maggio 2017

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L’Italia, museo a cielo aperto popolato da borghi fantasma.

Quando qualcuno afferma che l’Italia è un “museo a cielo aperto”   non posso che essere d’accordo con questa definizione vagamente enfatica. Non mi riferisco alle bellezze artistiche e architettoniche che tutto il mondo conosce e apprezza.

Ci sono bellezze naturali, meraviglie artistiche minori. E centinaia di  borghi abbandonati diffusi su tutto il territorio e per questo  definiti “borghi fantasma”.

Casa Paretto

Il mio sguardo cade sulle meraviglie nascoste praticamente ovunque e che solo recentemente si sta iniziando a scoprire e ad apprezzare. In Italia, i borghi fantasma, incluse le frazioni, sono circa 130. Sono situati praticamente tutti nell’Appennino e la loro storia è molto antica e da raccontare.

Il viaggio esplorativo inizia da Borgo Val di Taro con una navetta bus per Bedonia. Risalente al 1600, è il simbolo dello spopolamento dell’Appennino così come lo è Bozzi con le sue case, i cortili e gli edifici disabitati.

oggetti di vita quotidiana abbandonati

“L’Appennino è veramente un grande museo. Nelle sole Valli Taro e Ceno, in Emilia, sono stati  censito ben 120 Mulini ad acqua. A Bozzi, situato ai confini tra Emilia, Toscana e Liguria, le antiche case abbandonate, le vecchie stalle, molti attrezzi contadini, tracce di una civiltà ormai scomparsa ma anche vicoletti e cappelle sono le testimonianza di una architettura a chilometro zero preziosa e solida allo stesso tempo.

Esiste un progetto per rilanciare queste valli nascoste e meravigliose.

L’architetto Emanuele Mazzadi, specializzato in restauro degli edifici antichi e presidente delle Guide Ambientali Escursionistiche della Val Taro e Val Ceno in Emilia- Romagna ha illustrato come, analizzando le antiche tecniche costruttive degli edifici, che sfidano il tempo essendo interamente costruiti con materiali reperiti in loco: pietra arenaria e calcarea per i muri, gli archi e le volte, calce per la malta, legno per i solai, i tetti, le pareti divisorie, sia oggi possibile pensare ad un recupero dei borghi e al rilancio delle valli di montagna”.

A Bedonia, dove gli interventi sono già iniziati, per il restauro della pavimentazione è stata usata la pietra arenaria di Carniglia, proveniente dalle vicine cave ed esportata in tutto il mondo.

Nel piccolo borgo di Roncole, l’osservazione del territorio e la particolare disposizione dei terreni fa comprendere la straordinaria organizzazione di un territorio montano tradizionalmente legato all’agricoltura.

Oggi riportare alla vita i borghi fantasma richiede lo sforzo congiunto di uomini e di realtà in grado si sostenere economicamente questa trasformazione.

La casa nel bosco

Il crowdfunding culturale è anche questo. Cercare bisogni e offrire risposte con e per  le persone.

Chi dice che non esiste futuro sbaglia. Il futuro del nostro paese è alla portata di chi desidera impegnarsi in prima persona per cambiare le cose.

Emanuela Negro-Ferrero    www.innamoratidellacultura.it

Lezione di crowdfunding n°30. Costruisci il tuo pubblico.

Lo sapevi che una campagna di crowdfunding  quando viene lanciata deve avere già a disposizione il 30% dell’importo che ha deciso di raccogliere?

 

Prendere il via con denaro già raccolto consente ad altri donatori di acquistare fiducia quando decidono di dare il loro contributo al progetto. Un po’ come dire “se lo hanno fatto gli altri vuole dire che il progetto è interessante e quindi lo posso fare anche io”.

Per far partire bene la tua campagna di crowdfdunding il primo passo è costruire il tuo pubblico.

