Press - Innamorati della Cultura

Le News

Crowdfunding Italian Culture

A Cortona per il restauro della fortezza del Girifalco si punta a crowdfunding e ArtBonus

Appena partita, la campagna sta già raccogliendo velocemente. L’obiettivo parziale è di 25.000 euro per la messa in sicurezza. Ma il grande sogno supera il milione e mezzo di euro

Cortona, la Fortezza del Girifalco
Cortona, la Fortezza del Girifalco

Il restauro della Fortezza del Girifalco di Cortona è un progetto ambizioso, non solo per la cifra da raccogliere ma perché non si tratta di un restauro fine a sé stesso. La fortezza, una volta terminati i lavori, verrà riconvertita per essere utilizzata come accademia internazionale dedicata alle arti visive. Nell’idea dell’Associazione culturale promotrice, il CIDA, Cortona Image Design Academy, dovrà  portare nuova vita, progetti  ed energia alla città toscana e, come già accaduto in Italia con esempi virtuosi come il restauro della Reggia di Venaria, questa nuova visione potrà far diventare Cortona polo attrattore di turismo, innovazione, creatività  e lavoro per giovani provenienti da tutto il mondo.

Cortona, la Fortezza del Girifalco
Cortona, la Fortezza del Girifalco

I BASTIONI E IL PALAZZO DEL CAPITANO
La cifra definita come primo obiettivo da raggiungere – e superare – per  il crowdfunding – aperto sulla piattaforma innamoratidellacultura – è di 25.000: per tutte le offerte, c’è uno sgravio fiscale del 65% da suddividere in tre anni, derivante dall’Art Bonus.
Questi primi fondi saranno indispensabili per mettere in sicurezza alcune parti dell’edificio e renderle fruibili. Ma la vera sfida punta molto più in alto. Il progetto di restauro per i bastioni di S. Egidio e S. Giusto ha ottenuto l’approvazione della Sovrintendenza e quel recupero porterebbe alla rinascita di una parte della fortezza, il magnifico Palazzo del Capitano.  Uno dei bastioni del Girifalco è già stato rimesso in sesto anni fa grazie all’intervento di Montepaschi e del Comune di Cortona e, oggi, ospita l’associazione Orlando presieduta dalla moglie del  cantante Jovanotti.

GLI APPUNTAMENTI ESTIVI A CORTONA
Intanto, l’estate a Cortona sarà ricca di eventi a cielo aperto destinati a tutta la cittadinanza e ai turisti:  il 16 luglio inaugurerà  il festival internazionale della fotografia “Cortona On The Move” giunto alla sua  sesta edizione. Fino al 2 di ottobre sarà possibile assistere a decine di mostre e di eventi, workshop, letture portfolio, il Circuito OFF per i talenti emergenti, il premio Happiness on the move e molto altro ancora. Con l’auspicio che il festival possa essere un’occasione per far conoscere al pubblico l’iniziativa di raccolta fondi in corso.

Emanuela Luisa Negro-Ferrero

2017. Cresce Il crowdfunding culturale in Italia

Ol 2016 è stato l’anno in cui in Italia si è tornato a parlare di mecenatismo culturale. Anche grazie all’introduzione di un credito d’imposta tra i più favorevoli in Europa quale l’Art Bonus, si sta delineando un nuovo donatore 3.0 che usa il web come canale per effettuare donazioni, anche di piccole somme, rendendosi sempre più partecipe alla vita culturale della comunità. Dall’ultimo rapporto a cura di Marta Mainieri – Mappatura delle Piattaforme Collaborative (2016) – emerge che il 9,4% delle piattaforme italiane di crowdfunding si occupa verticalmente di cultura, una categoria ancora giovane che si è resa visibile nelle statistiche solo dal 2014.

Innamorati della Cultura è una piattaforma nata nel 2013 con la volontà di creare una comunità di veri e propri attori culturali e non di semplici donatori. La piattaforma ha una percentuale di chiusura dei progetti del 25% per una richiesta digrant che si aggira tra i 15.000 e i 20.000 euro e una donazione media intorno agli 80 euro. Nel 2016 ha seguito 16 campagne online chiudendone sei. Tra le più importanti “Fai volare il Grifalco”, campagna sostenuta dall’associazione Cortona On The Move che prevede il restauro di un bene storico attualmente inutilizzato e la creazione di un’Accademia Internazionale dedicata alle Arti Visiveal suo interno. Secondo l’esperienza della sua fondatrice, Emanuela Negro Ferrero, il tema principale su cui devono ragionare le organizzazioni culturali che si affacciano a questo mondo è la creazione di un crowd: “il crowdfunding è una prova di leadership, i progettisti non devono pensare semplicemente a reperire fondi, ma piuttosto devono pensare a come costruire e conoscere il proprio pubblico per far sopravvivere il progetto anche dopo la chiusura della campagna”.

