Innamorati della Cultura. I soldi alla cultura li procuriamo noi. - Innamorati della Cultura

Innamorati della Cultura. I soldi alla cultura li procuriamo noi.

di nwandy

La cultura è la ricchezza del nostro paese, ma è diventata un peso insostenibile perché il pubblico non la sostiene più.  Ottenere fondi dai privati e quasi impossibile. Gli artisti così come i piccoli musei, le associazioni culturali, gli sbandieratori , le orchestre e i cori hanno i progetti ma non i finanziamenti necessari per realizzarli. Tre torinesi, Emanuela Negro-Ferrero, Lorenzo Pennacchioni e Valeria Borrazzi hanno deciso di unire le competenze e fondare un’ Associazione “Cultura Piemonte”. Una piccola realtà intenzionata a crescere e a costituire presto una società.

Inizialmente l’idea era di proporre iniziative di comunicazione e raccolta fondi su territorio regionale ma, come detto sopra, mancavano i fondi. E’ nata così l’idea, peraltro sperimentata con grande successo negli Stati Uniti, di creare un portale destinato alla raccolta di fondi online – crowdfunding – per i “grandi”  progetti  culturali ideati da piccole realtà. Non parliamo di grandi cifre ma di quantitativi di denaro sufficienti a dare vita a moltissimi progetti  creativi che, altrimenti, resterebbero chiusi nel cassetto dei sogni.

“Si tratta di realtà minori – racconta Emanuela Negro Ferrero  del portale www.innamoratidellacultura.it – che con la loro attività arricchiscono il territorio di eventi culturali, portando così un po’ di bellezza, una migliore qualità della vita e lavoro”.  Realtà spesso giovani che in questi ultimi anni hanno incontrato dalle istituzioni e dalla politica davvero pochi fatti. “Da lì, l’idea di creare un portale che, attraverso una piattaforma di crowdfunding, possa raccogliere fondi dedicati a progetti culturali e di restauro di beni architettonici minori”. In altre parole una vetrina per il mercato privato, delle aziende, dei professionisti facoltosi, delle fondazioni, che possono contribuire alla realizzazione del progetto. Gli investitori possono sfruttare il ritorno di immagine derivante da questo tipo di sponsorizzazione  a cui sommare, fatto non indifferente,  sgravi fiscali per le donazioni culturali.

Due i criteri di selezione dei progetti, fattibilità naturalmente, ma anche capacità di creare lavoro. “Dopo di che noi intercettiamo le persone che hanno investito per cogliere il gradiente di felicità che questo progetto ha portato al territorio”. Un indice inusuale per un business. “Ma è assolutamente comune all’estero – replica Emanuela Negro- Ferrero – perchè siamo convinti che la cultura porti benessere. Questo valore viene comunemente definito “seeding”, cioè semina. La Cultura fa crescere le persone e, al di là delle misurazioni asettiche operate dagli economisti ed esperti di marketing, è un fatto assodato  che un popolo evolve dove c’è cultura e dove regna la creatività. ”. “Noi – spiega – prendiamo una fee sul raccolto. Un importo che comprende la nostra attività di promozione e comunicazione”, dice Negro-Ferrero, 25 anni d’esperienza in Italia e all’estero.“L’idea è molto piaciuta – assicura – e dopo aver partecipato allo Start Cup Piemonte ci hanno incubato nel Treatabit , il settore dedicato ai progetti di innovazione digitale di i3P al Politecnico di Torino. Un percorso entusiasmante in un ambiente frizzante e innovativo.  Per lo sviluppo del progetto, ci sentiamo forti perché possiamo contare sull’apporto professionale di Lorenzo Pennacchioni, consulente di marketing con una grande esperienza nella comunicazione digitale e di Valeria Borrazzi, manager con esperienza di gestione dei  Beni Culturali.

Ora siamo in fase di lancio, ma per volare abbiamo bisogno di finanziamenti, investitori che possano garantirci i fondi necessari per completare la piattaforma, avviare la campagna di marketing e lanciare il primo progetto.

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