  • Costruisci la tua mailing list” . Costruire una lista di indirizzi email non significa è solo aggiungere dei nominativi al database. Vuol dire far crescere una comunità di persone attorno al tuo progettoper tutte le fasi della campagna, dal prelancio alla campagna vera e propria sino alla fase di consegna delle ricompense e ancora oltre.
  • Come accade per qualsiasi lancio di un prodotto, di uno spettacolo, di un libro o di un’idea, questo significa duro lavoro. Ma la ricompensa finale può essere altissima. Abbiamo verificato personalmente che una buona comunicazione tramite email può veramente far raccogliere denaro alla tua campagna: il tasso di conversion delle email è del 34%, più di qualsiasi altra forma di attività promozionale.

Mentre pianifichi la tua campagna prendi spunto da queste idee

  • Inizia subito lanciando una landing page per raccogliere indirizzi

La maggior parte delle campagne che raggiungono il loro obiettivo prendono quota appena sono state lanciate. Euna mailing list fatta bene è un forte impulso al successo. Quindi, prima di lanciare una campagna, è una buona idea creare una landing page con una sezione dedicata alla raccolta di email e, magari, un piccolo questionario. Le persone adorano i questionari! Con questa semplice tecnica si possono ottenere gli indirizzi email dei potenziali sostenitori e tenerli informarti ancora prima del lancio.

Una volta che la landing page è in linea, assicurati che le persone lascino il loro indirizzo email, che condividano sui canali social e che incoraggino amici e parenti a diffondere la notizia della campagna.

  • Raccogliere indirizzi email durante gli eventi

Ogni volta che sei presente a un evento, conferenza o incontro, porta con te un foglio su cui scrivere gli indirizzi  email delle persone che incontri, Se hai anche un tavolo, considera l’idea di offrire un regalino in cambio dell’indirizzo email.

  • Fai una lista “amica” dei tuoi attuali sottoscrittori

Non dimenticare che i tuoi attuali sostenitori possono diffondere le tue notizie.Includi una opzione “invia a un amico” e un tasto per la condivisione sui social. Una volta che la campagna è aperta, puoi sempre incentivare i tuoi sostenitori con una piccola ricompensa o un bonus.

  • Spingi le iscrizioni attraverso I canali social .

Mentre i post di traffico organico sono un modo eccellente per “ingaggiare” I tuoi fan, considera di investire un piccolo budget per aumentare la portata dei contatti.. Programma un tweet di promozione della campagna con inserito il link al modulo di raccolta delle email.  Oppure spingi dei post su Facebook che portino visitatori alla pagina “. Ricorda, la landing page deve conteneere un mix di contenuti  misti promozionali e informativi.

  • Organizza una chat su Twitter Host a Twitter Chat.

Una chat su Twitter avviene quando un gruppo di twittatori discutono di un argomento per un’ora intera..Cerca dove puoi trovare delle chat coerenti con il tuo argomento e lascia che si organizzino fra di loro. I twittatori delle chat adorano parlare con un nuovo ospite.

Offrire qualcosa aiuta a raccogliere indirizzi email

 

  • Offri qualcosa

Le persone ti danno volentieri il loro indirizzo mail se hanno indietro qualcosa e se lo scambio viene percepito come alla pari. Può essere una risorsa digitale come un e-book, uno screen saver, un video.

  • In ultimo, fai esperimenti

La sperimentazione è il cuore pulsante del  marketing. Prova nuovi canali per testare la performance. Prova diverse versioni della tua landing page per capire quale piace e interessa di più. Prova nuovi contenuti. Nuove ricompense. Questo tipo di approccio ti permette di ottimizzare le opportunità di raccogliere persone veramente interessate alla tua idea.

 

Emanuela Negro-Ferrero  www.innamoratidellacultura.it.

 

 

Cultura e crowdfunding: L’Italia si muove?

Nel 2014 quando abbiamo proposto in Italia  la piattaforma di crowfunding www.innamoratidellacultura.it come uno strumento semplice ed efficace per ottenere fondi per la cultura  in difficoltà , la risposta che abbiamo ricevuto da business angels, fondazioni,  investitori , incubatori, acceleratori e politici non è certo stata delle più positive. Tutti indistintamente rispondevano “il crowdfunding non funziona”.

crowdfunding per la cultura

Eppure, malgrado la assoluta mancanza di aiuti concreti e di fondi, ogni giorno di più abbiamo avuto  la conferma che quello che stavamo facendo era corretto. Oggi, dopo tre anni di lavoro  abbiamo la certezza  che una piattaforma di  crowdfunding dedicata in esclusiva  alla cultura è quello che serve al nostro paese per aiutare chi si occupa di cultura ad uscire dalla crisi. E non solo.

