PASTI d’ ARTISTA

di societaxazioni associazione non profit

Funding Unsuccessful. This project reached the deadline without achieving its funding goal on 19 June 2014.

  • €20,00

    Raggiunti, su €2.500,00 di obiettivo

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Questa campagna sarà finanziata se il 19 giugno 2014 saranno raccolti €2.500,00.

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IL PROGETTO

“Nutrire” una parte di cittadinanza che produce creatività . Promuovere le zone periferiche come nuova destinazione geografica per il turismo culturale . Portare all’attenzione delle Istituzioni (sia pubbliche che private) il concetto in base al quale la moderna economia della conoscenza applicata allo sviluppo urbano ha definitivamente incluso i prodotti culturali come assets urbani . Un’opera di sensibilizzazione per stimolare le istituzioni e le fondazioni bancarie per la realizzazione di un Fondo per l’Arte e la Cultura Italiana .

AZIONE DI SENSIBILIZZAZIONE PER LA CREAZIONE DI UN FONDO PER L’ARTE VISIVA ITALIANA

PRIMO STEP: TORINO

PASTI d’ARTISTA E’ un progetto pilota che si svolge nella città di Torino. Si concretizza nel fornire buoni pasto gratuiti per artisti visivi da utilizzare all’interno di attività commerciali di ristorazione del territorio torinese.

Il progetto prevede che sia indetto il Bando di Concorso per l’assegnazione dei buoni pasto. Potranno partecipare gratuitamente tutti gli artisti visivi con età superiore a 35 anni e con un reddito inferiore uguale a 15.000 euro. Una giuria preposta (di curatori, critici e storici dell’arte) selezionerà un massimo di 20 artisti per l’assegnazione dei buoni pasto.

Le attività commerciali coinvolte saranno collocate principalmente nella periferia di Torino, nei quartieri come Barriera di Milano, Borgo San Paolo, Lingotto e Mirafiori.

Faranno parte del progetto iniziative culturali come performance, incontri con gli artisti, tavole rotonde e dibattiti a tema (principe  il rapporto tra l’artista e le istituzioni, la cultura e i finanziamenti pubblici/privati, il supporto economico degli artisti, la definizione della figura dell’artista (culturale/professionale), la legislazione diritti/tutele degli artisti) volte alla partecipazione degli abitanti del quartiere e non, momenti di dialogo indirizzati alla partecipazione attiva di un pubblico non solo di settore. Queste attività saranno realizzate all’interno delle attività commerciali partecipanti al progetto, nelle aree pubbliche dei quartieri coinvolti e nei luoghi che saranno interessati ad accogliere il progetto. L’artista selezionato può decidere liberamente, post selezione, se partecipare alle iniziative oppure no.

Il forte potenziale mediatico è uno dei punti cardine del progetto in quanto fornisce istantaneamente un’immagine “di riscatto” ai soggetti partecipanti (sia che siano artisti che istituzioni, fondazioni, aziende pubbliche o private, privati etc.). PASTI d’ARTISTA tende la mano alle istituzioni per avere delle risposte chiare rispetto l’impegno politico/sociale ed economico delle amministrazioni nel dispensare energie in merito sottolineando l’importanza di intervenire in questo preciso momento storico . 

 

COSTI

Il budget che servirebbe per la realizzazione del progetto (selezionando 20 artisti per i buoni pasto) è piuttosto alto. Cosa abbiamo pensato quindi, abbiamo calcolato quelle che, riducendole al minimo, potrebbero essere le spese base per poter realizzare il progetto dando l’opportunità di usufruire dei buoni pasto ad un singolo artista.
Il traguardo che speriamo di raggiungere comprende le spese di segreteria nei materiali di consumo (cancelleria, fotocopie etc), l’ufficio stampa (promozione delle attività e degli eventi, gestione uscite stampa, realizzazione conferenza stampa inaugurale etc), la comunicazione offline (carta stampata, inviti, locandine, manifesti..) e i buoni pasto per tre mesi per un singolo artista.

Questa è la partenza, speriamo che l’idea vi sia piaciuta! Per parlarne in termini di buoni pasto: con un minimo di 20 euro offrirai il pranzo a due artisti!!! con 500 euro coprirai le spese dei buoni pasto per 1 artista per 3 mesi!!!

Diventa co-creatore anche tu del progetto! Ti aspettiamo, buon appetito!