Produzioni dal Basso nasce alla fine del 2004 da un’idea di Angelo Rindone senza una categorizzazione di settore specifica ma, con più del 70% dei progetti finanziati nel settore culturale nel 2016, non possiamo negare la sua importanza in questo settore. Rispetto ad altre piattaforme minori, Produzioni dal Basso vanta cifre alte: solo nell’ultimo anno ha raccolto 1,3 milioni di euro sui 3,5 totali raccolti e ha aiutato a finanziare 550 progetti. Oltre a una comunità di fidelizzati che conta quasi 1500.000 utenti, molti dei quali ritornano sulla piattaforma per donare, è l’unica a poter vantare una diversificazione nella modalità di pagamento.

Tra i metodi di donazione, nel 2016, Produzioni dal Basso ha introdotto anche il bonifico, un strumento più tradizionale che però, considerando il notevole aumento del traffico (+30%) e della donazione media passata da 38 euro nel 2015 a 52 euro nel 2016, sembra utile a far superare le diffidenze degli italiani legate al pagamento telematico. Questa piattaforma, inoltre, offre la possibilità di accedere ai fondi raccolti anche durante la campagna, senza dover necessariamente raggiungere il budget prefissato: il 42% dei progettisti gode di questo strumento. Secondo Marta dell’Omo di Produzioni dal Basso, l’utilizzo della metodologia “raccogli tutto” dovrebbe essere incentivato poiché fare le campagne di crowdfunding significa innanzitutto promuovere il proprio progetto e una disponibilità economica immediata consente di poter subito investire in una cura maggiore nella grafica e nella comunicazione, che spesso manca ai progettisti culturali.

IL 2016 PER IL CROWDFUNDING CULTURALE IN ITALIA
Crescita di mercato tra maggio 2016 e dicembre 2016. Dati in euro

BeCrowdy è una piattaforma di crowdfunding reward-based esclusivamente dedicata alla cultura. Dalla sua nascita nel 2014 sono stati finanziati circa 67 progetti su un totale di 100 pubblicati, a fronte di circa 400 progetti pervenuti. La donazione media oscilla tra i 20 e i 40 euro, cifre relativamente basse, che grazie all’altissimo numero di donatori conferisce alla piattaforma un’alta percentuale di raggiungimento dell’obiettivo. Questa dinamica può essere spiegata attraverso la natura spiccatamente musicale della piattaforma: un settore culturale che molto più di altri riesce a creare aggregazione e a formare crowd. Secondo Rossella Lombardozzi di BeCrowdy, il crowdfunding è ancora troppo legato alle realtà da cui provengono questi progetti. Come ci conferma il rapporto sopracitato della dottoressa Mainiero, il 44% dei finanziatori dona per prossimità geografica, mentre il 51% per prossimità digitale o per contatto diretto con i beneficiari. Sebbene la cerchia dei progettisti sia fondamentale per attivare la campagna, “bisogna evitare il localismo ed è in primis la piattaforma che deve costruirsi una community su scala nazionale e internazionale”.

Innamorati della cultura. Il crowdfunding per la cultura italiana.

Ecco un breve estratto dell’intervista di Italian Crowdfunding . Aprile 2016
http://italiancrowdfunding.it/innamorati-della-cultura-crowdfunding-per-la-cultura/

Torino è la seconda città dell’Innovazione a livello Europeo, pensi possa essere il “motore innovativo d’Italia”?

Torino sta svolgendo da anni un grande lavoro per riconvertire la città da polo industriale automobilistico a polo tecnologico e culturale. Sono stati fatti grandissimi investimenti e ormai i luoghi dove cresce l’innovazione si moltiplicano a vista d’occhio: incubatori, acceleratori, co-working, FabLab. Le idee in Italia non mancano. Torino oggi è un aggregatore di cervelli che, comunque, vista la bassissima propensione italiana a finanziare, continueranno a rivolgersi all’estero per poter crescere. Mi sento di dire che più che motore di innovazione al momento Torino assolve bene al ruolo iniziale di incubazione delle idee.

Emanuela Negro-Ferrero

Innamorati della Cultura nasce nel “lontano” 2014. Cosa è cambiato dal lancio, cosa sta cambiando adesso e cosa pensi possa cambiare nel futuro del Crowdfunding italiano?

In Italia chiedere di finanziare un portale di crowdfunding è un’impresa praticamente impossibile. Innamorati della Cultura ha lavorato bene e con le sue forze, centrando un bisogno che, proprio a causa della mancanza di fondi pubblici, è sempre più urgente. I soldi per la cultura non ci sono e i pochi che ci sono difficilmente sostengo le realtà piccole e medie. Due anni di lavoro ci hanno permesso di capire come funziona il crowdfunding in Italia, come gestire la piattaforma, in che modo comunicare con il pubblico e, fattore essenziale , come lavorare con i progettisti. La mancanza di informazione e di digitalizzazione ha reso tutto molto più complicato ma siamo fiduciosi che, grazie al lavoro congiunto di tutti gli operatori del settore, anche in Italia il crowdfunding diventi un comportamento acquisito.