E’ ampiamente dimostrato che il  crowdfunding oltre ad aiutare concretamente il progettista a raccogliere  il denaro necessario per realizzare le sue idee, aiuta le persone a costruire reti di rapporti attorno a sé e alla propria idea progettuale. Una campagna di raccolta fondi dal basso ha successo – prima di qualsiasi altro fattore – perché il progettista è riuscito a creare delle relazioni autentiche con le persone.

 

Queste relazioni , in un momento storico caratterizzato dalla disumanizzazione dei rapporti, sono  la ricchezza inestimabile che conferisce al crowdfunding  potere e velocità di trasformazione . Dalla crisi economica alla autorealizzazione.  Dalla mancanza di liberà alla possibilità di scelta. Questo  valore nel tempo, può  crescere e conferire al progetto o al bene quella stabilità economica e quel riconoscimento sociale che chi si occupa di cultura sa essere indispensabile e vitale.

Qual è il significato di una piattaforma dedicata alla cultura?

Le piattaforme di crowdfunding possono essere di due tipi: generalista o verticale. Una piattaforma generalista accoglie al suo interno progetti di tipologia varia. Tecnologia, viaggi, arte, scuola, innovazione, start up, campagne personali. Una piattaforma verticale accoglie al suo interno solo campagne ristrette ad un determinato ambito.  Ci sono piattaforme dedicate alla musica. Ai viaggi. Alla beneficenza . E quelle, come www.innamoratidellacultura.it, che sono dedicate interamente alla cultura.

LE CAMPAGNE DI CROWDFUNDING IN AMBITO CULTURALE SONO IL 35% DEL TOTALE DI TUTTE LE CAMPAGNE PUBBLICATE SUI PORTALI.  

Questo dato ci ha convinti che la nostra strada era giusta. Una piattaforma di corwdfunding generalista infatti è una vetrina di progetti di varia tipologia che, per certi versi, può essere paragonata ad un Centro Commerciale. Gli utenti di una piattaforma generalista quando donano lo fanno perché qualcuno ha indicato loro che cosa scegliere.

Il crowdfunding per la cultura piace a

 

Diversamente, gli utenti di una piattaforma dedicata ad un solo argomento, come , per esempio, la cultura, sono persone che quando donano lo fanno perché qualcuno ha detto loro quale campagna devono  supportare.  Per i loro interessi personali, fanno parte di una comunità che, se opportunamente coinvolta e gratificata, può arrivare a costruire una presenza affezionata attorno ai progetti proposti qualsiasi essi siano.

Siamo una comunità di #InnamoratidellaCultura

Quali sono i nostri obiettivi? Costruire una comunità di persone consapevoli, innamorate della cultura.  Offrire ai chi si occupa di cultura una vetrina d’eccellenza per investitori. Soprattutto stranieri perché abbiamo capito che qui, la strada da fare è ancora lunga. Vogliamo e i nostri #innamoratidella cultura siano fedeli alle nostre proposte e attivi e propositivi  nella raccolta fondi e nella diffusione dei progetti.  Abbiamo fatto esperienza e ci sentiamo pronti a crescere. Dal 2013 ad oggi abbiamo raccolto dati, analizzato le campagne definendo criteri per ogni tipologia, abbiamo ,verificato le procedure. Come tutti abbiamo commesso errori. Siamo stati hackerati . Copiati. Abbiamo messo tutto nel calderone per uscire con una ricetta nuova. Che ha il sapore della passione.

Qualcuno sa che cos’è il crowdfunding?

E’ partita la campagna di crowdfunding”; “ Museo diocesano ha aperto la campagna di crowdfunding”.  Ogni giorno leggiamo sui blog, sui giornali o ascoltiamo alla radio frasi come queste che abbiamo appena scritto.

