoi attori, musicisti, artisti e per poter pagare stipendi e costi, c’è bisogno di almeno altri 10.000 €.

Ecco un riepilogo dei costi :

Artisti, tecnici e musicisti, Enpals e Siae, per laboratori gratuiti e spettacoli

€ 13.000

Amministrazione, segreteria e coordinamento

€ 2.500

Tecnica, agibilità, sicurezza, affitti e assicurazioni

€ 5.500

Allestimenti, materiali e spese vive

€ 3.000

Video, grafica, comunicazione e web

€ 4.000

Viaggi, pasti e soggiorni

€ 2.000

Totale

€ 30.000

Il sostegno di tanti diventa dunque indispensabile per poter portare a compimento il progetto. Confidiamo anche nel tuo contributo.

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