Cultura e Folla. Ci vuoi raccontare dell’approccio e dell’apporto che l’una ha sull’altra?

L’Italia è da sempre culla di cultura e non mancano certo i progetti da proporre. Quello che manca è il metodo. Fortunatamente i casi di successo si stanno moltiplicando e la conoscenza dei meccanismi di raccolta si sta diffondendo sempre più. Questo grazie soprattutto alla folla. Non possiamo dimenticare che chi ha il vero potere di far avere successo ad una campagna è la folla. Che va coinvolta, entusiasmata, ricompensata. Campagne noiose, afone, egocentriche non raccolgono consenso per il semplice motivo che non entrano in empatia con la folla.

Come va aiutata la Cultura Italiana e chi può o deve aiutarla?

Lo Stato investe appena lo 1.6% del totale del bilancio in Cultura. E’ un dato scandaloso che non consente alla cultura italiana di crescere. I soldi bastano a malapena a conservare i pezzi più belli che, spesso, come nel caso di Pompei, cadono a pezzi ugualmente. Come ormai per qualsiasi cosa in Italia, il vero aiuto può arrivare dai cittadini. Un portale come il nostro, verticalizzato sulla cultura, ha due funzioni: aiutare chi non ha altri strumenti a finanziare il suo progetto e incentivare la piccola produzione artistica che oggi, proprio grazie alla mancanza di fondi pubblici, non ha ossigeno per esprimersi. Se la campagna va male il progetto rimane in vetrina. Ho molte storie da raccontare di campagne che non hanno raccolto fondi ma hanno trovato sponsor, contratti, occasioni diverse di visibilità.

Parlaci del Proponente medio su Innamorati della Cultura, quali sono le problematiche principali con cui si trovano a dover combattere e come vengono affrontate?

Chi fa cultura non è un esperto di comunicazione e di raccolta fondi. Costruire la campagna a volte è un problema (il video, arg!) ma anche comprendere che non è la piattaforma a raccogliere è difficile da far capire. La nostra soluzione è prestare assistenza. Ascoltare e, se richiesto, guidare.

Chi finanzia i progetti sulla vostra piattaforma?

Ogni progettista ha un suo crowd iniziale a cui attinge. Possono essere fan come nel caso di Davide Ferrario oppure abbonati, come nel caso di Indice dei Libri del Mese. Ma superato lo zoccolo del 30% di crowd interno, chi dona è principalmente donna, istruita, età fra i 35 e i 55 anni.

Quali saranno i prossimi passi di Innamorati della Cultura?

Stiamo lavorando alla nuova piattaforma, multilingua e con maggiore usabilità per il caricamento delle campagne inserendo sezioni “formative” per semplificare e velocizzare il passaggio da caricamento a online.

Intervistati alla Rai su "Costume e Società".

A novembre, Emanuela è stata intervistata da Rai2 per “Costume e Società”. Speciale crowdfunding in Italia

al link

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-52481dad-95e6-48c2-b728-eeee58e32bd5-tg2.html

 

Rapporto annuale delle piattaforme italiane di crowdfunding.

Schermata-2015-11-09-alle-18.50.09

 

La fotografia è più che ottimistica: le piattaforme italiane di crowdfunding (raccolta fondi) recensite nel 2015 sono 82: tra queste 69 sono attive e 13 ancora in fase di lancio. E noi ci siamo!!!!

Secondo Ivana Pais (Corriere della Sera) si tratta di “una frammentazione poco funzionale rispetto alle caratteristiche del settore ma che, rispetto agli scorsi anni quando le piattaforme nascevano per copia-incolla, oggi in parte si spiega con processi potenzialmente virtuosi di differenziazione settoriale e territoriale”.

Un’analisi un po’ impietosa e con ottimismo iniziale che scende ancora se ci si “cala” tra i dati relativi alle campagne di fundraisingle proposte ricevute sono più che raddoppiate rispetto al 2014 (sono circa 100.000), mentre quelle poi pubblicate sulle piattaforme scendono a 21 mila (comunque il 67& in più rispetto all’anno precedente).

Ma il dato sconfortante è un altro: tra le campagne pubblicate solo una su tre viene finanziata, ovvero raggiunge l’obiettivo del suo crowdfund.

È molto interessante invece l’aspetto economico: il valore complessivo dei progetti finanziati attraverso le piattaforme di fundraising è pari a quasi 56,8 milioni di euro, con un aumento dell’85% rispetto ai 30,6 milioni di euro rilevati a maggio 2014.

Sharing Economy: noi ci siamo!

Innamoratidellacultura è mappato nel rapporto annuale sulla sharing economy consultabile a questo link

 

http://www.castelmonteonlus.it/UserFiles/File/Sharing_Economy_Dossier2015.pdf