Non siamo affatto sicuri che chi legge o ascolta, a meno che non sia un giovane nerd o un addetto ai lavori, capisca di che cosa si sta parlando.  La strada purtroppo è ancora lunga ma, siamo fiduciosi che qualcosa potrà cambiare. Insistendo,lavorando insieme ai colleghi. Portando risultati. Con passione ed energia. Magari, trovando qualcuno che crede in noi, pensa che il crowdfunding per la cultura sia uno strumento eccezionale  e ci aiuta a crescere.

Emanuela Negro-Ferrero         www.innamoratidellacultura.it

Jungle. La Reggia di Venaria ruggisce in mostra fino a settembre.

Il fine settimana di Pasqua ha confermato la Reggia di Venaria come una delle mete turistiche preferite dagli #innamoratidellacultura  italiani.

La prestigiosa residenza  sabauda (parte del circuito di regge e castelli denominato “Corona di delizie”), venne  inaugurata nel 2007 dopo decenni di importanti e radicali restauri grazie a politiche illuminate, e nell’arco di dieci anni ha consolidato il suo primato. Bellissima da visitare sia dentro che fuori, la Reggia è anche una importante sede di mostre ed eventi. L’ultima mostra, appena inaugurata, sta già facendo numeri da record.

“Jungle. L’immaginario animale nella moda”, questo è il titolo, è un suggestivo percorso espositivo che esplora l’evoluzione dell’animalier nella moda.  Il percorso di visita si snoda attraverso centinaia  di inediti e inconsueti capi d’abbigliamento e di accessori.

Moda animalier alla Reggia di Venaria

Il filo conduttore è la storia che narra della predilizione  da parte dei nomi più importanti della storia del costume e della moda e dell’interpretazione  secondo la propria ottica e la propria estetica di capi e oggetti realizzati con motivi grafici  presi a prestito dal mondo animale.

Le sale auliche sprizzano energia e i colori vivaci si alternano alle stampe zebrate, ghepardate, tigrate e coccodrillate . La curatrice della mostra, Ludovica Gallo Orsi ha creato un excursus storico che parte da Christian Dior e arriva sino a Gianfranco Ferré ed Azzedine Alaïa mescolando sapientemente le stampe che imitano i mantelli degli animali con forme geometriche astratte che rispecchiano le forme infinite di alberi e fiori con un effetto naturale e davvero selvaggio.

Fra i capi d’abbigliamento esposti, una attenzione speciale è dedicata ai foulard. Capo d’abbigliamento amato dalle donne e,soprattutto, dalle attrici, i foulard stampati di Hermes,  Valentino, Salvatore Ferragamo, Thierry Mugler fino a Jean Paul Gaultier e Roberto Cavalli colpiscono l’occhio per la perfezione, la ricchezza coromatica  e la ricchezza dei tessuti.  L’allestimento è curato dallo scenografo Pietro Ruffo.

“La Reggia ama la moda. Non è la prima volta che  volta che la Reggia di Venaria ospita la moda -hanno sottolineato il direttore e il presidente della Reggia di Venaria, Mario Turetta e Paola Zini – “Basta pensare alle precedenti mostre ‘Made in Italy’ di Franca Sozzani , all’esposizione  dedicata agli abiti scultura  di Capucci e a quella dell’Alta Moda.

La residenza sabauda si tinge per l’occasione di pattern suggestivi, in un iconico bestiario Tra i capi esposti da non perdere il celebre modello Jungle, un capo haute couture presentato da Christian Dior nel lontano 1947, accanto alle creazioni firmate da Maurizio Galante, Fausto Puglisi, Givenchy, Krizia, Iris Van Herpen e Stella McCartney.

