aprile 2016

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Lezione di Crowdfunding n°24: Quali sono le più diffuse fantasie che le persone hanno sul crowdfunding?

Questa è una bellissima lezione. La adoro e voglio condividerla con voi.

The Flaming Lips MoogFest 2011 Asheville, North Carolina © Copyright David J. Simchock www.DavidSimchock.com www.VagabondVistas.com

Secondo la mia esperienza, le principali le fantasie più diffuse sono fondamentalmente tre:

Fantasia  n° #1: C’è sempre una folla.

Il primo errore di valutazione che viene fatto dai progettisti è che ci sia una folla di persone che non aspetta altro che sostenere il progetto per  farli arrivare all’obiettivo. La verità è che non esiste nessuna folla nascosta che si riunisce il giovedì sera al bar per decidere quale campagna merita di essere sostenuta. Il crowdfunding è di fatto costituito da centinaia di micro donazioni e la folla non esiste fino a quando non siete voi a riunirla e ad organizzarla ( e questo va fatto prima del lancio della campagna). Certo, se già esiste un blog attivo e seguito con una newsletter ricca di nominativi autorizzati, il lavoro di costruzione della folla è già per metà fatto. Ma non aspettatevi che da qui esca il 100% delle donazioni.

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Fantasia #2: una piattaforma famosa porterà maggiore traffico verso I potenziali donatori.

Questo argomento ritorna ogni volta che parlo con un progettista. La stampa pompa i progetti che hanno raccolto milioni di euro, appoggiati da star e testimonial e, voilà, il progettista sogna che la grande piattaforma funzioni anche senza un piano di marketing.

Ma non funziona così.  

Le campagne di successo lavorano duramente nella fase di pre-lancio costruendo il consenso ( spesso lo fanno attraverso una mailing list testata). Questa attività preliminare può portare fino al 30-35% delle donazioni. Poi, se la campagna interessa, i primi donatori possono condividerla e aiutare il progettista a costruire il “secondo cerchio” che può portare ad un ulteriore 20%.

Solo allora, se la campagna è arrivata a circa il 70/80% del raccolto, la piattaforma si rivela un aiuto. Ma non è detto.

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Fantasia #3:  Una grande campagna media o  il tweet di una celebrità mi porterà più traffico e più donatori.

Posso capire che sia normale pensare che una campagna stampa  a tappeto porta sempre  grandi risultati. In certi casi si e in altri no. Ho notato che i  giornali italiani parlano con grande disinvoltura di  crowdfunding (ha attivato una campagna di crowdfunding…) peccato che la maggior parte degli italiani non sappia ancora di cosa si sta parlando.  Meglio quindi una presenza mirata sui blog, attraverso gli influencers, le testate di settore e le stazioni radio locali che una presenza magari pressante ma, confusa e mal spiegata su grandi testate editoriali.

E’ della settimana scorsa l’annuncio sulla Stampa di   un  “crowdfunding” per finanziare attività culturali pubbliche : in realtà si tratta di una normalissima attività di  ricerca di sponsor. Che confusione…povera folla!

Avete un’idea da pubblicare? La aspettiamo!

http://www.innamoratidellacultura.it/proponi-idea

 

Preferite  costruirla insieme a  noi?

Il 4 maggio, a Torino, presso Rinascimenti Sociali in Via Maria Vittoria 38 faremo un Laboratorio Pratico.

iscrizioni e informazioni ad

accademiadelcrowdfunding@gmail.com

 

Emanuela Negro- Ferrero – CEO

enf@innamoratidellacultura.it

Intervistati alla Rai su “Costume e Società”.

A novembre, Emanuela è stata intervistata da Rai2 per “Costume e Società”. Speciale crowdfunding in Italia

al link

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-52481dad-95e6-48c2-b728-eeee58e32bd5-tg2.html

 

Rapporto annuale delle piattaforme italiane di crowdfunding.

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La fotografia è più che ottimistica: le piattaforme italiane di crowdfunding (raccolta fondi) recensite nel 2015 sono 82: tra queste 69 sono attive e 13 ancora in fase di lancio. E noi ci siamo!!!!

Secondo Ivana Pais (Corriere della Sera) si tratta di “una frammentazione poco funzionale rispetto alle caratteristiche del settore ma che, rispetto agli scorsi anni quando le piattaforme nascevano per copia-incolla, oggi in parte si spiega con processi potenzialmente virtuosi di differenziazione settoriale e territoriale”.

Un’analisi un po’ impietosa e con ottimismo iniziale che scende ancora se ci si “cala” tra i dati relativi alle campagne di fundraisingle proposte ricevute sono più che raddoppiate rispetto al 2014 (sono circa 100.000), mentre quelle poi pubblicate sulle piattaforme scendono a 21 mila (comunque il 67& in più rispetto all’anno precedente).

Ma il dato sconfortante è un altro: tra le campagne pubblicate solo una su tre viene finanziata, ovvero raggiunge l’obiettivo del suo crowdfund.

È molto interessante invece l’aspetto economico: il valore complessivo dei progetti finanziati attraverso le piattaforme di fundraising è pari a quasi 56,8 milioni di euro, con un aumento dell’85% rispetto ai 30,6 milioni di euro rilevati a maggio 2014.

Sharing Economy: noi ci siamo!

Innamoratidellacultura è mappato nel rapporto annuale sulla sharing economy consultabile a questo link

 

http://www.castelmonteonlus.it/UserFiles/File/Sharing_Economy_Dossier2015.pdf