 

PERCHE’

In un momento di crisi economica così grave e nel sentimento condiviso di una costante fatica nella progettazione per il futuro, questo progetto eccede nel “segno contrario” avendo come obiettivo “l’erogazione” di energie fondamentali per la società, per la crescita intellettuale del paese e la corretta valorizzazione della cultura .

GLI ARTISTI VISIVI / LA PERIFERIA COME SCENARIO PRINCIPALE / LE ATTIVITÀ COMMERCIALI / IL CIBO / LA CULTURA ITALIANA

La carriera dell’artista è molto complicata. Il sistema dell’arte è complesso e ben definito. Fino ai 35 anni l’artista ha la possibilità di partecipare ad una serie di iniziative, di formazione, promozione e ricerca tramite le varie fondazioni pubbliche e private dedicate all’arte giovane, le associazioni non-profit del territorio italiano nonché usufruendo dell’archivio G.A.I. Giovani Artisti Italiani (gestito dalle amministrazioni locali) e del suo servizio informativo aggiornato su tutte le opportunità artistiche del momento (concorsi, selezioni, premi, residenze..). Dopo tale età le opportunità si riducono sensibilmente. Di qui l’idea di colmare un vuoto. Alla promozione dell’arte giovane si integra la volontà di tutelare gli artisti in tutto il loro percorso artistico, di sostenere gli artisti che maturano in un’età non più detta giovane.

L’ARTISTA COME IMMAGINE DELLA PERIFERIA La cultura, tramite questo progetto, evidenzia ancora una volta i posti da “abitare”, luoghi densi di significato, zone anomale ancora da definire e in continua trasformazione come quelle dei quartieri di periferia. Creare una ricaduta in termini economici sul territorio promuovendo le zone periferiche come nuova destinazione geografica per il turismo culturale.

Città-che-apprende costituisce l’imperativo per una necessaria evoluzione dei singoli quartieri. Nei quartieri periferici (quali Barriera, Mirafiori, Lingotto etc..) sono presenti alcune caratteristiche fondamentali per attivare queste dinamiche e per fornire ai residenti e non solo gli strumenti necessari per crescita e consapevolezza. Per tale motivo la metodologia di lavoro scelta parte dall’analisi dei bisogni del territorio e, sempre per lo stesso motivo, le successive fasi di sviluppo e attuazione non possono prescindere a loro volta da un monitoraggio che garantisca una pianificazione partecipata in cui l’implicazione dei cittadini è la base di partenza per la realizzazione degli obiettivi.

Ciò che ci preme sottolineare è la funzione trasformativa che ha la cultura. “Le attività culturali e creative, sia tradizionali che nuove, generano valore in termini economici, assumono valore per l’identità locale vista come fonte di ispirazione creativa per residenti ed ospiti” (Bianchini, Parkinson, 1993). Appare, a tal fine fondamentale porre le basi per facilitare, incentivare e sostenere questi “mestieri” che caratterizzano l’identità del nostra nazione, grazie a questo spesso ricordata, unica e invidiata all’estero, per il prezioso patrimonio culturale, per la storia e per l’Arte.

Il cibo come momento di coesione sociale, avvicina le persone, crea comunione tra i diversi strati sociali, aiuta a trovare punti di vista comuni tra gente di diverso pensiero. La convivialità, l’aggregazione che nasce intorno ad una tavola aiuta a trovare momenti di contatto significativi tra i rappresentanti della cultura e l’intera collettività. Il luogo della mensa, come ricettacolo di creativi, artisti, pensatori, che finalmente trovano dimensione e spazio per l’incontro con una società civile portatrice di istanze variegate. Momenti di confronto per una crescita comune.

Il claim Torino = Cultura é richiesta e promessa futuribile affidata all’Arte come processo di sedimentazione dell’insieme patrimoniale delle esperienze condivise, Arte che, nella sua accezione, stimola la crescita intellettuale del singolo e della collettività dando ulteriori prospettive ai giovani sottolineando quanto l’elemento creatività possa fungere da volano e quindi ampliando le opportunità per la trasformazione dei quartieri periferici . Portare all’attenzione delle Istituzioni (sia pubbliche che private) il concetto in base al quale la moderna economia della conoscenza applicata allo sviluppo urbano ha definitivamente incluso i prodotti culturali come assets urbani . Auspichiamo infine l’apertura di un contatto diretto tra istituzioni pubbliche e private per un fattivo dialogo sulla creazione di un Fondo per l’Arte Visiva Italiana . 

 

 

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