“Jungle. L’immaginario animale nella moda” – Reggia di Venaria, Sale delle Arti, I piano -tel. +39 011 4992333 – www.lavenaria.it
La mostra è stata inaugurata oggi 12 aprile 2017 e resterà aperta fino al 3 settembre 2017.
Il costo intero del biglietto ammonta a 12 euro -Ridotto (gruppi di min. 12 persone, maggiori di 65 anni e quanti previsti da Ridotti) costa invece 10 euro Ridotto over 6 under 21 (ragazzi dai 6 ai 20 anni) -Per gli studenti universitari under 26 6 euro. La mostra è inoltre compresa nel biglietto “Tutto in una Reggia”.

Emanuela Negro-Ferrero    www.innamoratidellacultura.it

 

 

A Cortona per il restauro della fortezza del Girifalco si punta a crowdfunding e ArtBonus

Appena partita, la campagna sta già raccogliendo velocemente. L’obiettivo parziale è di 25.000 euro per la messa in sicurezza. Ma il grande sogno supera il milione e mezzo di euro

Cortona, la Fortezza del Girifalco
Cortona, la Fortezza del Girifalco

Il restauro della Fortezza del Girifalco di Cortona è un progetto ambizioso, non solo per la cifra da raccogliere ma perché non si tratta di un restauro fine a sé stesso. La fortezza, una volta terminati i lavori, verrà riconvertita per essere utilizzata come accademia internazionale dedicata alle arti visive. Nell’idea dell’Associazione culturale promotrice, il CIDA, Cortona Image Design Academy, dovrà  portare nuova vita, progetti  ed energia alla città toscana e, come già accaduto in Italia con esempi virtuosi come il restauro della Reggia di Venaria, questa nuova visione potrà far diventare Cortona polo attrattore di turismo, innovazione, creatività  e lavoro per giovani provenienti da tutto il mondo.

Cortona, la Fortezza del Girifalco
Cortona, la Fortezza del Girifalco

I BASTIONI E IL PALAZZO DEL CAPITANO
La cifra definita come primo obiettivo da raggiungere – e superare – per  il crowdfunding – aperto sulla piattaforma innamoratidellacultura – è di 25.000: per tutte le offerte, c’è uno sgravio fiscale del 65% da suddividere in tre anni, derivante dall’Art Bonus.
Questi primi fondi saranno indispensabili per mettere in sicurezza alcune parti dell’edificio e renderle fruibili. Ma la vera sfida punta molto più in alto. Il progetto di restauro per i bastioni di S. Egidio e S. Giusto ha ottenuto l’approvazione della Sovrintendenza e quel recupero porterebbe alla rinascita di una parte della fortezza, il magnifico Palazzo del Capitano.  Uno dei bastioni del Girifalco è già stato rimesso in sesto anni fa grazie all’intervento di Montepaschi e del Comune di Cortona e, oggi, ospita l’associazione Orlando presieduta dalla moglie del  cantante Jovanotti.

GLI APPUNTAMENTI ESTIVI A CORTONA
Intanto, l’estate a Cortona sarà ricca di eventi a cielo aperto destinati a tutta la cittadinanza e ai turisti:  il 16 luglio inaugurerà  il festival internazionale della fotografia “Cortona On The Move” giunto alla sua  sesta edizione. Fino al 2 di ottobre sarà possibile assistere a decine di mostre e di eventi, workshop, letture portfolio, il Circuito OFF per i talenti emergenti, il premio Happiness on the move e molto altro ancora. Con l’auspicio che il festival possa essere un’occasione per far conoscere al pubblico l’iniziativa di raccolta fondi in corso.

Emanuela Luisa Negro-Ferrero

Innamorati della cultura. Il crowdfunding per la cultura italiana.

Ecco un breve estratto dell’intervista di Italian Crowdfunding . Aprile 2016
http://italiancrowdfunding.it/innamorati-della-cultura-crowdfunding-per-la-cultura/

Torino è la seconda città dell’Innovazione a livello Europeo, pensi possa essere il “motore innovativo d’Italia”?

Torino sta svolgendo da anni un grande lavoro per riconvertire la città da polo industriale automobilistico a polo tecnologico e culturale. Sono stati fatti grandissimi investimenti e ormai i luoghi dove cresce l’innovazione si moltiplicano a vista d’occhio: incubatori, acceleratori, co-working, FabLab. Le idee in Italia non mancano. Torino oggi è un aggregatore di cervelli che, comunque, vista la bassissima propensione italiana a finanziare, continueranno a rivolgersi all’estero per poter crescere. Mi sento di dire che più che motore di innovazione al momento Torino assolve bene al ruolo iniziale di incubazione delle idee.

Emanuela Negro-Ferrero

Innamorati della Cultura nasce nel “lontano” 2014. Cosa è cambiato dal lancio, cosa sta cambiando adesso e cosa pensi possa cambiare nel futuro del Crowdfunding italiano?

In Italia chiedere di finanziare un portale di crowdfunding è un’impresa praticamente impossibile. Innamorati della Cultura ha lavorato bene e con le sue forze, centrando un bisogno che, proprio a causa della mancanza di fondi pubblici, è sempre più urgente. I soldi per la cultura non ci sono e i pochi che ci sono difficilmente sostengo le realtà piccole e medie. Due anni di lavoro ci hanno permesso di capire come funziona il crowdfunding in Italia, come gestire la piattaforma, in che modo comunicare con il pubblico e, fattore essenziale , come lavorare con i progettisti. La mancanza di informazione e di digitalizzazione ha reso tutto molto più complicato ma siamo fiduciosi che, grazie al lavoro congiunto di tutti gli operatori del settore, anche in Italia il crowdfunding diventi un comportamento acquisito.

Cultura e Folla. Ci vuoi raccontare dell’approccio e dell’apporto che l’una ha sull’altra?

L’Italia è da sempre culla di cultura e non mancano certo i progetti da proporre. Quello che manca è il metodo. Fortunatamente i casi di successo si stanno moltiplicando e la conoscenza dei meccanismi di raccolta si sta diffondendo sempre più. Questo grazie soprattutto alla folla. Non possiamo dimenticare che chi ha il vero potere di far avere successo ad una campagna è la folla. Che va coinvolta, entusiasmata, ricompensata. Campagne noiose, afone, egocentriche non raccolgono consenso per il semplice motivo che non entrano in empatia con la folla.

Come va aiutata la Cultura Italiana e chi può o deve aiutarla?

Lo Stato investe appena lo 1.6% del totale del bilancio in Cultura. E’ un dato scandaloso che non consente alla cultura italiana di crescere. I soldi bastano a malapena a conservare i pezzi più belli che, spesso, come nel caso di Pompei, cadono a pezzi ugualmente. Come ormai per qualsiasi cosa in Italia, il vero aiuto può arrivare dai cittadini. Un portale come il nostro, verticalizzato sulla cultura, ha due funzioni: aiutare chi non ha altri strumenti a finanziare il suo progetto e incentivare la piccola produzione artistica che oggi, proprio grazie alla mancanza di fondi pubblici, non ha ossigeno per esprimersi. Se la campagna va male il progetto rimane in vetrina. Ho molte storie da raccontare di campagne che non hanno raccolto fondi ma hanno trovato sponsor, contratti, occasioni diverse di visibilità.

Parlaci del Proponente medio su Innamorati della Cultura, quali sono le problematiche principali con cui si trovano a dover combattere e come vengono affrontate?

Chi fa cultura non è un esperto di comunicazione e di raccolta fondi. Costruire la campagna a volte è un problema (il video, arg!) ma anche comprendere che non è la piattaforma a raccogliere è difficile da far capire. La nostra soluzione è prestare assistenza. Ascoltare e, se richiesto, guidare.

Chi finanzia i progetti sulla vostra piattaforma?

Ogni progettista ha un suo crowd iniziale a cui attinge. Possono essere fan come nel caso di Davide Ferrario oppure abbonati, come nel caso di Indice dei Libri del Mese. Ma superato lo zoccolo del 30% di crowd interno, chi dona è principalmente donna, istruita, età fra i 35 e i 55 anni.

Quali saranno i prossimi passi di Innamorati della Cultura?

Stiamo lavorando alla nuova piattaforma, multilingua e con maggiore usabilità per il caricamento delle campagne inserendo sezioni “formative” per semplificare e velocizzare il passaggio da caricamento a online.

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